Monday, April 27, 2026

MELONI A NISCEMI: NON SARÀ COME NEL ’97, MA CON LE OPPOSIZIONI È POLEMICA

Non sarà come nel 1997. È la rassicurazione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che il 28 gennaio è volata in Sicilia, a Niscemi, il comune in provincia di Caltanissetta dove una frana lunga 4 km ha costretto 1.500 persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Il riferimento è a quanto accaduto il 12 ottobre del 1997, quando un’altra frana nella stessa cittadina devastò i quartieri di Sante Croci, Pirillo e Canalicchio. Un episodio analogo, dunque, ma che stavolta non sarà seguito da “ritardi negli indennizzi”, ha assicurato la premier al sindaco del comune siciliano, Massimiliano Conti.

Proprio nella sede del comune colpito Giorgia Meloni ha presieduto una riunione, a cui ha partecipato anche il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Poi si è diretta a Catania, nella sede della Capitaneria di porto, per un vertice che ha visto presenti, tra gli altri, il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, il presidente della
Regione Siciliana, Renato Schifani e ancora Fabio Ciciliano, oltre ai sindaci e ai
prefetti di Catania, Messina e Siracusa. L’impegno del governo è “massimo”,
innanzitutto per assistere gli sfollati e ripristinare viabilità e attività scolastica, ma il quadro è ancora “complesso”. La difficoltà, lo spiega Palazzo Chigi in una nota, è l’impossibilità di identificare con esattezza dove e come intervenire, perché la frana è ancora attiva. La voragine che si è aperta a Niscemi assomiglia a una tragedia annunciata per gli addetti ai lavori. Fenomeni atmosferici di questo tipo sono infatti “strettamente legati alla conformazione geologica dell’area”, che sorge “su una successione di sabbie sovrastanti livelli di argille e marne grigiastre”.

Ad affermarlo è Giovanna Pappalardo, ordinaria di Geologia applicata presso l’Università di Catania, che pure paragona quanto sta accadendo all’episodio dell’ottobre ’97, ma con “caratteristiche ancora più rilevanti”, per l’estensione dell’area e il numero di abitazioni coinvolte. Una situazione che apre il campo alla polemica politica, a partire dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, che pure si è recata in Sicilia, nei territori colpiti dal ciclone Harry, e incalza il governo: “C’è un miliardo di euro messo nel progetto del ponte di Messina che non potrà comunque essere utilizzato per il blocco della Corte dei Conti. Che venga immediatamente spostato per dare sostegno a questi territori – ha affermato – Piuttosto che buttarlo, quel miliardo, per ragioni di impuntatura ideologica, mettiamolo al servizio di territori che stanno soffrendo”. Sferzate arrivano anche dal Movimento 5 Stelle, con la deputata Ida Carmina, che ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti, e definisce “vuote” le parole di Meloni. Un appello a “serietà, rapidità e unità” è stato invece mosso da Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, secondo cui “ha fatto bene la segretaria del PD Elly Schlein ad andare sul territorio, ma certo non per cercare lo scontro, che non serve a nessuno, e sicuramente non serve alle comunità colpite”. Intanto, la Procura della Repubblica di Gela ha aperto un procedimento penale a carico di ignoti per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana.

redazione
redazione
Tiziano Thomas Dossena, Leonardo Campanile, LindaAnn LoSchiavo, and Dominic Campanile

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