Era il 4 ottobre 1981: da Assisi iniziava il nostro breve ma indimenticabile viaggio di nozze. Io e mia moglie Francesca arrivammo nel primo pomeriggio e subito ci sentimmo avvolti dalla soavità di quella giornata dedicata a San Francesco. Sono trascorsi più di quarantacinque anni e insieme condividiamo 169 anni di vita, ma nei pensieri, negli occhi e nel cuore ritrovo ancora tutte le emozioni e le sensazioni dolci e profonde di quei giorni. Da allora, tra partenze e ritorni, Assisi è rimasta sempre nel nostro cuore. Nel nome di San Francesco e di Santa Chiara, è per noi una casa di preghiera, di pace e di dialogo. Giorni fa ho appreso che il rabbino Alon Goshen-Gottstein, instancabile sostenitore della riconciliazione tra i popoli, ha realizzato proprio ad Assisi un luogo in cui la preghiera diventa un’esperienza capace di favorire la purificazione, la crescita spirituale, l’ascolto e il rispetto reciproco. Era anche il sogno di padre Luca De Rosa (mio compaesano di Afragola e dal 1995 Postulatore generale delle cause di Beatificazione e Canonizzazione)-( foto allegate)- e di padre Berardo Capezzali, due francescani che abbiamo avuto il privilegio di incontrare e che, per oltre quarant’anni, sono stati per noi un sicuro punto di riferimento. Due sacerdoti indimenticabili, ricchi di umanità, bontà e autentico entusiasmo evangelico, che hanno lasciato una traccia profonda nelle nostre vite. Dal giorno della loro scomparsa sentiamo un grande vuoto, ma lo colmiamo con la certezza che non ci hanno mai abbandonati. Siamo certi che entrambi vivono nella Luce di Cristo glorioso e ci affidiamo alla loro intercessione, nella fiducia che un giorno potremo ritrovarli e ricevere la grazia della salvezza. A padre Luca e a padre Berardo va il nostro amore riconoscente. Ad Assisi, terra benedetta da San Francesco e Santa Chiara, tutta la nostra gratitudine. Perché è lì che, tanti anni fa, ho scoperto la pace. Raffaele e Francesca






