Articolo di Anna & Maria Sciacca
Storie criminali documentate da fotografie, filmati trasmessi dai televisori e installazioni scenografiche raccontano i serial killer internazionali dal Medioevo ad oggi al Museo Serial Killer, nella Galleria Tirrena di Torino. All’ingresso, i visitatori ricevono un’audioguida che spiega le scene dei delitti ricostruite nelle ambientazioni del museo e racconta storie di serial killer come Aileen Wuornos, John Wayne Gacy, Charles Milles Manson, Edward Theodore Gein, Ricardo Ramirez, Leonarda Cianciulli. Il Museo Serial Killer è anche a Firenze e a Genova, dove vengono raccontate le storie di altri serial killer come Edmund Kemper, Andrej Romanovic Cikatilo e Theodore Robert Bundy.
Gli Stati Uniti sono al primo posto nella classifica degli omicidi seriali; la Gran Bretagna è al secondo posto; seguono poi l’Italia e altri paesi. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, oltre i due terzi dei casi in Italia si registrano nel nord del paese, principalmente in Lombardia. Non vi è molta differenza tra il Centro e il Sud Italia. Film e libri raccontano di questi efferati delitti, fatti di cronaca, e ci si chiede come un uomo o una donna possa arrivare a tanta follia; eppure, la storia riporta crimini in varie epoche e paesi.

I serial killers si distinguono in psicopatici o sociopatici, ma possono essere entrambi sia psicopatici che sociopatici ma nella maggiore parte dei casi tende a manifestare tratti psicopatici. Il serial killer psicopatico organizzato è più difficile da catturare in quanto calcolatore, metodico e pianificatore dei delitti. Il serial killer sociopatico è disorganizzato e più facile da catturare, impulsivo, instabile, svolge i delitti in modo caotico. Sulla scena del crimine, gli omicidi si distinguono per le loro caratteristiche. Il modus operandi rappresenta l’insieme delle azioni e dei comportamenti adottati sulla scena del crimine per evitare di essere identificati. Il modus operandi può variare a seconda delle situazioni. La firma, un comportamento non necessario, esprime la personalità dell’autore dell’omicidio. La firma cambia raramente e quindi gli investigatori riescono a collegare più facilmente i vari delitti. Lo staging è l’alterazione della scena del crimine che il serial killer svolge per deviare le indagini. 
Il Museo presenta anche uno spazio dedicato alle indagini della polizia e dei detective: impronte digitali, DNA, reagenti luminescenti come il luminol e le diverse modalità di esecuzione capitale. È difficile spiegare i motivi scatenanti della mente dei killer. La scienza forense ha fatto alcuni progressi con il DNA e i controlli digitali, ma in giro ci sono sempre dei predatori perché la natura umana non è cambiata. La criminologia studia la psicologia criminale e, con tecniche di investigazione della scena del crimine, traccia un profilo psicologico e comportamentale del killer. La ricerca psicologica è molto importante se consente di prevenire i delitti, ma è anche importante evitare di presentare il serial killer come un “personaggio”, senza dimenticare le vittime.

Federica responsabile del Museo del Serial Killer ci ha detto: “Il Museo ha origine nel 2006 a Firenze, siamo sempre stati attratti dalla criminologia e il format voleva essere un documentario in primis scenografico infatti abbiamo ricreato fedelmente gli ambienti dei singoli personaggi ( gli ambienti in cui hanno realizzato i loro crimini sono molto realistici come avete visto, gli stessi manichini in cera e resina sono una copia perfetta dei personaggi, quello di Manson è il suo calco, questi manichini vengono realizzati in Messico da una società che realizza x Neflix tutte le cere dei vari documentari sul crimine), poi vuole essere un podcast criminologico e psicologico in cui si racconta realisticamente quello che questi personaggi hanno fatto e si analizza la parte psicologica e si cerca di entrare nella mente di questi personaggi per capire cosa li ha spinti a compiere tutti i loro efferati delitti e le varie violenze”.

Durante l’intervista, Federica spiega: “Vuole essere certamente un format didattico e informativo: quasi un monito alla popolazione a fare attenzione ai comportamenti di certe persone, un modo per sensibilizzare le persone di fronte ai possibili pericoli che possono nascere dall’incontro con certi soggetti. Al momento il Museo ha tre sedi: Torino, Genova e Firenze, ma è nostra intenzione aprirlo in altre città, non solo italiane, ma anche in altri paesi, e stiamo lavorando affinché ciò sia possibile. Ogni museo ha un numero diverso di personaggi e cerchiamo sempre di cambiare l’allestimento, inserendo qualche personaggio nuovo”.

LE CARCERI NEL MONDO
Le prigioni dove sono stati detenuti serial killers:
Negli Stati Uniti: Sing Sing a New York, Florida State Prison, Carcere di San Quintino, Rikers Island, New York.
In Italia: Carcere di Opera a Milano, Carcere di Sollicciano a Firenze, prigione di Spoleto.
In Francia: la Maison Centrale a Ensisheim in Alsazia.
In Inghilterra: HM Prison Belmarsh a Londra.
In Russia: Carcere di Butyrka a Mosca.
Le carceri storiche sono: Alcatraz (Stati Uniti) su un’isola nella Baia di San Francisco, Robben Island (Sud Africa) nei dintorni di Città del Capo, Torre di Londra (Inghilterra) una fortezza medievale, La Bastiglia (Francia) fortezza medievale a Parigi, le carceri di Piombi (Italia) situata a Venezia.






