Thursday, October 8, 2026

ITALIANI ALL’ESTERO: CRESCITA IN CALO E FORTE PRESENZA IN EUROPA

La popolazione italiana abitualmente dimorante all’estero continua a crescere anche nel 2025 (+2,8%) ma a un ritmo più lento rispetto al 2024 (+4,6%). Al 31 dicembre 2025, secondo i dati provvisori, gli italiani all’estero sono 6 milioni 604mila, circa 183mila unità in più rispetto all’inizio dell’anno. La crescita interessa sia gli uomini (3 milioni 406mila; 51,6% della popolazione italiana all’estero), sia le donne (3 milioni 197mila). Rispetto a tale crescita, risulta molto contenuto il contributo della dinamica naturale. Nel 2025, infatti, il saldo tra nascite e decessi è positivo per appena 3mila unità, contro le 13mila dell’anno precedente. La contrazione è dovuta alla forte diminuzione delle nascite, passate da 26mila a 16mila (-37,1%), mentre i decessi rimangono sostanzialmente stabili, poco sopra le 13mila unità (+2,4%). Lo rende noto l’Istat. Nel 2025, tra le nascite da genitori italiani dimoranti all’estero quasi tre su quattro si registrano in Europa (73,8%): il 47,4% nei Paesi dell’Ue e il 26,5% in altri Paesi europei. Tra i principali Paesi, le quote più elevate riguardano la Svizzera (17,1%), la Germania (14,8%), la Francia (10,4%) e il Regno Unito (7,7%). L’America raccoglie il 16,8% delle nascite, di cui l’11,6% nell’America centro-meridionale e il 5,2% in quella settentrionale; quote più contenute si osservano in Asia (4,3%), Oceania (2,8%) e Africa (2,3%). La diminuzione delle nascite interessa tutte le aree geografiche, ma risulta particolarmente accentuata in America (-55,0%), soprattutto nell’America centro-meridionale (-59,7%). Su questa dinamica ha inciso anche la nuova normativa sulla cittadinanza2, entrata in vigore nel 2025, che ha ristretto i casi di trasmissione automatica della cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) ai figli nati all’estero, con effetti particolarmente rilevanti in Brasile (-66,6% di nascite) e Argentina (-55,8%), dove è storicamente ampia la collettività di origine italiana. In Europa la riduzione è pari al 33,2%, con diminuzioni particolarmente marcate nel Regno Unito (-44,2%), in Germania (-42,7%) e in Spagna (-34,4%). Più contenuti, pur restando rilevanti, sono i cali registrati in Africa (-20,2%), Asia (-16,6%) e Oceania (-11,8%) Lo rende noto l’Istat. Nel 2025, gli espatri sono 109mila, il 22,7% in meno rispetto al 2024. Il calo va letto alla luce dell’eccezionale numero di iscrizioni all’AIRE registrato nel 2024, in seguito all’introduzione di norme più stringenti in materia. La nuova normativa ha determinato una forte concentrazione delle registrazioni nel 2024, amplificando di conseguenza la riduzione osservata nel confronto con il 2025. I rimpatri, pari a circa 56mila, diminuiscono invece del 3,4%. Il saldo migratorio con l’estero resta quindi positivo (per gli italiani residenti all’estero, che in virtù di tale posta vedono aumentato il loro contingente) e si attesta a circa 53mila unità, quasi 30mila in meno rispetto al 2024. La maggior parte degli espatriati si dirige verso l’Europa: il 75,5% del totale, pari a circa 82mila persone. In particolare, 68mila trasferimenti hanno come destinazione un Paese dell’Ue; al netto dei 31mila rimpatri provenienti dalla stessa area, il saldo migratorio degli italiani residenti nell’Unione risulta positivo per circa 37mila unità. Un saldo positivo si registra anche nei Paesi europei non appartenenti all’Unione (+9mila) e in America settentrionale (+3mila). In America centro-meridionale, invece, i rimpatri superano lievemente gli espatri, determinando un saldo negativo di circa 300 unità. Nel 2025, le principali destinazioni degli espatri sono la Spagna e la Germania con, rispettivamente, circa 13mila movimenti. Segue la Svizzera con 12mila, il Regno Unito con 11mila e la Francia con 9mila. Nel complesso, questi cinque Paesi accolgono il 53,3% degli italiani espatriati. Tra le destinazioni extraeuropee emergono gli Stati Uniti, con il 5,7% degli espatri, e il Brasile, con il 2,9%. I flussi verso quest’ultimo Paese risultano in forte calo, anche per effetto della recente revisione della disciplina della cittadinanza italiana iure sanguinis. Lo rende noto l’Istat. Oltre la metà della popolazione italiana residente all’estero vive in Europa: il 34,4% nei paesi dell’Ue e il 18,7% negli altri Paesi europei. Una quota altrettanto rilevante (34,3%) risiede in America centro-meridionale, dove l’elevata consistenza della collettività italiana è legata anche alle acquisizioni della cittadinanza iure sanguinis da parte dei discendenti degli emigrati italiani. Nel complesso, queste due grandi aree raccolgono quasi nove italiani all’estero su dieci. Più contenuta è l’incidenza nelle altre aree: il 7,5% risiede in America settentrionale, il 2,7% in Oceania, l’1,3% in Asia e l’1,1% in Africa. Lo rende noto l’Istat.

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Tiziano Thomas Dossena, Direttore Editoriale della rivista/Editorial Director of L'Idea.

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