Sunday, April 26, 2026

IL VECCHIO E PAULINA

IL VECCHIO E PAULINA

Racconto di Bruno Pegoretti

Tra il frangersi sulla sabbia delle ultime, purissime onde dell’Oceano e le prime, innocue rocce rosse della Sierra Madre, se ne stava là, nel cielo di maggio, accovacciato nel sole, un piccolo rancho. Timido, si sarebbe detto, malato di solitudine, ignorato dalle rare macchine di passaggio sulla stradella bianca. Come da copione scritto da duecento e passa anni, era interamente costruito in legno, con un portico a tre colonne e quattro sedie (una a dondolo), messe lì sotto, all’ombra, e una minima costruzione, anch’essa in legno, adiacente: la dimora padronale. Un rancho, insomma, simile a tutti gli altri. Vedere per credere: carretera Tapantepeca, trenta chilometri a nord di Mazatlàn, uno più, uno meno, camino de tierra, a sinistra.

Fuori dal mondo, seminascosta dai cactus e dagli alti ficus benjamin, affacciata sulla strada, quasi inutile tra il fogliame, sulla facciata, in alto, un’insegna di un giallo sbiadito dalla salsedine e da troppe stagioni e una scritta, una volta di un rosso vivo. Indicava: RANCHO SIERRA MADRE.

Il rancho ospitava cinque rancheros, un indiscusso capo e undici cavalli, custoditi nella grande stalla. Di giorno, più o meno strigliati, si sgranchivano le zampe in quell’esiguo mezzo ettaro di erba spelacchiata confinante con il rancho.

Rare volte, due o tre al mese, arrivavano i turisti americani, adescati da un complice a Mazatlàn.

Accompagnati dai rancheros, gli americani, in sella a cavalli al passo, risalivano i primi contrafforti della Sierra e imboccavano un sentiero quasi invisibile, segnalato solo a tratti da enormi cactus sbilenchi. Tornavano al tramonto. Là, accolti in una grande sala, si sedevano stanchi attorno a tre tavoli uniti in fila. Armadi e cassettoni, di ordinaria fattura, erano addossati alle pareti senza criterio né gusto. Tre divani rivestiti in tessuto a fioroni sbiaditi e tre bassi tavolini ne rifinivano l’arredamento. Alle pareti, alcune stampe di cavalli e una, in bianco e nero, del ritratto di Frida Kahlo. I gringos americani, ai tavoli, offerta dal rancho, imbastivano la cena (all included) e gli ospiti s’ingozzavano di tacos con carnitas e burritos, e scolavano smodatamente birra. Terminavano con tequila e mezcal en abundancia. Scomposti ringraziavano sinceri, salivano ubriachi sui suv e sulle jeep e ritornavano a Mazatlàn. Fortunatamente, la strada dritta e per nulla trafficata, almeno la sera e la notte, concedeva ai gringos, gonfi di birra e tequila, un ritorno quasi sicuro.

La verità? Il rancho Sierra Madre, i cavalli e i rancheros improvvisati recitavano la parte di attori sgangherati in una commediola alla buona, una finzione mal riuscita di un teatrino di dilettanti. La verità era che i cinque rancheros e Miguel Torres, indiscusso boss dell’intera baracca, erano l’ultimo avamposto di fentanyl, l’ultimo prima della California.

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Bruno Pegoretti
Bruno Pegoretti
Nato a Trento nel 1949. Dopo il diploma di ragioniere, a 23 anni parte con la fidanzata d’allora per Bologna, dove prende la maturità artistica e frequenta la scuola superiore di disegno anatomo-chirurgico presso l’Università di Bologna. Fa per anni il Copywriter e Art-Director free lance nel campo della comunicazione: campagne pubblicitarie, folders aziendali, testi e illustrazioni da inventare. Nel 2004 si ammala di tubercolosi. Con una dose da cavallo di antibiotici specifici, periodiche visite mediche e radiografie toraciche, se la cava in sei mesi. Ritornato in salute, per la prima volta, a cinquantaquattro anni, si trova a fare i conti con la sua mortalità. Decide, quindi, di cambiare mestiere e sceglie, finalmente, di fare quello che gli dei avevano programmato per lui fin dalla nascita: l’artista. Jill, la sua adorata moglie californiana, lo ha incoraggiato, gli è stata vicino e tuttora è la sua fan più entusiasta. Confessa ch senza di lei si sarebbe perso. Da allora ha continuato a dipingere e disegnare. Lavora a Bologna, a Fresno (California) e assieme a Jill gestisce una galleria d’arte a suo nome a San Josè del Cabo (Messico, Baja California Sur). Numerosi suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista online L’Idea Magazine N.Y. Il suo racconto "Insonnia" si e` piazzato al terzo posto nel concorso internazionale di letteratura "Piccole Storie 2021" ewd e` stato publicato nell'antologia "Appuntamento con la narrativa", Idea Press 2022.

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