Sunday, Dec. 17, 2017

UN BALLO IN MASCHERA apre la stagione al Teatro La Fenice di Venezia.

Written By:

|

5 December 2017

|

Posted In:

UN BALLO IN MASCHERA apre la stagione al Teatro La Fenice di Venezia.

di Salvatore Margarone

È con Un Ballo in maschera di G.Verdi che il Teatro la Fenice di Venezia inaugura la stagione lirica 2018.
Il melodramma, in tre atti su libretto di A. Somma, venne rappresentato per la prima volta a Roma al Teatro Apollo nel 1859. Nella prima stesura il libretto, ispirandosi al grand-opéra Gustave III ou Le bal masqué (libretto di Scribe e musica di Auber), metteva in scena  l’assassinio del  re di Svezia, ma la censura, prima a Napoli e dopo a Roma, intervenne a imporre delle modifiche.
Ballo2Con la censura borbonica, più pesante nelle sue pretese, Verdi fu intransigente e si rifiutò di toccare il libretto, ma accondiscendendo alle richieste di quella romana, si rassegnò a spostare il luogo d’azione e l’identità dei personaggi e re Gustavo divenne così il conte Warwick, portando la storia oltreoceano. La vicenda verdiana fu infatti ambientata a Boston alla fine del XVII secolo.Ballo3
Nel nuovo allestimento scenico del teatro, affidato alle sapienti mani di Massimo Cecchetto, i costumi di Carlos Tieppo e la regia di Gianmaria Aliverta, la narrazione si sposta di due secoli avanti, negli anni ottanta dell’ottocento, quindi in epoca in cui Verdi ancora era attivo e prolifico compositore; periodo in cui vi erano ancora molti focolai di razzismo. Quest’ultimo viene enfatizzato in questa produzione portando in scena alcuni elementi con chiari riferimenti che non passano inosservati.Ballo4
Il palcoscenico si trasforma quindi in una Boston di fine Ottocento, dove pochi elementi scenici muovendosi e ruotando fanno da contorno ai personaggi, come la rupe nel secondo atto o l’enorme svettante testa della statua della libertà dell’ultimo atto. L’effetto scenografico risulta tuttavia alquanto scarno e a poco servono le luci create appositamente da Fabio Barettin, statiche e insufficienti a colmare desolanti vuoti scenici.Ballo5
Ma vince e salva la messa in scena il cast, anche se non al cento per cento: non brilla infatti l’ Amelia di Kristin Lewis che, pur sfoggiando qualche pregevole mezza voce, manca di efficacia vocale per questo ruolo.
Un po’ rigida la Ulrica di Silvia Beltrami, a cui è ascrivibile un personaggio piuttosto anonimo, non nelle sue corde.
Brilla invece per vocalità e presenza scenica Oscar, affidato alla bellissima voce di Serena Gamberoni: sempre precisissima nell’intonazione, dimostra notevole carattere vocale, sicurezza tecnica e intelligenza artistica, interpretando un Oscar di tutto rispetto e meritandosi calorosi applausi dal pubblico.
Protagonista assoluto e  punta di diamante dello spettacolo è Francesco Meli, nei panni di Riccardo.Ballo6
Ottimo in questo ruolo che gli calza a pennello, non mostra mai momenti di cedimento, sia vocale che scenico; una scintilla vocale dopo l’altra lo conferma uno dei migliori tenori del momento. Squillo, colori, agilità e molto pathos nel suo fraseggiare, disegnano un Riccardo sicuro e maturo.
Bene il resto del cast formato da Vladimir Stoyanov nei panni di Renato, Simon Lim (Samuel), William Corro’ (Silvano), Mattia Denti (Tom), Emanuele Giannino (un giudice), Dionigi D’Ostuni (un servo di Amelia).Ballo7
Nulla da eccepire sulla splendida performance dell’Orchestra del Teatro La Fenice che, sotto la direzione di un magnifico Myung-Whun Chung, è  stata smagliante sin dalle prime note dell’opera.
Ottimo anche il Coro, guidato da Claudio Marino Moretti, ed i Piccoli Cantori Veneziani istruiti da Diana D’Alessio. Teatro gremitissimo (non si vedevano posti liberi neanche al loggione), che ha dispensato lunghi e calorosi applausi decretando il pieno successo dell’opera inaugurale.Ballo8

Photo © Michele Crosera – Teatro La Fenice
La recensione si riferisce alla recita del 1 dicembre 2017.

Share This Article

Related News

Traviata  “…  questa donna pagata io l’ho”
QUANDO A PADOVA IL “TROVATOR” CANTÒ
W Mozart, la lirica, i giovani

About Author

Salvatore Margarone

Nasce a Catania nel 1972, si diploma in pianoforte al Conservatorio Statale di Musica Tito Schipa di Lecce sotto la guida del Maestro Dario Nicoletti.
Agli studi pianistici affianca quelli di Organo e Composizione Organistica con il Maestro Gianluca Libertucci (Organista Ufficiale del Vaticano) e Composizione con Letizia Spampinato.
Si perfeziona in esecuzione pianistica con Fabrizio Migliorino, Paul Badura Skoda.
Alla carriera solistica affianca quella Vocale da Camera in duo con il soprano Stefania Pistone, con la quale segue i corsi specialistici sul Lied Tedesco di Elio Battaglia ad Acquasparta e a Salisburgo presso il Mozarteum.
Da questo incontro inizia una lunga collaborazione con il maestro Battaglia accompagnando i corsi di canto lirico tenuti negli anni a seguire a Napoli e Catania, incidendo dal vivo, nel 2001, un CD delle Arie da Camera di V. Bellini per il bicentenario della nascita del compositore catanese.
Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza.
Con la stessa casa editrice prosegue una fruttuosa collaborazione che lo porta a pubblicare revisioni pianistiche di raccolte di lieder tra cui: Zelter, Mozart, Schubert, Schumann, Liszt, Brahms, Wagner, Wolf, ecc… in più due Antologie di Lieder per i Conservatori e Raccolte di Arie D’Opera.
Si è esibito per enti lirici, tra i quali Teatro Bellini di Catania, Teatro Paisiello di Lecce, Teatro Comunale di Merano, varie associazioni ed enti pugliesi, ecc… all’estero Wiener Saal di Salisburgo, Gabinete Letteral di Las Palmas di Gran Canaria ecc…; stagioni concertistiche a livello internazionale tra cui : Settembre Musica 2001, per una “Maratona Beethoven”, dove nella stessa giornata si esibiva anche il Maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Regio di Torino.
Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica.
Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo” edito dalla Casa Musicale Eco di Monza, riscuotendo notevoli consensi di critica sulle maggiori testate giornalistiche specializzate (GB OPERA MAGAZINE, OPERACLICK, BELLININEWS, SUONARE NEWS, ecc…)
Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo volume “Il Melodramma”, dalle origini ai giorni nostri, ed una Biografia su Sergej Rachmaninoff e la scuola russa. Si dedica con passione alla didattica del pianoforte e del canto, ed è docente presso l’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Curbastro” di Padova.

Leave A Reply

Leave a Reply