Monday, April 15, 2024

Venezia, 70 e li dimostra tutti

La mostra del Cinema di Venezia scorre lenta come i suoi canali, il tempo non passa mai mentre si  aspetta più di un’ora, in piedi, per vedere un film e poi sentirsi dire che non c’è posto.
Prima entrano i paganti e i costi variano dai 12 ai 70 euro quando all’interno della proiezione, ci sono attori, registi, produttori.
Molte produzioni regalano i biglietti e il povero giornalista ha perso un’ora in una vaga attesa.
Il povero giornalista a volte subisce anche lo stress dei ” body guard “ che lavorano anche 12 ore al giorno, mi chiedo a quando la trireme?

È vero anche il contrario la maleducazione di certi giornalisti che si credono esseri superiori e insultano anche pesantemente chi fa solo il proprio lavoro è inammissibile.
Si, non è tutto rose e fiori, lo stress impera almeno per chi lavora davvero, tanti  non scrivono una riga, mi chiedo con quale criterio queste persone vengano scelte da chi si occupa degli accrediti.

Ci sono i cacciatori di autografi che stazionano all’Hotel Excelsior, conoscono i punti clou dove arrivano le star e fulminei si piombano su di loro elemosinando un autografo che poi molti rivenderanno a caro prezzo.
Fate un giro su e-bay ne troverete di tutti i tipi e prezzi che, ovvio, crescono con il tempo e la celebrità del personaggio.

Si proiettano più di 125 film in 10 giorni suddivisi in :Film in concorso, Fuori concorso, Giornate degli Autori, Orizzonti, Settimana della critica, Proiezioni speciali, Progetto speciale, Venezia 70.
Impossibile vederli tutti, impossibile scrivere di tutti, poi ci sono gli eventi collaterali, anche qui non avendo il dono dell’ubiquità, se ne saltano parecchi, quanti giornalisti dovrebbe mandare una testata per coprire l’intero festival???

Cosa si capisce di un festival se non quello che viene detto e ridetto dai media più potenti?
In sala stampa luogo deputato a domande e risposte per capire un film, per esporre le proprie impressioni, per cercare chiarimenti a volte l’aria si surriscalda: trovo James Franco presente con due film, scioccamente arrogante se la domanda non è di suo gusto al contrario, Nicholas Cage se non è d’accordo educatamente ti dice che non la pensa così ma rispetta la tua idea, questione di stile.
L’attrice Dakota Fanning  si spaventa dell’”assalto” dei fan e lo fa rimarcare dalla produzione nonostante fra lei e gli assalitori ci sia una “diga” contenitiva in legno, difficile da valicare.

Come ho già detto impossibile vedere tutti i film e allora c’è il passaparola o in ogni caso, se molti pareri sono concordanti allora il film è davvero brutto o molto bello.

Venezia sta invecchiando male, nonostante le numerose cure di bellezza, il nuovo Palazzo del Cinema è sempre un enorme cratere, che dopo anni è stato decentemente coperto come un cadavere, L’Hotel Des Bains dove si tenevano alcune interviste è ancora inagibile, oggi è l’Hotel Excelsior il fulcro di quasi tutto, con la Terrazza Maserati centro mondano, ma anche elegante biglietto da visita per delegazioni che propongono interviste ai giornalisti che ne fanno richiesta.

Le feste, sono ambitissime da tutti , alcune sono impossibili da vedere anche da lontano, altre sono su invito, altre accessibili perché conosci la persona giusta ed entri, la più bella è quella di Ciack, giornale di cinema a tutto tondo.

In tutto questo bailamme io trovo bellissimi gli anziani che vengono al Festival, ben vestiti, educatissimi a ritrovare il “loro” festival, quello di Clark Gable, Diana Doors, della Magnani e di Mastroianni, quello della loro gioventù.
Alcuni chiedono con garbo di essere fotografati o intervistati perché hanno tanto da raccontare, gli appassionati che vengono a vedere il “nuovo” cinema spesso intriso di violenza e di parolacce.
Tutto questo è Venezia ed ancora molto, molto altro.

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Isabella Rossiello
Isabella Rossiello
Isabella Rossiello ha insegnato italiano ad Amburgo e Berlino. Tornata in Puglia si e` occupata di moda e grafica divenendo Co–titolare di Deus Ex Machina Pubblicità con sede a Bitonto, con il ruolo di Art Director, trasferendosi prima a Bratislava e poi a Cesena, dove tutt’ora vive e lavora come grafico e giornalista,

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