Monday, June 17, 2024

SprinGO film, dal Sud, talentuosi e creativi.

Il Sud cresce in maniera esponenziale, faticosamente ma cresce e si arricchisce di giovani talenti che lavorano appassionatamente, portando risultati  e lustro ad una terra bellissima e bistrattata.

SprinGO film è composto da 5 amici che vale la pena conoscere, perché il loro lavoro colpisce  a volte per  l’ironia,  come  l’ultimo  video di Michele Cortese, cantautore, “Non sono Cortese”.

Le immagini sono cariche,  incisive, quasi irreali nel video  dei Toromeccanica “I reggiseni non contengono cervelli”.

Ieratiche e toccanti per lo Stabat Mater… per citare solo  alcuni dei videoclip girati.

A Roma  nell’ambito del Festival del Cinema 2013 nella sezione eventi collaterali Roma Video Clip,  sono stati premiati appunto per il suggestivo  Stabat Mater, musiche di Franco Simone, parole di Jacopone da Todi interpreti, lo stesso Franco Simone, Michele Cortese, il tenore Gianluca Paganelli.

Il lavoro se fatto con sentimento arriva al cuore degli spettatori, conquista, affascina, ecco perché questi ragazzi  e le loro professionalità vanno supportati, fatti conoscere, farli amare.

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SprinGO film è composto da:
Federico Mudoni – Operatore di ripresa audiovisiva digitale crossmediale (cinema, televisione, newmedia), corso cinematografico incentrato su regia montaggio e ripresa con vari docenti tra cui Winspeare e Pisanelli.
Andrea Barba – Laurea Magistrale al DAMS Roma Tre in cinema, televisione e produzione multimediale
Paolo Manco – Accademia Internazionale di arti figurative comics S.A.S. di Roma – animazione e grafica 3D
Delia Stanca – Scuola di formazione professionale Antares per make-up cinematografico e Corso make up Decoderm presso scuola di estetica e parrucchieri Lei Più
Gino StancaEconomia e Marketing presso Università degli Studi del Molise.

LogoSprinGoPaolo Manco - Grafica e 3DGino Stanca - Management e MarketingFederico Mudoni - RegistaDelia Stanca - Make UpAndrea Barba - Sceneggiatore e Special Fx

La loro età varia dai 25 ai 27 anni e che bella questa sana gioventù che ha dato corpo alle proprie attitudini studiando e preparandosi per lavorare in ambiti che spesso sono appannaggio del Nord, parlo di Milano ma anche Roma, patrie della pubblicità e del cinema. Loro invece hanno scelto il Sud, la propria gente (nei loro video il cast è spesso formato da persone comuni, attori non professionisti, ma anche attori teatrali a seconda delle esigenze) le location sono scelte prevalentemente in Salento che offre paesaggi vari e diversificati.
Ho chiesto loro alcune informazioni per capire come lavorano, quali le difficoltà, come nasce un video clip, sogni, difficoltà … e tanto altro.

D)  Vi hanno mai proposto spot pubblicitari? Li avete mai fatti anche per aziende locali?
R)  E’ raro ricevere richieste da aziende locali per differenti motivi: non tutti, ad esempio, sembrano rivolgere uno sguardo attento ad un marketing fatto per bene. Alcuni credono di non aver bisogno di professionisti pensando di poter fare bene da sé. Il periodo di crisi in cui viviamo spinge le aziende a snobbare momentaneamente le spese in tale direzione. Speriamo che la situazione si sblocchi presto, ma in cambio abbiamo vinto 2 concorsi, il francese Zérotracas MMA per la prevenzione dei rischi della strada e il concorso Blood Trailers della FIDAS per sensibilizzare le persone a diventare donatori.

D)  Il Sud è spesso usato per le sue meravigliose location in tanti film di successo, cosa manca al Sud per crescere ancora di più lavorativamente parlando?
R)  Per quanto riguarda il nostro settore bisognerebbe cominciare a capire che se le grosse produzioni cinematografiche italiane (e non solo) scelgono il sud sempre più spesso vi è una ragione. Dovremmo cominciare ad acquisire più consapevolezza di noi stessi e della nostra terra, smettere di farci luccicare gli occhi quando veniamo a sapere che gente come Ozpetek sceglie costantemente il sud e cominciare a capire che, se ognuno mette il proprio impegno (le produzioni locali, le amministrazioni, etc.) il sud intero, il Salento nel nostro caso, può essere la nuova Cinecittà.

D) Come nascono le vostre idee, c’è un brainstorming tra voi, è il committente che richiede una determinata location o un’ambientazione specifica, arriva già con un’dea precisa o siete voi a proporre, è un lavoro simbiotico?
R) Quando dobbiamo creare ci mettiamo seduti senza assumere il rigore di chi sta lavorando ma la spensieratezza e la passione di chi sta, appunto, creando! Le idee partono da tutte le direzioni e setacciando pian piano ci focalizziamo su quelle che vengono condivise dalla maggior parte dei presenti (alle “sedute” spesso assistono anche alcuni amici che ci aiutano molto a capire immediatamente quelle che potranno essere le reazioni del pubblico alle nostre idee). Una volta che il setaccio si è liberato da tutta la polvere e dalla terra resta quell’idea, quella pepita che è la materia grezza su cui lavoreremo. Spesso accade che il committente voglia partecipare alla fase creativa. Presentando le nostre idee e ascoltando le loro, cerchiamo ogni volta di raggiungere quel compromesso che gratifichi tutti.

D) Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate sul lavoro?
R) Forse ci troviamo in difficoltà quando non si presentano difficoltà. L’attività che svolgiamo è soggetta ad un gran numero di potenziali imprevisti legati ai tantissimi fattori esterni (perciò poco controllabili, basti pensare al meteo) che concorrono alla riuscita o meno di una creazione. Sin dall’inizio abbiamo affrontato diverse difficoltà e superarle a testa alta si è rivelato essere il miglior tonico che potessimo desiderare per la nostra autostima.

D) Quali sono i vostri progetti futuri?
R) I nostri progetti attuali e futuri sono quelli di non smettere mai di studiare e di crescere, di migliorarci costantemente nelle attività che conosciamo e di inserirne di nuove. Solo facendo così possiamo sperare di cavalcare l’onda, di raggiungere la cresta e di restarci. Chi si ferma è perduto!

D) Lo stato aiuta i giovani “imprenditori” creativi come voi?
R)  Purtroppo le aziende di qualsiasi genere non vivono vita facile negli ultimi tempi. Nello specifico, quelle che rivolgono il proprio operato sulla cultura e l’arte trovano sempre più difficoltà. Quando il debito pubblico aumenta lo stato deve risparmiare ma, piuttosto che favorire la nascita e crescita delle imprese e di salvaguardare il patrimonio culturale che da sempre ha fatto la fortuna degli italiani, taglia sempre e inesorabilmente proprio sulla cultura e sullo spettacolo. Basti pensare al FUS (il fondo che lo stato investe annualmente nelle diverse imprese di spettacolo) che viene sempre più decurtato.

D) Cosa vorreste che facessero le istituzioni per i giovani nel vostro e in altri campi?
R)  Abbassare i costi del lavoro e investire sull’istruzione, la cultura e la nascita delle piccole imprese e snellire la burocrazia inerente al campo.

D) Ci sono dei registi di riferimento per le luci, il taglio delle immagini, oppure ogni volta è diverso?
R) A livello cinematografico siamo onnivori. Guardiamo senza preconcetti e con interesse a qualsiasi genere e cerchiamo di coglierne le sfumature più recondite. Ogni volta possiamo pensare a una creazione senza avere dei paletti che veicolino il nostro “fare” verso un’unica direzione. Vogliamo essere capaci di affrontare qualsiasi genere perché possa beneficiarne la varietà delle nostre produzioni e una costante originalità.

D) Avete un vostro “marchio di fabbrica” per cui si dice: ecco questo è un clip degli SprinGO!
R) Il nostro marchio di fabbrica risiede nell’impossibilità, da parte di chi vede le nostre creazioni, di assimilarle ad ogni altra nostra creazione o ad altrui.

D) Quali sono i canali per farvi conoscere?
R) La sezione marketing è di competenza di Gino Stanca, ma siamo tutti e 5 a dare una mano notevole a farci conoscere, soprattutto con il passaparola mediatico che mette a disposizione il mondo di internet (Facebook, Twitter e Youtube) e poi con quello visivo che riusciamo a creare nei video, facendo interessare gli artisti al nostro nome.

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Idee chiare, consapevolezza del Sud che non vuol dire “razzismo” al contrario ma unione di sinergie, crescita italiana, smettendo di coltivare inutili orticelli ma cercare di unire un grande giardino che è L’Italia.
A testa bassa come un toro contro le difficoltà per andare a testa alta in un mondo difficile ed arduo, bella gente, contiamo su di loro, investiamo su di loro, capitalizziamo il nostro futuro perché ce né uno solo.

Isabella Rossiello
Isabella Rossiello
Isabella Rossiello ha insegnato italiano ad Amburgo e Berlino. Tornata in Puglia si e` occupata di moda e grafica divenendo Co–titolare di Deus Ex Machina Pubblicità con sede a Bitonto, con il ruolo di Art Director, trasferendosi prima a Bratislava e poi a Cesena, dove tutt’ora vive e lavora come grafico e giornalista,

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