Succedere al Soglio Pontificio dopo Papa Francesco non era un compito facile. Qualunque cardinale fosse stato chiamato a raccoglierne l’eredità sapeva bene che difficilmente avrebbe suscitato l’entusiasmo che aveva accompagnato l’elezione di Jorge Mario Bergoglio. Tutti erano consapevoli che il cammino del nuovo Pontefice sarebbe stato impegnativo, perché Francesco ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della Chiesa, ispirata e benedetta dallo Spirito Santo. Tutti ricordiamo il tragico periodo della pandemia. Lo vediamo ancora avanzare a piedi, unico pellegrino, verso il Crocifisso miracoloso di San Marcello, inginocchiarsi e pregare per la fine del Covid, in una Piazza San Pietro deserta, avvolta da un silenzio che sembrava abbracciare il dolore del mondo. Durante tutto il suo pontificato Papa Francesco ha lasciato segni profondi nei nostri cuori. Ma quella sera, più di ogni altra, sembrava sorreggere sulle proprie spalle il peso delle sofferenze dell’umanità: giare colme di lacrime e di lutti, di gioie infrante e di speranze svanite. Eppure il suo sguardo diffondeva una luce speciale. Nei suoi occhi si leggeva la serena certezza di un bambino che si sente sicuro nella mano del padre. Non si udivano voci, ma nel silenzio della preghiera mi sembrava di ascoltarne una che diceva: «Vi saranno restituiti tutti i sogni rubati…». Guardai meglio quell’uomo vestito di bianco e vidi, al centro del suo petto, una cosa sola: il Vangelo e il suo cuore. Mi domandai allora chi avrebbe potuto raccogliere una così grande eredità. Eppure, fin dai primi mesi del suo pontificato, Robert Francis Prevost, Papa Leone XIV, ha mostrato con chiarezza il proprio stile pastorale. La sua voce si è levata con fermezza contro ogni guerra e ogni massacro, richiamando con coraggio i responsabili delle nazioni al rispetto della dignità umana e alla ricerca della pace. Anche di fronte alle posizioni del presidente Trump, ha espresso con chiarezza il pensiero della Chiesa sui temi morali e sociali, privilegiando sempre il dialogo, la giustizia e la diplomazia. Con autorevolezza morale continua a richiamare il mondo al valore della pace, affinché tacciano le armi e prevalga il dialogo tra i popoli. In molti riconoscono nella sua voce una fedele testimonianza del Vangelo di Cristo e della dottrina della Chiesa. Preghiamo tutti per il Santo Padre.
Raffaele Pisani






