di ANNA & MARIA SCIACCA
“IL MAMMUT, IN UN TEMPO LONTANO E PRIMITIVO”
Immaginare ampie distese di prati, alture in una luce di un mondo molto diverso dove animali singolari vivevano in un tempo chiamato Pliocene circa 3500-4000 anni fa, tra questi animali il Mammut, un elefante con lunghe zanne ricurve con il corpo ricoperto di un lungo vello, pelliccia. Il mammuth era protetto dal freddo, dalla neve e venti gelidi dalla sua pelliccia lunga e folta e da uno spesso strato di grasso sotto la pelle.
In Africa, Asia, Europa e Nord America sono stati trovati fossili che raccontano qualcosa della loro esistenza, le origini derivano dall’Africa del Nord ma i mammut africani sono molto più simili agli elefanti asiatici, poi i mammut africani migrano verso il Nord Europa dove nasce una nuova specie, il Mammut meridionale che raggiunse il Nord America, molto diffuso in Italia all’inizio del quaternario, nel periodo glaciale.
I mammut vivevano in una società matriarcale molto simile agli elefanti.
Le dimensioni del mammut meridionale erano molto grandi, 4 metri di altezza e 6 metri di lunghezza, un peso di circa 10 tonnellate, le zanne lunghe e una diversa inclinazione del dorso rispetto agli attuali elefanti. I denti molari molto resistenti, il terzo molare diventava subito funzionale quando il primo era usurato infatti i denti si rinnovavano tre volte.
Sotto la pianta del piede avevano un cuscinetto elastico, il passo leggero dell’elefante è dovuto a questo cuscinetto elastico.
Con il cambiamento del clima, le pianure e le savane diventano steppe fredde e il mammut meridionale viene sostituito dal mammut delle steppe (Mammuthus trogontherii) dal quale nasce il mammut lanoso (Mammuthus primigenius) circa tremilacinquemila anni fa. Il Mammut lanoso era adatto per l’era glaciale e si trovava dalla Spagna al Nord America, le specie del Nord America erano Mammuthus Imperator e Mammuthus Columbi.
Il più antico elefante primitivo è l’elefante meridionale (Archidiskodon meridionalis); molto alto, il mammuth di Fraas (Mammuthus primigenius Fraas), alto 4 metri e mezzo, sembra appartenesse ad una famiglia più antica.
Questi animali unici, nel Pleistocene rimangono i Mammut dell’Isola di Wrangel, per il cambiamento climatico e la caccia, molte specie non si trovano più, come sempre l’uomo ha grande parte nell’estinzione di alcune specie di animali e così deve essere stato anche per i mammut.
La parola mammut deriva dal russo Mamoht (Mamont). La più antica scultura che rappresenta un mammut è di circa 35.000 anni fa, trovata nella zona del Giura svevo.

I mammut avevano dimensioni come gli elefanti ma c’era una specie più piccola, Mammuthus Lamarmorae della Sardegna, la specie più grande era il Mammuthus Sungari che viveva tra la Cina e la Mongolia, altezza 3-4 metri, peso circa più di 6-8 tonnellate. Le orecchie erano piccole; i denti erano adatti per mangiare le erbe della tundra, conifere, salici, betulle, ontani. Il mammut columbiano si nutriva anche di frutta come l’arancia degli Osage, l’albero del caffè e l’acacia mellifera.
Quando la campagna era coperta dalla neve, i mammuth con le zanne, scuotendo la testa da una parte all’altra, potevano scavare nella neve e trovare l’erba.
Questi animali erano sicuramente molto affascinanti, consapevoli e intelligenti come gli elefanti, capaci, con la loro grande memoria, di trovare fonti d’acqua e di scoprire posti nuovi mantenendo il controllo del territorio. In Francia nella valle Dordogne, le caverne di Rouffignac, in un ambiente di più di 8 chilometri di passaggi sotterranei, presentano sulle pareti e sui soffitti pitture e disegni di animali preistorici di cui la maggiore parte sono i mammut, altre grotte con rappresentazioni di mammut sono la grotta di Chauvet nella regione dell’Ardèche e la grotta di Lascaux nei dintorni del comune di Montignac in Francia
LA NASCITA DI UN BABY MAMMUT

Si è pensato di clonare il mammut lanoso a partire dal DNA intatto di esemplari rinvenuti congelati nel permafrost. A questo progetto stanno lavorando alcuni scienziati con il professore Akira Intani della School of Biology – Oriented Science and Technology della Kinki University di Osaka.
In Siberia, nel 2007, era stata trovata una cucciola di mammut chiamata Ljuba e si sperava di fare la clonazione, ma il DNA non era rimasto completo. Sarebbe stata una grande realizzazione arrivare a molte altre nascite di mammut.
Altri cuccioli di mammut che sono stati trovati, Masha, lungo il fiume Yuribetejakha nella penisola di Yamal nel 1988, e Dima nella valle del Kirghilyakh vicino al fiume Kolyma nel 1977, sono al Museo dell’Istituto Zoologico dell’Accademia russa delle scienze di San Pietroburgo.

Un altro esemplare si trova al Museo Paleontologico Luigi Boldrini di Pietrafitta (Perugia)
Alcuni libri e documentari sono stati dedicati a queste affascinanti creature: Lyuba è stata protagonista del libro “Baby Mammoth Mummy: Frozen in time di Christopher Sloan e del documentario “Waking the Baby Mammoth” di National Geographic Channel.
La scienza della de-estinzione mira a salvare gli animali dall’estinzione, ma ciò sarebbe ammesso se gli animali potessero vivere naturalmente, stare bene ed essere tutelati. Il mammut lanoso dovrebbe ritornare nel 2027/2028. La Colossal Biosciences sta lavorando al progetto: al DNA dell’elefante asiatico vengono aggiunti geni per la resistenza al freddo e per ottenere un pelo rosso e folto. È importante la conoscenza del genoma dei mammut per modificare il DNA di un elefante asiatico in modo che assomigli di più a quello dei loro antichi mammut pelosi.
Gli elefanti hanno una particolare biologia, hanno venti copie del gene TP53 mentre gli esseri umani ne hanno soltanto una. Questo gene TP53 sembra rendere difficile la riprogrammazione delle cellule, trasformandole in iPSC e portandole allo stato embrionale. E’ anche importante considerare l’ambiente, i mammut vivevano in spazi dell’artico, tundra e steppa. Il ritorno del mammut lanoso sarebbe meraviglioso, avere di nuovo questi animali così unici, sulla Terra. I ricavi per la Colossal potrebbero ammontare a miliardi, ma come verrebbero trattati questi animali? Gli esemplari verrebbero esposti nei parchi e negli zoo, con un ulteriore grande ricavo derivante dai biglietti d’ingresso. Ammettendo che sia possibile ricreare i mammut, queste creature non devono diventare un mezzo di speculazione e guadagno, ma devono avere il loro habitat naturale, il benessere e la libertà dei loro antenati che vivevano 4000 anni fa nei territori della preistoria.
UNA POESIA DEDICATA A UNA PICCOLA MAMMUT…
LJUBA
Camminava una piccola mammut
nella Primavera di un mondo primitivo,
un cielo di luce avvolto dal vento
si estendeva su quell’immensa tundra,
piccola Ljuba, accanto a tua madre
dove andavi su passi ancora incerti,
curiosa della vita,
bellezza naturale, rossa e folta
in un riposo di millenni
sei rimasta perfetta,
è forse possibile un ritorno
per te Ljuba, per ogni animale
una vita libera, per sempre.
Maria Sciacca







