Tuesday, April 16, 2024

GLI USA, L’AUSTRIA E L’ITALIA SI INCONTRANO AL ‘GIOVANNI DA UDINE’.

Recensione di Gianluca Macovez dello spettacolo della FSOA al ‘Giovanni da Udine’ il 17 febbraio 2024

Il 16 febbraio si è conclusa l’esperienza di Fiorenza Cedolins come Direttrice della sezione Musica e Danza al ‘Giovanni da Udine’ ed il giorno successivo il soprano friulano era su quel palcoscenico, quale ‘partecipazione straordinaria’ al concerto della Female Symphonic Orchestra Austria, in una serata dedicata alla compositrice americana Amy Marcy Cheney Beach, figura importante per la storia della musica del nuovo mondo, ma anche antesignana delle lotte per l’affermazione dei diritti delle donne in una America decisamente poco incline all’ingresso da protagonista dell’universo femminile nel mondo delle arti.
La compagine orchestrale, tutta femminile, è stata fondata e direttada Silvia Spinnato, nel 2019, con la volontà di valorizzare il repertorio sinfonico poco noto, soprattutto di autrici donne.

La signora Cedolins ha spesso introdotto gli appuntamenti più importanti con degli incontri a tema, volti a presentare alcune importanti figure musicali.
In questo caso, qualche ora prima del concerto, Carla Moreni, critico musicale e docente di storia del teatro, aveva trattato il tema del ‘Gender gap’, proponendo interessanti spunti di riflessione sull’attualità e sulla figura di Amy Marcy Cheney Beach, caposaldo delle lotte per l’affermazione dei diritti delle donne in una America decisamente poco incline all’ingresso da protagonista dell’universo femminile nel mondo delle arti.
Il programma della serata, è molto interessante: la prima parte dedicata ad Amy Marcy Cheney Beach, la seconda dominata dalla Sinfonia n. 9 in Mi minore op. 95 “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvořák.

Si inizia con la sinfonia op. 32, “Gaelica”, seguita da una serie di Songs, in una versione orchestrata, commissionata del teatro udinese alla talentuosa musicista siciliana Valentina Casesa, cantate dalla Signora Cedolins.
Il pezzo iniziale è costruito attorno ad un motivo popolare gaelico, che viene prima affrontato dal corno, poi dai legni ed in conclusione affrontato con una serie di variazioni.
Silvia Spinnato, attenta e molto sicura nel gesto,legge la partitura cercando di coglierne le sfumature, mettendo in evidenza la composizione raffinata e gli elementi di originalità su una struttura che comunque dichiara le sue affinità con la musica europea di fine Ottocento, una sorta di metafora del dialogo fra civiltà, che il mondo fa ancora fatica a fare proprio.
La Female Symphonic Orchestra brilla nei passaggi di maggior afflato romantico, anche grazie alla bravura dei solisti, in particolare il Violino di spalla.

Fiorenza Cedolins

Il programma prosegue con i due gruppi di songs, che venivano proposti per la prima volta in questa versione orchestrale, interpreti dalla voce preziosa di Fiorenza Cedolins, che ha donato l’intero compenso allo sportello del comune di Udine ‘Zero tolerance’ per la tutela delle donne vittime di violenza di genere.
Il soprano friulano , salutata al suo ingresso da una vera ovazione, magnetizza immediatamente l’attenzione del pubblico.
I 4 songs, op.29, sono: ‘Within thy Heart’ della stessa Cheney Beach; ‘The wandering knight’s song’, di autore anonimo;’Sleep, little darling’ di Harriet Elisabeth Prescott ;Spofford; ’Haste, o beloved’ di Sparrow, cantati con ricchezza di sfumature , intensità e profondo coinvolgimento.
Within thy Heart’( Dentro il cuore) è un brano incisivo, rapido e che richiede una grande partecipazione interpretativa che ha punti di forza in una estensione ampia e nella capacita di giocare con l’asprezza di alcuni passaggi che contrastino la grande dolcezza della conclusione.
The wandering knight’s song’ ( La canzone del cavaliere errante) è scrittura articolata, che dopo un inizio dai profumi straussiani, trova spazi di grande suggestione, costruiti anche per mezzo di filati di opulenta bellezza.
La ninna nanna ’Sleep, little darling’ (Dormi, piccolo tesoro) è un racconto intenso, ricco dei toni bruniti che evocano la notte, per passare ad una conclusione quasi siderea, costruita con dei fiati amplissimi e le note alte porte con soave eleganza.
Il quartetto è chiuso da ’Haste, o beloved’ (Affrettati, amore, affrettati!), occasione per mettere in evidenza le grandi capacità di cantattrice della Cedolins.
La seconda terna di canzoni, su testi di Robert Browning, è costituito da ‘3 Browning Songs op.44’,
Si tratta di lied, composti nel 1899, di grande drammaticità, che richiedono ampia estensione e sfumature ricche di tensione.
The year’s at the spring’( L’anno è in primavera) è un brano breve, ma molto impegnativo.
La Cedolins mette in evidenza un controllo assoluto dello strumento vocale, una grande eleganza interpretativa, una raffinata misura espressiva.
Ah, Love, but the day’ ( Ah, Amore, solo un giorno) viene interpretato con partecipazione ed intensità, in un crescendo narrativo di grande coinvolgimento.
I send my heart up to thee, all my heart’ ( T’invio il mio cuore, tutto il mio cuore) chiude questa parte del concerto, mettendo in risalto la bellezza della parte più alta dell’estensione, la capacità di trovare le giuste sfumature , un sontuoso gioco di filati.
Una vastissima ovazione accompagna la fine dei songs, cui seguono prima un breve discorso di commiato della Cedolins al teatro, poi due bis: ‘Un bel di vedremo‘ ed ‘ Io son l’umile ancella’.
Una scelta coraggiosa, sia perché si tratta di due pezzi complessi ed impegnativi vocalmente, sia perché sono cavalli di battaglia del soprano, eseguiti centinaia di volte in trent’anni di carriera.
Inoltre la situazione, al tempo stesso coinvolgente e commovente, certamente non facilitava l’esecuzione.
In più di trent’anni di una carriera intensa e prestigiosa, la voce è cambiata, mantenendo un suono ricco, coinvolgente, omogeneo, mostrando acuti sicuri ed ancora potenti, dei raffinati filati e fiati di opulenta lunghezza, a dimostrare come si possa cantare, anche molto, rispettando la voce e mantenendo integro un tesoro prezioso, maturato nei colori, arricchito nelle sfumature che hanno trovato toni bruni interessanti e si sono impreziosite in profondità narrativa e suggestione.
L’attrice, già grande, si è fatta ancora più credibile e davanti a noi prende forma, una Madama Butterfly credibile e suggestiva, donna matura e bellissima, capace di distillare il senso del vissuto della fanciulla, traducendolo in note, pause, respiri, sguardi, silenzi .

Fiorenza Cedolins

Non ci sono ingenuità e finzione, ma consapevolezza e verità, in un crescendo narrativo che culmina sull’acuto finale, solido, molto drammatico, asciutto e lancinante.
Fortissima la presa recitativa sulle note finali, che la cantante sembra respirare, in un silenzio plumbeo pronto a rompersi in una acclamazione esplosivo della platea.
Io son l’umile ancella’ proposto dalla Cedolins è ingemmata dalle sfumature dell’esperienza della vita, dalla fatica, dalla determinazione di dover andare in scena sempre e comunque.
Quella offerta è stata una affascinante prova metateatrale: una famosa regina del palcoscenico che canta una diva della scena, che si offre nella sua autenticità al pubblico, che coglie la poesia del racconto e saluta la cantante con un applauso interminabile, ovazioni ed una standing ovation .
Dopo l’intervallo la seconda parte è occupata dalla Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” di Dvořák, che la Spinnato dirige con competenza, esaltando nel migliore dei modi le potenzialità del gruppo e dei singoli componenti della FSO.
Nel primo movimento, Adagio – Allegro molto, il suono, dalle evocazioni spiritual, è ricco, ben governato, suggestivo; il Largo propone una melodia afroamericana, che la Spinnato riesce ad articolare mettendo in risalto la finezza dei suoni e le capacità delle soliste.
Nella terza parte, la danza, echeggiano toni del folklore ceco, mentre la conclusione, affidata al motivo Allegro con fuoco cesella con bravura la conclusione della serata accompagnata da applausi copiosi, a sancire successo grande e meritato .

Female Symphonic Orchestra Austria
Fiorenza Cedolins soprano partecipazione speciale
Silvia Spinnato direttrice

Amy Marcy Cheney Beach (1867-1944) 
Sinfonia in Mi minore op. 32 “Gaelic”
Allegro con fuoco
Alla Siciliana – Allegro vivace – Andante
Lento con molto espressione
Allegro di molto

Amy Marcy Cheney Beach (1867-1944) 
4 Songs op. 29 orchestrazione Valentina Casesa
1. Within Thy Heart
2. The Wandering Knight
3. Sleep, Little Darling
4. Haste, O Beloved

3 Browning Songs op. 44 orchestrazione Valentina Casesa
1. The Year’s at the Spring
2. Ah, Love, but a Day!
3. I Send My Heart up to Thee!
***
Antoni Dvorak (1841-1904)
Sinfonia n. 9 in Mi minore op. 95 “Dal Nuovo Mondo”
Adagio – Allegro molto
Largo
Molto vivace
Allegro con fuoco

Gianluca Macovez
Gianluca Macovez
Da oltre cinquanta anni segue con passione e costanza il mondo del teatro e dell’opera lirica. Architetto, docente, storico dell’arte, immediatamente dopo la laurea inizia una intensa attività espositiva, sia come allestitore che come curatore, collaborando con istituzioni importanti come il Museo di Pordenone, il Rossini Opera Festival di Pesaro, Villa Manin di Codroipo, il teatro Verdi ed il Museo Teatrale di Trieste. Autore di numerosi articoli, saggi e testi, curatore di cataloghi e di pubblicazioni, soprattutto legati alla storia del teatro dell’opera ed all’arte contemporanea . Dagli anni Ottanta ha esposto le sue opere pittoriche in gallerie, pinacoteche, musei, sia in mostre collettive che personali. I suoi ricordi teatrali si possono leggere anche sulla pagina fb : “Memorie inutili di uno spettatore irrilevante: mezzo secolo in platea” e su “ Gianluca Macovez Versi Bastardi” , pubblica scritti poetici ed opere pittoriche.

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