Caro direttore, credo fermamente che la venuta di Papa Leone XIV e il fervore della nostra fede segneranno l’inizio di un cambiamento radicale per la mia adorata terra e per l’intera umanità che attraversa un periodo terribilmente oscuro della sua esistenza. Lo sbando è quasi totale, ma quell’entusiasmo — prerogativa di noi figli di Partenope — con cui lo accoglieremo sarà il prezioso seme di una rinascita. Dalle parole del Santo Padre — «Chi mi critica lo faccia con la verità» — e dai suoi continui messaggi di pace, insieme a quelli di tanti uomini di buona volontà che quotidianamente li diffondono, facendosi cassa di risonanza in un tempo segnato da eccidi disumani ed efferati spargimenti di sangue, nasce un seme. Un seme che germoglierà e da cui fiorirà un nuovo Rinascimento, capace di renderci figli del Dio del Bene e degni di godere delle meraviglie dell’intero Creato. Sono certo che — come accadde durante le eroiche e gloriose “Quattro giornate”, che liberarono Napoli dall’oppressione nazifascista — la peculiarità del nostro carattere gioviale, con la sua miscela di sentimenti radiosi e di orgoglio tutto nostrano, ci renderà ancora una volta capaci di affrontare e superare difficoltà e miserie quotidiane. Unite alla nostra capacità di fraternizzare e integrarci anche nelle condizioni più difficili, queste qualità ci porteranno alla vittoria. Ricordiamoci che nel nostro DNA vive un’invincibile forza di resistenza a ogni sventura, capace spesso di trasformarla in prosperità. Noi, che abbiamo saputo rendere poesia le lacrime degli emarginati e meno amaro il pane degli emigranti, condendolo con una solarità e una vitalità che sono state strategiche per la nostra sopravvivenza, saremo in prima linea, uniti da un unico, chiaro e determinato slogan:
“Liberiamo il mondo dalle guerre!” Raffaele Pisani






