Friday, April 24, 2026

SARDEGNA: CARLOFORTE, L’ENCLAVE LIGURE DOVE LE CULTURE SI INCONTRANO

Carloforte è un pezzo di Liguria trapiantato in terra sarda, in provincia di Sulcis Iglesiente: liguri, infatti, sono i colori delle case, il dialetto e le abitudini. La storia di Carloforte ha inizio nel VIII secolo a.C., con lo stanziamento fenicio nei territori della civiltà nuragica, ma la sua fondazione ufficiale avvenne nel 1738 da parte di una colonia di pescatori genovesi provenienti dall’isola di Tabarka, al largo di Tunisi, dove si erano stabiliti dal 1541 per sfruttare i ricchi banchi di corallo. Il suo nome si deve a quello del re di Sardegna Carlo Emanuele III, che permise ai tabarchini di colonizzare l’isola di San Pietro in Sardegna, disabitata e detta “degli sparvieri” sin dai tempi dei fenici. Superato l’arco di via Solferino, un tempo ingresso alla Casa Porcile, una delle famiglie più in vista della neonata cittadina, si comincia l’esplorazione del centro storico. Tra le sue vie tortuose si possono scovare vari luoghi di interesse: dalle abitazioni signorili alle mura di cinta, costruite per proteggere il paese dai pirati, da porta Leone al forte Santa Teresa, passando per il fortino Santa Cristina, la Stazione Astronomica ospitata nel forte San Vittorio e il maestoso forte Carlo Emanuele, all’epoca sede del corpo di guardia e oggi adibito a Museo Civico Casa del Duca. Da non perdere la Chiesa della Madonna del Naufrago, che accoglie una statua lignea venerata dai tabarchini, e il museo multimediale del Mare. Particolarmente tipico è il rione delle Calcinate (“Cassinée”), il cui nome deriva dai forni da calce presenti in passato, e il lungomare dove si trovano il palazzo Rombi e il cinema-teatro Giuseppe Cavallera (“u Palassiu”). Proprio al mare sono legate le radici culturali locali, come dimostra la cucina tipica, a partire dal tonno alla carlofortina dalle ascendenze liguri e arabe. Al tonno è dedicata Girotonno, sagra di quattro giorni per approfondire la storia delle tonnare e dell’antico e crudele rito della mattanza. Della Liguria, inoltre, la cucina tabarchina ha mantenuto la presenza di pesto, focacce e farinata. Spiccano primi piatti come i “cassulli cu pestu”, i “curzetti” e la farinata di ceci. Di derivazione araba, infine, è il “cashcà”, una variante del cous-cous tunisino. A quest’ultimo è dedicata anche una sagra a fine aprile, con degustazioni preparate dalle casalinghe sarde. Molto sentita anche la devozione per San Pietro, protettore di corallari e tonnarotti, festeggiato solennemente il 29 giugno. Per concludere la visita all’affascinante Carloforte, il modo migliore è godersi il tramonto dalla romantica Cala Vinagra e respirare la brezza marina a pieni polmoni.
COME ARRIVARE: L’aeroporto di riferimento è a Cagliari (80 km circa). Da Portovesme e da Calasetta partono i traghetti che consentono di raggiungere l’isola di Carloforte. In automobile da Olbia (raggiunta con un traghetto da Civitavecchia): seguire SS 729, SP 63 ed E25 in direzione di Strada Statale 293 di Giba/SS 293 a Samassi, prendere l’uscita SS 197-SS 293, prendere Strada Statale 130 Iglesiente a Siliqua da SP 89, entrare in Strada Statale 130 Iglesiente, seguire SS 126 e SP 108 fino a Carloforte – Porto Vesme, prendere il traghetto per Carloforte.
ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Da non perdere l’area delle Colonne di Carloforte, con le vicine Grotte della Mezzaluna. Da vedere anche la Scogliera della Punta delle Oche e Faro Capo Sandalo, rivolto verso le Baleari.
https://www.sardegnaturismo.it/it/luoghi/sud/carloforte

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Tiziano Thomas Dossena, Direttore Editoriale della rivista.

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