Inaugurato nel 1995 e restaurato nel 2016, il Museo della plastica è ospitato nella palazzina di rappresentanza in stile Liberty dell’ex stabilimento Sandretto a Pont Canavese, ora di proprietà del Gruppo Cannon, un gruppo industriale italiano leader nel settore delle tecnologie per la plastica, per l’energia, per l’ecologia e per l’automazione industriale
Il Museo della plastica Cannon-Sandretto “Civiltà della plastica”, nato da una collezione di oltre 2.500 pezzi, raccolti con passione da Gilberto Sandretto è oggi parte di un Polo museale che comprende anche il Museo della manifattura tessile e la collezione di macchine utensili del Cav. Modesto Sandretto. Allestito in otto sale disposte su due piani della palazzina liberty che lo ospita, è dedicato al racconto della storia e della tecnologia di trasformazione della plastica.
Il percorso espositivo, che si snoda tra centinaia di oggetti e numerosi pannelli descrittivi, ripercorre la storia di quasi due secoli di sperimentazione, ricerca e applicazioni della plastica. Completano l’esposizione anche fotografie d’epoca, cenni storiografici sui pionieri e le loro invenzioni, oltre al racconto di una dettagliata cronologia, con una timeline alle pareti, delle principali tappe dell’evoluzione del materiale e del suo impiego in vari contesti della vita sociale, culturale ed economica del nostro Paese. Dalle protoplastiche, le origini (1930-1920) del materiale alla teoria della scienza dei polimeri, passando per la nascita dei termoplastici – come il Pvc (Polivinilcloruro) il polistirolo e il nylon – il museo accompagna il visitatore in un percorso a tappe. Nel racconto, la storia d’Italia si intreccia con quella dei primi inventori della plastica, come Alexander Parkes e della Sandretto Industrie, azienda produttrice delle presse per termoindurenti e, successivamente, delle macchine per l’iniezione.
L’allestimento ripercorre quindi, attraverso un percorso cronologico a tappe, scandito da pannelli esplicativi e oggetti in teche trasparenti, l’evoluzione del materiale plastico, dalla scoperta alla sua brevettazione nel 1861, fino alle prime esposizioni pubbliche dei suoi prototipi, come quella in occasione dell’Esposizione internazionale di Londra, dove furono svelati i primi campioni della materia plastica primigenia, capostipite di una grande famiglia di polimeri.
Al piano terra della palazzina Liberty che lo ospita, è allestita una mostra tematica permanente dedicata al giocattolo. Alla stregua di “una sala giochi”, la mostra espone una selezione di giochi in plastica creati dall’inizio del secolo scorso ed è dedicata interamente al racconto dell’uso della plastica nella fabbricazione dei giocattoli. Dalle prime automobili in bakelite alle navi spaziali in Abs della Lego, passando per le bambole in celluloide alle Barbie in Pvc l’allestimento ricorda come le materie plastiche hanno giocato un ruolo insostituibile nella produzione di giocattoli, giochi da tavolo, articoli per il divertimento, lo sport e il tempo libero.
Il percorso prosegue ricordando la spinta allo sviluppo delle materie plastiche durante la Seconda guerra mondiale, in assenza di materiali naturali, e la nascita di nuovi materiali derivati, come i poliuretani, e il loro reimpiego innovativo, finita la guerra. Nella sezione dedicata ai trasporti trovano invece spazio anche cofani, paraurti, serbatoi e vari elementi di carrozzeria, pronti a raccontare al visitatore e alle visitatrici come la plastica, dagli anni ’80, abbia contribuito a far muovere il mondo.
Il museo, infine, dedica un approfondimento all’aspetto domestico della plastica, narrando, attraverso l’esposizione di manufatti (termos, radio, telefoni…) e fotografie, come questo materiale ha trasformato le nostre case, rendendosi quasi insostituibile. Dai contenitori per alimenti ai device digitali, passando per i più noti elettrodomestici l’esposizione mostra come la plastica sia entrata prepotentemente nelle nostre vite rendendosi quasi insostituibile, ma al contempo ribadisce la necessità di effettuare un corretto utilizzo e un adeguato smaltimento e riciclo delle plastiche che utilizziamo quotidianamente. Il museo, infatti, non ospita plastiche monouso e promuove il riutilizzo di oggetti concepiti per durare a lungo.
Attualmente chiuso, ma visitabile online tramite un tour virtuale ricco di contenuti audiovisivi e approfondimenti multimediali, il museo, oggi di proprietà del Gruppo Cannon è gestito dal Comune di Pont Canavese e riaprirà al pubblico durante la prossima primavera.
Tipologia: museo aziendale
Indirizzo: c/o ex Fabbrica Sandretto Via Cav. Modesto Sandretto n. 16 Pont Canavese (Torino)
Sito Web: https://www.cannonmuseodellaplastica.com/
Credits fotografici: sito web del museo
[Almanacco della Scienza N.3, marzo 2026]






