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Donne italiane internazionali

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21 April 2018

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Donne italiane internazionali

Un omaggio a chi nel mondo ha portato lustro all’Italia e in questo caso … solo donne!

Artemisia Lomi  Gentileschi  nacque  a Roma nel 1593, pittrice di scuola caravaggesca, figlia del pittore Orazio Gentileschi, rimasta orfana di madre ammira il padre mentre  dipinge e lui  guida e incoraggia il precoce talento della bimba.

Le insegna la macinazione dei colori, la purificazione degli oli, il confezionamento dei pennelli con setole animali e la preparazione delle tele, Artemisia fa da madre anche ai suoi cinque fratelli e le è proibito uscire da casa per frequentare altre scuole d’Arte.

Giuditta. Opera di Artemisia Gentileschi.

Nel 1610 con l’opera Susanna e i vecchioni,  Artemisia è riconosciuta come un’artista completa, suo padre le presenta il pittore Agostino Tassi che lui stima, sebbene costui sia una persona di dubbia moralità.

Lui si infatuò di Artemisia e tentò  di sedurla ma lei, diciottenne, lo rifiuta,;il Tassi approfittando dell’assenza del padre la stupra con la complicità di un amico e una vicina di casa, le promette di sposarla ma lui è già coniugato. Ci fu  un processo in cui Artemisia fu sottoposta ad umilianti visite ginecologiche, e addirittura la tortura; il Tassi invece, protetto dai suoi potenti committenti, riuscì a farla franca.

Artemisia ne fu sconvolta e questo trauma coinvolse anche la sua pittura, dipinse molti personaggi biblici femminili e vendicativi  come Ester, Betsabea, Giuditta, si trasferì a Firenze dopo il matrimonio ”riparatore” con un modesto pittore, Pierantonio Stiattesi, alla corte di Cosimo de Medici,  Artemisia fu omaggiata e riconosciuta come una grande artista anche da Galileo Galilei, e il nipote di Michelangelo Buonarroti la introdusse nella creme della società medicea ed ebbe molte commissioni dai potenti dell’epoca.

Autoiritratto. Opera di Artemisia Gentileschi

Nel 1616 la Gentileschi fu ammessa alla prestigiosa Accademia del Disegno di Firenze, intanto la sua vita privata amara di affetto, fu molto triste ma coronata  dalla nascita di quattro figli: Giovanni Battista, Cristofano e le bambine Prudenzia e Lisabella.

Lo stile di vita lussuoso di suo marito la portò sull’orlo del fallimento, le sue ricchezze poco a poco svanirono, e lei intrecciò una liaison con Francesco Maria Maringhi.

La pittrice torturata. Opera di Artemisia Gentileschi.

In cerca di nuove commissioni viaggiò in Italia e in Europa, lavorò a Napoli, Venezia,Parigi,  Londra. Morì a Napoli nel 1653 e le sue opere sono esposte in musei mondiali, da Detroit a Cannes, Princeton, New York, Madrid, Brno e Stanford , Siviglia, Budapest, Potsdam, Columbus in Ohio … un lungo elenco di successi ammirati quotidianamente da un pubblico appassionato delle vicende umane ed artistiche di Artemisia Gentileschi.


Gae Aulenti

Gae Aulenti

Con un poderoso salto spazio temporale arriviamo ad una donna contemporanea: Gae Aulenti, architetto di fama mondiale, nasce a Udine nel 1927 da padre pugliese e madre napoletana, nel 1953 si laurea a Milano, fa parte del movimento Neoliberty, insegna a Venezia e a Milano collabora alla rivista Casabella.

Collabora con la Olivetti disegnando Show Room a Parigi e Buenos Aires per Gianni Agnelli ristruttura il suo appartamento a Brera e con la famiglia nascerà un’amicizia e una collaborazione che durerà tutta la vita, nel 1972 è presente al MoMa (NY) per l’esposizione : The new domestic landscape. Collabora con il regista teatrale Luca Ronconi al Laboratorio di Progettazione Teatrale e alla rivista Lotus International, e dal 1995 è direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Con altri architetti ha fondato la Gae Aulenti Architetti Associati.

Lavora per l’azienda Fontana con oggetti di arredo ancora oggi in catalogo; muore a Milano nel 2012. Le sue opere sono famose e presenti nei più grandi Musei del mondo: Parigi, Barcellona, Saint Tropez, Siviglia, San Francisco, Tokyo e in tantissime città italiane.

Gae Aulenti,; sedia da giardino 1964


Saltiamo ancora del tempo per parlare di tre attrici conosciute a livello internazionale: Gina Lollobrigida, Sofia Loren, Anna Magnani e Claudia Cardinale.

Tre donne diversissime tra loro per percorsi di vita, amori,  storie famigliari in comune solo il cinema, gli Oscar, i successi internazionali.

Gina Lollobrigida nasce a Subiaco, suo padre è un facoltoso produttore di mobili che perse tutto durante un bombardamento anglo americano, la famiglia si trasferisce a Roma e Gina si iscrive alla scuola d’Arte, per mantenersi vende caricature in carboncino e posa per i fotoromanzi con lo pseudonimo di Diana Loris.

Nel 1947 un amico le consiglia di iscriversi a Miss Roma, ha molto successo e partecipa a Miss Italia dove arriverà terza, nel 1950 il miliardario Howard Hughes la invita ad Hollywood ma Gina si sente in gabbia e torna a Roma dove recita con grandi registi come Blasetti, De Sica ed è a lui che la Lollobrigida deve il neologismo “ maggiorata fisica”, lavora con Zampa, Lizzani e ha un grande successo in Francia con il film Fanfan La Tulip.

Nella seconda metà degli anni cinquanta è interprete di film internazionali a fianco di attori del calibro di Humphrey Bogart , Jennifer Jones, Anthony Quinn, Frank Sinatra, Yul Brinner e tantissimi altri.

Nel 1972 è in tv dove ha il ruolo della fata turchina nella produzione televisiva Pinocchio, si allontana dal cinema e diventa un’apprezzata fotografa: Dalì, Kissinger, Audrey Hepburn, Ella Fitzgerald posano per lei e intervista Fidel Castro che ha un debole per la nostra Lollo.

Nel 1984 partecipa alla serie americana Falcon Crest , si dedica  alla scultura, sua grande passione, ed espone in Cina, Francia, Spagna, Qatar,  America e Russia.

Nel 2018 ha la sua stella sulla Walk of Fame, e  Humphrey Bogart disse di lei: Gina fa sembrare Marylin Monroe simile a Shirley Temple ( 1954, Time ).

Se la carriera è ricca di soddisfazioni sul fronte privato è molto deludente, nel 1949 sposa Milko Skofic, medico, attore e produttore sloveno, hanno un figlio ma divorziano perché lui ha una relazione con una cantante lirica austriaca.

C’è un giallo riguardo il “matrimonio” tra lei 79 anni e l’imprenditore spagnolo Javier Rigau 45 anni, a detta di lei mai avvenuto. Gina, soprannominata “Lollò” dai francesi con cui indicano il suo prorompente decolté, è un personaggio ironico, abbastanza schivo ma anche una lottatrice che dice sempre quello che pensa, non bisogna dimenticare i premi alla carriera: Orso d’Argento, David di Donatello, Nastro d’ Argento, Golden Globe, premio Bafta!

La Loren, la Cardinale e a tante altre donne italiane internazionali avranno spazio in altri articoli.

Buona lettura

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Isabella Rossiello

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