Thursday, Nov. 15, 2018

Curcuma: proprietà e benefici in ayurveda

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6 November 2018

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Curcuma: proprietà e benefici in ayurveda

 Articolo di Vanessa Pia Turco

La Curcuma longa è una pianta perenne, alta circa un metro, con foglie oblunghe e fiori bianchi o gialli. E’ originaria dell’Asia, ma viene coltivata anche in certe zone dell’Africa, delle Antille e in Brasile. L’india è il primo produttore mondiale di curcuma. Le sue foglie odorano di zenzero e viene venduta sia fresca che secca. È la spezia principe della cucina asiatica e indiana. Per ottenerne la polvere, il rizoma viene bollito per diverse ore e poi essiccato in forni caldi. E’ utilizzabile in polvere, in infuso e nei decotti, ma anche sotto forma di olio essenziale. Il colore giallo intenso della spezia è dovuto alla presenza della curcumina, un derivato polifenolico, dalle spiccate proprietà analgesiche, antisettiche, antitumorali e antinfiammatorie. Ecco  elencate le  potenzialità preventive e curative di questa antica spezia miracolosa.

L’Ayurveda, è la più antica scienza medica esistente. Nata in India, fu messa per iscritto per la prima volta 5000 anni fa. “Ayus” significa vita mentre ”Veda”significa “Conoscenza”, perciò ayurveda significa “Scienza della vita”. In quanto scienza della lunga vita, l’ayurveda si occupa di tutti gli aspetti dell’esistenza. Studia l’aspetto fisico, mentale, emotivo, spirituale dell’individuo. Il paziente viene considerato nella sua unicità, come combinazione individuale di caratteristiche fisiche, mentali ed emotive. Osservando le influenze esterne su di un uomo è possibile intervenire sul legame  fra corpo, spirito e anima, con effetti positivi sulla salute e sulla felicità del singolo. Secondo la medicina occidentale tutti gli individui hanno un’identica anatomia e fisiologia e sono curati in modo similare. Per l’ayurveda,  invece, le malattie colpiscono sia il corpo che la mente, e questi due aspetti  non devono essere mai curati separatamente. Tutto ciò che colpisce la mente ha effetto anche sul corpo.  L’ayurveda si basa sul concetto dei tre dosha, secondo il quale esistono tre forze vitali, che governano tutte le funzioni mentali e fisiche degli esseri viventi. Quando queste energie sono in equilibrio garantiscono salute e longevità.

 

 I TRE DOSHA SONO VATA, PITTA E KAPHA.

  • Vata è una parola sanscrita che significa “muovere”. Governa la respirazione e l’eliminazione, i movimenti del corpo, la circolazione, il sistema nervoso. I tipi con predominanza vata sono magri, iperattivi, nervosi, creativi. Il vata è secco, leggero, ruvido, veloce.
  • Pitta è una parola sanscrita che significa “bruciare”. Governa il metabolismo, la generazione e la conservazione del calore corporeo, la digestione,  le funzioni intellettive. I tipi pitta sono acuti, attivi, ambiziosi e competitivi. Questo dosha è caldo, fluido, acido.
  • Kapha è una parola sanscrita che vuol dire “abbracciare”. È costituito da acqua e terra, è dolce, freddo, pesante. Da forza e resistenza. Lubrifica le articolazioni e influenza il sistema linfatico e il sistema immunitario. I tipi kapha sono forti, stabili, generosi.

 

In ayurveda il cibo ha un ruolo primario ed è considerato una medicina. Capire la qualità degli alimenti, come influenzano i dosha, e come possono essere bilanciati, è una grande risorsa per prevenire le malattie. In particolar modo l’uso delle spezie, che sono considerate sostanze medicinali, diviene essenziale per correggere eventuali squilibri dei dosha. Le spezie più comuni che si trovano in una cucina ayurvedica sono: cumino, coriandolo, cipolla, zenzero, curcuma, fieno greco, cannella, chiodi di garofano e cardamomo.  Il consumo di piccole quantità di queste spezie aromatiche aiuta a mantenere la salute del fuoco digestivo (agni) e l’intero tratto gastrointestinale. Le tossine che si accumulano dal cibo digerito in modo improprio possono essere ridotte, introducendo queste spezie nella dieta.

 

LA CURCUMA È UN ALIMENTO UTILE:

come  epatoprotettore, in quanto stimola la produzione della bile, un acido essenziale per la digestione; come antiossidante, poiché ha un ruolo importante nell’inibire la formazione di alcuni tipi di tumore; come antinfiammatorio, soprattutto nei confronti di patologie come la psoriasi, l’artrite, ma anche orticaria, acne, eczema, micosi e nella disinfezione di ferite; come antitrombotico, poiché protegge dall’aggressione piastrinica, fluidifica il sangue e previene la stasi venosa periferica; come potenziatore delle difese immunitarie poiché modula la risposta biologica attivando il sistema immunitario e aumentando il numero degli anticorpi circolanti e come analgesico nei confronti dei dolori mestruali e dei dolori muscolari.

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