Monday, April 15, 2024

Volterra: con Aristofane si è inaugurato il XIII Festival Internazionale del Teatro Romano: “Le rane – Malincommedia sull’orlo del mondo”.

Inaugurazione della XIII edizione “Satura Lanx” del Festival internazionale del teatro romano lunedi 6 luglio 2015, al Teatro romano di Volterra.

Un breve saluto e la presentazione del Festival da parte del Direttore Artistico Simone Domenico Migliorini hanno aperto la serata sulla terrazza prospiciente il grandioso monumento: l’attore e regista volterrano ha illustrato anche gli eventuali sviluppi di un progetto di restauro, riutilizzo e ampliamento d’uso di parte della cavea da parte degli organi competenti.

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Il Direttore Artistico ha poi ceduto la parola all’attrice, regista e drammaturga Cinzia Maccagnano, protagonista imminente della serata sul palcoscenico, che in un breve intervento ha tracciato per grandi linee le direttrici dello spettacolo in procinto di andare in scena.
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Di seguito hanno preso la parola Augusto Mugellini, Presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra ed il sindaco della città Marco Buselli, sottolineando il primo l’impegno immancabile della Fondazione per il Festival ed auspicando l’unione delle forze per migliorare il dato strutturale del monumento ed il secondo altrettanto, ponendo l’accento però non solo sui problemi di conservazione e miglioramento delle attuali condizioni del teatro, ma anche sull’auspicabile incremento della presa dell’”evento Festival” nel territorio.
Ha concluso gli interventi Piero Fiumi, figlio di Enrico, il celebre archeologo volterrano scopritore del monumento, che del padre ha rievocato la figura e l’impresa.
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La discesa del pubblico nella cavea del teatro romano di Volterra è sempre una grande emozione: il grandioso monumento, illuminato non solo da abili riflettori, ma anche da lumi accesi a tracciare il percorso per raggiungere la platea emana tutto il proprio fascino millenario. A maggior ragione se si sta per assistere ad una rarità sulle scene di oggi, come una commedia di Aristofane. E infatti “Le rane”- Malincommedia sull’orlo del mondo” era il titolo dello spettacolo d’inaugurazione del Festival 2015, tratto proprio da “Le rane”, una delle più celebri commedie del grande autore classico greco.
Mettere in scena oggi Aristofane è un atto di coraggio, quasi quanto quello compiuto da Dioniso alla ricerca della poesia con la propria discesa agli Inferi…
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Ci si è messa d’impegno Cinzia Maccagnano, con una trasposizione attualizzata del capolavoro, occupandosi anche della drammaturgia.
Ed è quello il punto chiave “di tutta la faccenda”, per dirla con il linguaggio volutamente scalcinato di questa baraonda poetica in viaggio verso gli inferi…Non solo coraggioso, quindi, lo spettacolo, ma anche fuori dagli schemi, tutto o quasi al femminile, di difficile lettura, poiché criptico, in un certo senso, al primo impatto, se non si sia a conoscenza da parte del pubblico dei meccanismi della drammaturgia greca, sia della commedia che della tragedia.
11209482_10205301016022405_7997412611694398906_nBrekekekex koax koax si è udito risuonare dopo più di duemila anni nella cavea del teatro romano di Volterra, da quelle rane che gracidando oggi hanno ancora un significato indecifrabile, se non venga debitamente evidenziato: il verso, la fantasia, la trascendenza della poesia e la sua labilità imponderabile.
Le rane al teatro romano di Volterra hanno gracidato in greco, con quelle stesse parole onomatopeiche intraducibili che mise loro in bocca Aristofane e che, attraverso Ipponatte, certamente affascinarono il Leopardi.
…E il pensiero di chi scrive è corso anche al grande Tino Buazzelli ed alle sue rane, al teatro greco di Siracusa, molti anni fa: un capolavoro nel capolavoro.
11427184_902548989790780_47366566539079209_nUn’impresa tenere presente un filo logico conduttore della vicenda di questa commedia, sia pure sotteso, in uno sfaccettarsi di scene, personaggi, linguaggi, dialetti…Con coerenza, però, così come si faceva ai tempi di Aristofane, le cui commedie sono spesso oggi improponibili proprio perché contengono immortalate le battute sui governanti del tempo, sui politici, sulle cortigiane, sui mercanti, sui poeti e poetastri, nei dialetti greci più disparati…Ed ecco che, per metterlo in scena, si è ricorso allo stesso artificio; quello di proiettare il presente nel passato, con linguaggio, dialetti ed argomenti attinenti i nostri giorni, le vicende dei nostri politici, della nostra moneta europea…
Questo è stato messo in atto dalla Maccagnano, che, provenendo proprio dalla Scuola illustre dell’INDA di Siracusa, calca le tavole del palcoscenico, con questo spettacolo in particolare, da molti anni.
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Eschilo ed Euripide sono i due esempi dell’agone tragico, ma anche l’esempio di come si consideri il presente decadimento ed il passato esempio di coerenza e di rettitudine, oggi come allora, come sempre. Un pretesto, dunque, Eschilo contro Euripide: il lapideo della quasi ascetica tradizione della tragodìa contro l’ornato pressochè alessandrino; il roboante ma scarno, contro il decadente e verboso…Si salva il lapideo, Eschilo, dopo uno scontro a suon di versi e di citazioni che di classico hanno conservato ormai solo il termini e i titoli delle tragedie.
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Dunque Cinzia Maccagnano, in versione comunque modernamente simbolica, con un occhio alla gassmaniana armata Brancaleone, ha riportato a Volterra, ancora una volta, Eschilo al mondo dei vivi e per il bene dei posteri, tra il gracidare delle ormai mitiche rane. Missione compiuta.


LE RANE – Malincommedia sull’orlo del mondo
da Aristofane
traduzione Cristina Putignano regia e drammaturgia Cinzia Maccagnano con Luna Marongiu, Cinzia Maccagnano, Cristina Putignano, Rita Salonia, Oriana Cardaci scena e Coro Rosalba Cannella – Mariella Beltempo costumi Chiara Pizzolo musiche originali de Seta – Fontana – Lorenzi

©Natalia Di Bartolo
PHOTO NATALIA DI BARTOLO, CIGNA, AA.VV.

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