Tuesday, June 18, 2024

Sunny Days and Sleepless Nights

Recensione di Marina Agostinacchio

sunnydayslarge Devo ringraziare Tiziano Thomas Dossena per avermi fatto conoscere la sua poesia. Il libro Sunny Days & Sleepless Nights mi “entra”, per usare un’espressione efficace, in modo diretto e immediato. La magia risiede nella capacità del poeta di farci accorgere che la vita, quella di tutti i giorni, la nostra vita, risiede nel non visibile, o meglio in ciò di cui non ci accorgiamo. Parlare di oggetti, persone, sentimenti, amarezze, felicità, dolore e delusione… – ecco, mischio tutto in una scatola, e in modo disordinato, perché questa è la vita – è un atto dovuto, sembra volerci suggerire l’autore, se non altro per il fatto di essere i protagonisti della scena terrena, di accettare il patto col creatore: esserci, a condizione di cogliere nella claudicanza il dinamismo, la poliedricità, l’anelito di perfettibilità.

Le quattro sezioni in cui è suddiviso questo libro prendono avvio da Amore Tormentato, quasi a suggerire nell’andamento circolare l’ultimo segmento dal titolo L’Angoscia Dell’Esistenza. E a pensarci bene, Amore è esistenza e per questo sofferenza che si irradia in un attraversamento da un qui a un oltre, ponendo interrogativi .

sunnyRearcover“ Esistere, respirare/ accorgersi d’essere/ chi ero e chi sarò/ per un periodo indeterminato/ in ambedue le direzioni temporali/… (Polvere di stelle) Amore che nella sua accezione più totalizzante, come dice il poeta, in La Fede , nella prima sezione, crede di essere per sempre “… Ero riuscito a credere/che fossimo tutt’uno… “ , o come nella poesia L’Ombra, “…. Poi l’ombra ritorna/ e già moriamo, pensando a un domani,/ vicino o lontano,/nel quale,/ mirando le stelle,/ non si potrà stringer/ l’altrui mano/…” Ma l’Amore si declina in modi diversi, a seconda dei destinatari. Così in L’Amore Nella Sua Semplicità appaiono dediche a nomi di donna tra cui la madre. Quello che interessa è potere intuire una linea che fluisce e si dispiega in momenti della vita che lasciano un segno tra dolore, gratitudine, rimpianto, trasformazione nel tempo, tenerezza. Lo sguardo del poeta (Osservazioni Sulla Vita ne è testimonianza) sembra volere riprendere, quasi come una macchina da presa di un regista attento, soffermarsi su uomini e situazioni, su elementi della natura, a suggerirci l’idea che tutto, proprio tutto debba essere elevato a dignità dalla scrittura, che non esista scarto, buccia, scoria in questo palcoscenico terreno.

Dossena dà prova in questo libro di maturità; è Ulisse che ha navigato per mari, mai stanco. Ulisse capace di gustare la vita, di accettarne i limiti, di avere sete di conoscenza dell’agire umano, per potersi “leggere” con sapienza, varcare i confini, le colonne d’Ercole, senza precipitare nell’abisso. Chi scrive è architetto di un progetto che senza dubbio mira alla composizione di un arazzo i cui pezzi si muovono, pur nella loro staticità grafica. Tiziano Dossena sa comporre ed è dotato di una mente illuminata e di un’anima appassionata.

Marina Agostinacchio
Marina Agostinacchio
Nel 1998 e nel 2007, Marina Agostinacchio è tra i vincitori del concorso nazionale di poesia “Premio Rabelais”. Nel 2006 è tra i finalisti del Premio “Tra Secchia e Panaro”. Nel 2002 ha ottenuto il Premio internazionale Eugenio Montale per l’inedito. Nel 2006 pubblica la raccolta di poesie Porticati, nel 2009 la raccolta Azzurro, il Melograno, nel 2012 Lo sguardo, la gioia, nel 2014 Tra ponte e selciato. Nel 2021, Marina Agostinacchio ha pubblicato i volumi bilingue di poesie "Trittico Berlinese", 2021, e "In the Islands of the Boughs", 2023.

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