Wednesday, May 29, 2024

Otello: i fans intervistano Roberto Alagna

Un’idea originale l’intervista “collettiva”: è quella che il tenore siculo-francese Roberto Alagna ha “concesso” ai suoi fans, invitandoli sulla propria cliccatissima pagina Facebook a porgli via email le domande più disparate sul ruolo che si prepara ad affrontare in debutto alle Chorégie d’Orange il 2 e 5 agosto 2014: Otello, di Giuseppe Verdi, su libretto di Boito, dalla tragedia di Shakespeare.

Molto atteso e discusso tale debutto, nel pieno di una carriera sfolgorante di successi lirici e non solo per l’artista siculo-francese, un momento atteso da tutti, da lui per primo. La passione che nutre lo spinge ad affrontare la sfida postagli da nuovi personaggi, l’entusiasmo per il suo lavoro appare essere il perno della sua vita nell’affrontare ogni ruolo, che non ritiene mai “facile”.913976_781643295209593_4254677922782994574_o

Basta ascoltare i quattro video in lingua francese realizzati in maniera molto semplice e “spartana” tra una prova e l’altra del capolavoro verdiano ad Orange, basta guardarlo parlare senza alcun interlocutore se non, virtualmente, con le migliaia di fans che gli hanno inviato le proprie domande, in una esposizione che sta tra l’intervista e la conferenza, per comprendere che questo Otello, era molto atteso e desiderato, da lui per primo, e che spera sia per lui fonte di ulteriore esperienza, scoperta ed emozione, un mettersi in gioco ancora e ancora.

Roberto s’infervora, discute quasi con se stesso, spiega, riflette, tra considerazioni personali e collettive, con una naturalezza, una disponibilità ed una profondità d’analisi e di “respiro introspettivo” del personaggio che colmano di ammirazione chi ascolta: è uno studioso, un relatore interessante, colto, piacevole da ascoltare, chiaro e concreto.10505610_669273686489839_3449565949976006690_n

Raramente un cantante si concede e svela la chiave di lettura di un personaggio, soprattutto al debutto ed a maggior ragione quando l’inevitabile, umanissima emozione lo coglie in pieno in prossimità delle recite, con il mondo che attende di guardare, ascoltare, giudicare. Ma Roberto/ Otello è ben saldo, ha una voce splendida, è un interprete raffinatissimo ed un ottimo attore. Requisisti indispensabili per il ruolo di Otello: non gli manca nulla.

Siamo impazienti, ovviamente, di sapere direttamente dalle sue parole come vede il “suo” Otello. Egli ci racconta il proprio punto di vista sul personaggio, sulla vicenda, sulle sfumature caratteriali e interpretative che avrà modo di mettere in atto sulla scena di Orange, ci parla di un Otello come di una sorta di Berbero dalla pelle scura, musulmano alle origini, un personaggio complesso, colui che nel proprio cuore ha la stessa tempesta che precede l’”Esultate”. Il suo dramma, come per Aida, è anche un dramma d’integrazione, di razzismo.10406444_780659845307938_3807793190559258538_n

Il monologo si arricchisce e continua, Roberto s’infervora: “Otello è “un leopardo”; ha un grande autocontrollo, una sua propria nobiltà, sa implorare, non è detestabile, ha un ruolo pieno di lirismo e le frasi musicali verdiane lo sottolineano alla perfezione”.

E la tanto discussa voce? Il tenore vede Otello come ritiene che Verdi lo avesse previsto: un tenore lirico, non necessariamente drammatico e dalla voce scura”, perché il “cupo” richiesto da Verdi, a suo avviso, vuol dire “triste”, non “scuro”. Quindi una voce eroica, limpida, solare, dal colore appropriato, in contrapposizione con la voce profonda e baritonale di Jago, come in un duetto tra violino e violoncello, alla ricerca della perfetta armonia. Per lui era forse un ruolo predestinato, “previsto” ed auguratogli dal suo primo Maestro, Rafael Ruiz, agli inizi della sua carriera.10489662_781643105209612_46557279908913301_n

Certo è un ruolo che emoziona l’interprete rischiando di fargli perdere il controllo della voce con il debordare dei sentimenti…E, quanto a sentimenti provati ed espressi, Alagna è un vulcano. Bisogna affrontare tale ruolo al momento giusto della carriera: non troppo presto, ma neanche posticiparlo eccessivamente, ritenendolo a torto un ruolo di fine carriera, o potrebbe essere troppo tardi…ma non ci sono dubbi: lui ha trovato il momento giusto.

Questi semplici video hanno detto davvero molto, anche per quel che riguarda il relatore, il suo carattere, il suo modo di fare, di lavorare, d’intendere ed assaporare, sempre intensamente e con passione accesa ed inesauribile, la scelta artistica di una vita.

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Come sarà dunque l’Otello di Roberto Alagna? Oltre a ciò che il tenore ci dice con la semplicità e la spontaneità che lo contraddistinguono e lo fanno amare da tutti, ne abbiamo avuto un saggio il 27 luglio alla Salle Pleyel a Parigi, dove ha affrontato in Concerto, sotto la direzione di Riccardo Frizza, gran parte del ruolo, proprio al fianco del soprano Inva Mula, che interpreterà Desdemona anche ad Orange. Il lungo sodalizio artistico e di fusione amicale con la regista Nadine Duffaut, poi, in particolare, saprà fare il resto, in un teatro “magico” come quello antico di Orange, in cui però è difficilissimo cantare per le condizioni climatiche all’aperto, la vastità, l’acustica non supportata da amplificazione.

Sarà un Otello sicuramente molto personale, studiato ed approfondito con la percezione dell’Artista, il cuore dell’Uomo, l’intelligenza del Maestro…in una parola, immaginiamo e pregustiamo, grande.

Fotografie di PHILIPPE GROMELLE e AA-VV

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