Thursday, September 10, 2026

L’estate 2026 la più calda dal 1950/Summer 2026: the hottest since 1950

Con una temperatura media su tutto il territorio nazionale di 24,3°C a due metri dal suolo, l’estate italiana del 2026 è stata la più calda dal 1950. Ad affermarlo è stata la ricerca dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IBE), che nelle scorse ore ha fornito le sintesi delle analisi sui valori di temperatura registrati negli ultimi 75 anni.
Le elaborazioni sono state implementate a partire dal dataset Era5 Land dell’ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts).
Il 2026 ha dunque registrato un rialzo delle temperature in tutti i mesi, fino ad agosto, rispetto all’anno precedente. Proprio nello scorso mese di agosto si è registrato lo scostamento maggiore, con una temperatura media sul territorio nazionale di 25,6 gradi centigradi e un’anomalia termica di +5,2°C rispetto alla temperatura media nel mese di agosto della climatologia 1951-1980 (pari a 20.4 gradi) e di +3,5°C rispetto alla media di agosto della climatologia 1991-2020 (pari a 22,1).
“La media di 25,6 gradi Celsius registrata ad agosto 2026 supera i precedenti record di 24,6°C del 2024 e di 24°C raggiunti nell’agosto 2017”, afferma il ricercatore Cnr-Ibe Lorenzo Arcidiaco (cfr Grafico Temperature medie relative al mese di agosto).
“I dati fanno presagire che il 2026 possa concludersi come l’anno più caldo dal 1950 – ha proseguito il ricercatore -. Le Heat Map, che rappresentano una classifica mensile della temperatura media da quell’anno a oggi, mostrano per la prima volta, consecutivamente, il luglio e l’agosto più caldi in assoluto”.
“Quest’anno, già in primavera, si era raggiunta una temperatura media record per la stagione: -12,1 gradi a due metri dal suolo, pari a quella registrata nel 2024, l’anno più caldo in assoluto dal 1950”, prosegue Arcidiaco. Nel periodo gennaio-agosto, aumenta a circa il 70% anche la percentuale di territorio nazionale con anomalie di temperature superiori a un grado; e circa il 40% la percentuale di territorio nazionale con anomalie superiori a due gradi (cfr Grafico Percentuale di territorio con anomalie di temperature medie mensili sopra differenti soglie).
“Le superfici esposte ad anomalia termica sono molto significative, con una concentrazione nelle aree di pianura del nord-ovest e in quelle appenniniche”, osserva il ricercatore. “In gran parte si tratta di superfici coltivate che, esposte a temperature più alte e, in alcune aree, a periodi di siccità, fanno sì che il settore primario sia quello più colpito”.
A conferma giungono le elaborazioni dei dati GSOD (Global Summary of the Day) e OGIMET (basato in prevalenza su dati NOAA) riguardanti Roma, Firenze e Torino, che nei mesi di giugno, luglio e agosto 2026 sono state tutte e tre colpite più volte da ondate di calore, ossia periodi in cui le temperature massime hanno superato il 90esimo percentile per almeno sei giorni consecutivi (cfr Grafici Distribuzione mensile delle ondate di calore). (aise) 



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Tiziano Thomas Dossena, Direttore Editoriale della rivista/Editorial Director of L'Idea.

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