Friday, March 1, 2024

“EXPLORING MOON TO MARS”: viaggio nell’Universo.

Articolo e fotografie di PATRIZIA  DI  FRANCO

Il fascino del mistero e l’enigma dell’esistenza potenziano la ricerca del senso della vita.  “Poiché l’universo, oltre i limiti di questo nostro mondo, è infinito, la mente vuole sapere che cosa vi sia al di là, fin dove essa riesce a spingersi con la sua intelligenza” asseriva Tito Lucrezio Caro nel  poema didascalico, latino , in esametri, “De rerum natura”, meraviglioso capolavoro epico-filosofico. Astronomia, fisica, filosofia, religione, poesia, letteratura, diverse le materie attraverso cui si è cercato di fornire risposte agli innumerevoli quesiti esistenziali. Genii di ogni epoca hanno tratto ispirazione da Madre Natura, dall’Universo. I sogni e progetti più  ambiziosi, ritenuti utopia o perfino follia, si sono concretizzati, grazie agli studi, alle scienze, alla tenacia sorprendente dell’essere umano, ciò che sembrava impossibile è divenuto realtà come l’allunaggio. Apollo 11 fu la missione spaziale che portò i primi uomini sulla Luna, gli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, con l’ausilio di Michael Collins , pilota del modulo di comando, rimasto in orbita lunare. Sebbene ci siano stati numerosi film, libri, inchieste, teorie complottiste, che hanno voluto avvalorare la tesi dello “sbarco” finto,  la storia ha fatto propria questa conquista, e nella nostra memoria è ben impressa la data del 20 luglio 1969. Poco da meravigliarsi  sui ballons d’essai, se si pensa che tuttora imperversano i terrapiattisti. Riconoscenza infinita e chapeau, invece, a Niccolò Copernico, Galileo Galilei, a Giovanni Keplero, scopritore empirico delle omonime leggi che regolano il movimento dei pianeti. Dopo l’allunaggio, è previsto nel 2039 lo sbarco su Marte, a seguito di varie missioni. A raggiungere Marte, non sarà una cagnolina, come fu per Laika, a bordo della capsula spaziale sovietica Sputnik 2, il 3 novembre 1957, sacrificata giacché dolorosamente perì poche ore dopo il lancio, successivamente al compimento di 9 orbite intorno alla Terra, né sarà un emulo del cosmonauta sovietico Jurij Alekseevic Gagarin, il primo uomo a volare nel cosmo, per la missione di successo del 12 aprile 1961, a bordo della Vostok 1, storica missione e pietra miliare nella scoperta dello spazio e dell’Universo. In attesa di sapere chi approderà su Marte, si intensificano studi, ricerche, missioni, esposizioni come l’affascinante “Exploring Moon to Mars”, sold out così come la seconda Giornata Nazionale dello Spazio, a Roma, nel 2022. Mostra itinerante, a cura di Viviana Panaccia, ente promotore ASI acronimo di Agenzia Spaziale Italiana, allestita in una suggestiva struttura geodetica, a Bari, in Piazza del Ferrarese, dal 14 al 24 marzo. In pochi giorni la mostra ha catturato l’attenzione e l’interesse di studiosi, appassionati, curiosi, turisti, e di molte scolaresche, oltre 850 sono stati gli studenti che hanno visitato l’exhibition, coinvolgente e accurata, soddisfacente riscontro di pubblico e grande successo ottenuto. “Exploring Moon to Mars” ha narrato ai visitatori la storia dell’esplorazione del pianeta Marte e la sua futura “colonizzazione” partendo dalla Luna, con un’attenzione precipua al contributo italiano alla straordinaria avventura. L’iter esplorativo ed espositivo rivela la conoscenza di cui si dispone attualmente della Luna e di Marte alias il “Pianeta Rosso”, per mezzo di bellissime immagini e dati raccolti grazie alla tecnologia spaziale avanzata.  Una successione ordinata, progressiva, cronologicamente perfetta e dettagliata, di informazioni, foto, acquisite: dalle prime immagini memorabili delle sonde Luna e Viking, fino alle missioni Apollo, ai rover Curiosity e Perseverance,  e all’attuale programma Artemis. Crescente è l’  interesse nel terzo millennio per l’esplorazione spaziale umana, con uno sguardo ai maggiori programmi delle Agenzie spaziali, italiana in particolare, e dell’imprenditoria privata, nuovo ruolo primario  nello scenario spaziale.

Marte protagonista, con “biglietto di andata e ritorno” sulla Luna. All’inaugurazione della mostra, con il patrocinio della Regione Puglia e del Comune della città metropolitana di  Bari, hanno presenziato  il vicesindaco Eugenio Di Sciascio, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessora comunale alle Culture Ines Pierucci e il direttore generale dell’Agenzia spaziale italiana  ASI  Fabrizio Tosone.  Si è ammaliati e rapiti da testi rari, video e immagini di grande suggestione, alla riscoperta o scoperta dei miti legati ai corpi celesti, i quali hanno sempre ispirato l’immaginario collettivo degli esseri umani, e ci si sofferma dinnanzi alle prime osservazioni astronomiche di Galileo Galilei e Giovanni Schiaparelli e la grande produzione di musica e letteratura ispirate dalla fantascienza. La Luna, osservata da Galileo Galilei, dal 1609, i suoi fantastici acquerelli inseriti nel “Sidereus Nuncius” (1610) , gli studi su Marte di Giovanni Schiaparelli, Direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera, a partire dalla “magica” notte del 23 agosto 1877, egli applicò allo studio della superficie di Marte , gli stessi metodi cartografici usati per la Terra, trasformando la Geo-grafia  in Areo-grafia, dai sostantivi greci di  Terra (Gea)  e Marte (Ares) .

La nostra giornalista Patrizia Di Franco alla mostra

Schiaparelli osservò Marte dal 1877 al 1890, pubblicò il suo lavoro magnifico in sette Memorie nell’ Accademia dei Lincei. Per identificare le varie zone del pianeta, Schiaparelli adottò una nuova nomenclatura, facendo uso di nomi quali “geografia poetica e archeologia mitica, con l’introduzione di vocaboli peculiari della nomenclatura geografica: fiume, isola, stretto, canale, penisola, promontorio. Egli così terminò l’ultima Memoria, pubblicata nel 1910, pochi mesi prima della sua scomparsa: “Ciò che era più di tutto abbisogna è l’osservazione diligente, accompagnata da misure, di tutte le più minute ed in apparenza insignificanti particolarità dei medesimi, e la loro descrizione esatta fatta con animo libero da ogni preoccupazione teorica. Sotto questo riguardo tutto dobbiamo sperare dalla fotografia”, guardando quindi al futuro, al progresso e lasciando il giusto spazio alle nuove tecniche. Si susseguono documenti, disegni, libri esposti e che riguardano Marte, e in ordine cronologico pellicole cinematografiche, “filmografia marziana” il titolo, a partire dal 1903 con “Message from Mars”.  Informazioni dettagliate poi in “Numbers from Moon and Mars” — Marte è il quarto pianeta del sistema solare e ha un’età di circa 4,5 miliardi di anni. L’assenza di atmosfera sulla Luna unita alle fortissime variazioni ed escursioni termiche, fanno di essa un habitat inospitale per tutte le forme e specie viventi, per tale motivo Buzz Aldrin, della mission Apollo 11, osservandola, la definì una “magnificent desolation”. “Oh man!Wonder if  he’ll ever know. He’s in the bestselling show. Is there life on Mars?” (from “Life on Mars”), lo domandava e lo cantava il geniale David Bowie, nel suo brano celeberrimo, inciso come 45 giri il 22 giugno 1973, hit di successo internazionale, e in Gran Bretagna si posizionò in terza posizione in classifica nell’arco di tempo di appena due settimane. Affascinato dallo spazio, e dalla visione del film “2001: Odissea nello spazio”, David compose capolavori ineguagliabili come “Life on Mars”, “Space Oddity” e la splendida, grandiosa “Starman”.

David, “l’uomo delle stelle”, nel 1976 interpretò, nel film “L’uomo che cadde sulla Terra”, il ruolo di Thomas Jerome Newtown, extraterrestre sceso sulla Terra in cerca di acqua per salvare il proprio pianeta e divenuto un magnate industriale. Per molti dei suoi  ammiratori, per il suo talento unico, e le sue, rare, doti, era considerato più di un essere umano, un “prescelto”, perfino un alieno, e “Loving the alien” è uno dei suoi brani più incantevoli, con l’affascinante, così come lo era David, video, accuratissimo e all’avanguardia videoclip, un mix di immagini surreali: la backing band che emerge da un dipinto di Giorgio de Chirico e richiami anni Ottanta, nell’outfit di Bowie e  danza di Rick Astley, video diretto dal versatile Bowie e dall’eccellente David Mallet. Dalla simulazione, dai più vissuta come reale (con conseguente panico di massa), di un’invasione aliena in corso, tramite la messa in onda, il 30 ottobre 1938, da parte dell’emittente americana CBS, di un adattamento radiofonico del romanzo di fantascienza di Wells, “La guerra dei mondi”, interpretato da Orson Welles, ai miti di Marte, Pyrois per i greci, e di Artemide simbolo della Luna crescente. Cicerone definì Marte “il rosseggiante pianeta, spaventevole al mondo”, i greci lo identificarono con Ares, dio della guerra, mentre i romani lo chiamarono Mars, la divinità più venerata a Roma, Mars protettore dei raccolti, “signore della guerra, progenitore della stirpe dei Romani”, il mito Marte, la leggenda narra che dall’unione di Marte con la vestale Rea Silvia nacquero i fondatori della città eterna, Romolo e Remo, fratelli e “padri” fondatori di Roma, caput mundi. Il “viaggio” prosegue con la lettura sui molti pannelli, del programma “Artemis”, a cominciare dalla missione Artemis 1, con l’invio in orbita di Argomoon, un satellite dell’Asi, un cubesat 6U (20x30x10 centimetri) del peso di 14 chili, unico satellite europeo a bordo del volo inaugurale del vettore SLS, grazie al quale sono state “conquistate” moltissime immagini del nostro pianeta e della Luna. Thales Alenia Space, con ESA e NASA, apporta il suo contributo alla futura stazione lunare “Gateway”, e fornisce la struttura primaria di Halo, il modulo abitativo e logistico della navicella Orion, sviluppato per il partner statunitense Northrop Grumman. Spettacolare la visione di Olymous Mons, il vulcano più alto di tutto il nostro sistema solare, raggiunge i 22 km di altezza e ha una caldera profonda circa 3 chilometri. L’esposizione è stata inaugurata lo scorso anno, allestita in Piazza San Silvestro a Roma (dal 5 al 16 dicembre 2022), alla presenza dell’Assessore alla cultura del Comune di Roma, Miguel Gotor, e del presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, promossa dall’ Asi, con il patrocinio di Roma Capitale. in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e il supporto di Leonardo e Thales Alenia Space Italia. ll 16 dicembre di ogni anno sarà celebrata la Giornata Nazionale dello Spazio. Istituita, con Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 ottobre per celebrare il lancio del primo satellite italiano, il San Marco 1, avvenuto il 15 dicembre del 1964, che permise all’Italia di rientrare tra i primi Paesi al mondo a superare l’atmosfera terrestre. Da allora l’Italia vanta molti primati nello spazio ed è diventata uno dei principali attori sulla scena internazionale, con importantissimi eventi dedicati all’esplorazione spaziale e alla space economy, solo per citarne alcuni: “Luna e Italia. Torino e il futuro dell’esplorazione spaziale, organizzato dall’Istituto Affari Internazionali e dal Politecnico di Torino, e lo Space Economy Aperitalk, ideato dall’Associazione delle Imprese per le Attività Spaziali, Aipas. La Giornata Nazionale dello Spazio è stata istituita dal Governo italiano nel 2021, per sensibilizzare e informare i cittadini italiani sui contributi che la scienza e la tecnologia applicate allo spazio portano al miglioramento della condizione umana.  Le tempeste su Marte sono una cosa seria. Non che qui da noi non lo siano, ma quello che accade sul Pianeta Rosso è davvero qualcosa di estremo. Una tempesta di polvere di grossa dimensione può verificarsi ogni anno e colpire una regione che ha le dimensioni di un continente. Chissà cosa avrebbe pensato Albert Einstein dei nostri tempi e del futuro. Chiesero una volta ad Einstein: Qual è la domanda più importante che una persona qualsiasi possa chiedere? Egli rispose: “È un posto amichevole l’Universo?”.  Di sicuro affascinante, forse amichevole, probabilmente non abitabile, non vivibile, soprattutto su determinati pianeti, come Venere e Marte (la Luna non può essere considerata un pianeta, bensì un satellite).  Su Marte le tempeste di sabbia a spirale, sollevate dal vento, possono diventare abbastanza grandi da abbracciare l’intero pianeta e durare fino a due mesi, tali eventi sono così devastanti e intensi che qualche volta possono essere visti anche dalla Terra. Per gli aficionados del cielo, e per tutti i curiosi, si suggerisce vivamente un meraviglioso evento, appuntamento spettacolare, alla fine di marzo (dal 24 al 31): allineamento dei pianeti.  Quattro pianeti del sistema solare saranno quasi perfettamente allineati a ovest dopo il tramonto del Sole. A partire dal più elevato, si avrà Urano (non visibile ad occhio nudo, è consigliato un ottimo telescopio), più giù Venere (il più brillante), infine, in basso, Giove e Mercurio. Questi ultimi due daranno vita a “una danza”, infatti Mercurio il giorno 28 “sorpasserà” Giove, dunque, è proprio il caso di dire “se il cielo ci assisterà”, saranno visibili ad occhio nudo (occorre avere l’orizzonte ovest totalmente libero). La Luna crescente farà compagnia ai pianeti mutando posizione di giorno in giorno. L’Universo, ancora una volta, ci stupirà e ci regalerà, con la sua bellezza, la sua magia.

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Patrizia Di Franco
Patrizia Di Franco
Patrizia Di Franco, è nata a Torino, e lavorato a Roma. Giornalista iscritta all'Albo Professionale Nazionale (dal 1992) , con certificati dei trienni FPC. Moltissime Testate per cui ha scritto: regionali, nazionali, scientifiche, bilingui, quotidiani, periodici. A Roma: giornalista a "Italia Radio" nazionale; Direttrice di"Zeus" per anni, formatrice, docente di giornalismo e comunicazione di base. Docente di Comunicazione efficace, PNL, linguistica carismatica, psicologia, empowerment for women. Poetessa, saggio, poesie, racconti, pubblicati, premi nazionali e internazionali. Certificata Addetta Stampa Agenzia"Brizzi", Roma. Photoreporter. Poliglotta. Stilista ("Accademia di Roma"; "Accademia Internazionale di Alta Moda e del Costume "Koefia" Roma). Certificazione in:"Biologico, alimentazione naturale, fitoterapia". Pittrice. Ambientalista, ecologista, animalista, vegetariana, sportiva. Attivista:diritti umani;libertà di stampa;contro violenze di genere.

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