Friday, June 21, 2024

Arena di Verona: un Rigoletto in Trattoria

Recensione di Salvatore Margarone
[pubblicata contemporaneamente su OperaAmorMio magazine]

L’esordio di Antonio Albanese all’Arena di Verona del suo Rigoletto lascia l’amaro in bocca. La nuova produzione non convince del tutto.

Photo Ennevi

Prosegue con Rigoletto di G.Verdi la centesima stagione dell’Arena di Verona.
In una nuova produzione con la regia affidata ad Antonio Albanese, il grande palcoscenico dell’anfiteatro si rifà il look con la ricostruzione di un grande casale di campagna tipico della zona veneta del basso Polesine. Quindi la “corte” non è più ambientata come di consueto ma viene traslata nello scorso secolo in un ambiente più contadino.

La vicenda di Rigoletto è collocata nel Polesine degli anni ’50, nella parte di quella pianura rurale in cui Verdi nacque e scelse di vivere, diventata poi luogo d’elezione del grande cinema italiano, da Visconti a Pupi Avati. Infatti, la produzione ha un impianto cinematografico, un omaggio al cinema neorealista del Dopoguerra, stagione in cui convivono ferite profonde e voglia di rinascita. Ne è testimonianza il grande schermo alla sinistra del palcoscenico dove campeggia una proiezione della grande Anna Magnani di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa.

Albanese porta in scena quindi i sentimenti, le passioni, la vendetta descritti nel libretto dell’opera verdiana rendendoli più vicini a noi temporalmente e più vivi.
Il regista non è nuovo a questo genere, basti pensare ai lavori firmati per La Scala o per il Teatro Petruzzelli e il Filarmonico di Verona. Certo, qui in Arena, oltre tutto nel centenario, è una grande sfida oltre che il suo debutto in anfiteatro.
La scenografia curata da Juan Guillermo Nova è costituita da un grande casale al centro che mostra la facciata di una ex dogana ora una trattoria nel primo atto, nel secondo, ruotando su se stessa, mostra l’interno della residenza del Duca. Nel terzo atto arretra il casale sullo sfondo e viene montato un barcone- capanna, la casa di Sparafucile e Maddalena. Tutto intorno rimane  l’impianto campestre e paludoso per i tre atti. Le masse del coro si muovono per i campi ricreati attorno al casale ma l’insieme rimane un po’ statico, pur avendo gli spazi, infatti, sia il coro che i protagonisti sono sempre al centro della scena senza tanto movimento scenico.

Marco Armiliato conductor.

Marco Armiliato sul podio dirige l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona con la sapienza che lo contraddistingue, gesto fluido e cura dei dettagli. Belli i tempi staccati e sempre attento ai cantanti, delinea musicalmente una drammaticità corretta  a livello musicale, senza tralasciare quei guizzi ed accenti che in Verdi sono fondamentali.
Bene anche il Coro, istruito da Roberto Gabbiani. Sempre all’altezza della situazione è molto omogeneo a livello canoro.

Yusif Eyvazof
Gianfranco Montesor-Roman Burdenko

Passando ai protagonisti possiamo affermare che un po’ tutti non sono stati all’altezza della serata partendo dal Duca di Mantova affidato all’ormai collaudato tenore azero Yusif Eyvazov. Il debutto areniano in questo ruolo non lo spaventa, a quanto pare, conosce bene questo teatro all’aperto, è spavaldo ed offre squillo nella voce specie nelle arie eroiche e sprezzanti come La donna è mobile. La voce corre e, come sempre, forza un po’ troppo in alcuni punti accentuando anche l’intento interpretativo che comunque non gli manca.
Risulta debole il Conte di Monterone affidato a Gianfranco Montresor. È poco incisivo già nella maledizione. La innocente Gilda è interpretata da Rosa Feola, che debutta in Arena in questo ruolo. La voce è bella, leggera e luminosa, si destreggia bene negli ampi spazi ma regala però un Caro nome cauto, molti i legati, mancano all’appello i picchiettati che Verdi scrive. Nel complesso comunque risulta la migliore della serata.

Rosa Feola

Ma il protagonista è sempre lui: il gobbo Rigoletto. In questa serata affidato al baritono Roman Burdenko non convince fino in fondo.  Un po’ debole negli intenti e non supportato dalla voce che risulta un po’ chiara per questo ruolo rimandano un personaggio non centrato. Peccato perché in altre occasioni ci aveva convinto di più.
Risulta più in serata Sparafucile, interpretato da Gianluca Buratto con voce rotonda e omogenea infonde al personaggio il giusto piglio grazie agli accenti a cui ricorre per sottolinearne la parola. Bellissima la nota grave tenuta nel primo atto quando svela il suo nome a Rigoletto. Bravo!

Roman Burdenko

Invece la Maddalena di Valeria Girardello risulta debole, a tratti non supera la buca con la sua voce.
Non è travolgente il quartetto Bella figlia per poca omogeneità delle voci.

Appena sufficienti gli altri interpreti Marullo Nicolò Ceriani, Matteo Borsa  Riccardo Rados, Il Conte di Ceprano Roberto Accurso, un Usciere Giorgio Manoshvili, meglio invece La Contessa di Ceprano di Francesca Maionchi, Giovanna di Agostina Smimmero e un Paggio Elisabetta Zizzo. vestiti per l’occasione dai colorati costumi anni Cinquanta proposti da Valeria Donata Bettella.
Buone le luci create da Paolo Mazzon, deboli le coreografie di Luc Bouy.

Chiudiamo infine ancora sulla regia di Antonio Albanese che, coadiuvato dall’assistente  Daniela Zedda, a parte gli intoppi sul palcoscenico dove la scenografia si bloccava per qualche problema di ingranaggi, non ci convince del tutto. Manca forse l’idea della tragedia, della vendetta. Si fa fatica a seguire la storia in alcuni momenti. Ancora cerchiamo quel di cinematografico tanto decantato… forse la breve proiezione all’inizio di qualche frame dei film della Magnani? Il tempo post-bellico?

Chissà se Verdi avrebbe mai immaginato il suo Rigoletto, con la forza drammatica di lotte tra potere e affetti che lo contraddistingue in un contesto così neorealista.
Insomma, usciamo un po’ delusi da questa prima di Rigoletto, così come il pubblico che ha applaudito e che non è stato così caloroso come altre occasioni.

Recensione della prima 1° luglio 2023.

Photo Ennevi

GALLERIA

Rigoletto

di Giuseppe Verdi
Melodramma in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave

Direttore Marco Armiliato 
Regia Antonio Albanese 
Scene Juan Guillermo Nova 
Costumi Valeria Donata Bettella 
Luci Paolo Mazzon 
Coreografie Luc Bouy

Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici della Fondazione Arena di Verona
Maestro del Coro Roberto Gabbiani 
Coordinatore del Ballo Gaetano Petrosino

Nuova produzione

Il Duca di Mantova

Yusif Eyvazov

01, 07 luglio

Juan Diego Flórez

20 luglio

Piotr Beczała

04 agosto

Rigoletto

Roman Burdenko

01 luglio

Ludovic Tézier

07 luglio

Luca Salsi

20 luglio

Amartuvshin Enkhbat

04 agosto

Gilda

Rosa Feola

01 luglio

Nina Minasyan

20 luglio

Nadine Sierra

04 agosto

Sparafucile

Gianluca Buratto

01, 07, 20 luglio 04 agosto

Maddalena

Valeria Girardello

01, 07, 20 luglio 04 agosto

Giovanna

Agostina Smimmero

01, 07, 20 luglio 04 agosto

Il Conte di Monterone

Gianfranco Montresor

01, 07, 20 luglio 04 agosto

Marullo

Nicolò Ceriani

01, 07, 20 luglio 04 agosto

Matteo Borsa

Riccardo Rados

01, 07, 20 luglio 04 agosto

Il Conte di Ceprano

Roberto Accurso

01, 07, 20 luglio 04 agosto

La Contessa di Ceprano

Francesca Maionchi

01, 07, 20 luglio 04 agosto

Un Usciere di Corte

Giorgi Manoshvili

01, 07, 20 luglio 04 agosto

Un Paggio della Duchessa

Elisabetta Zizzo

01, 07, 20 luglio 04 agosto

 

Arena di Verona Spettacoli Luglio 2023

 

01/07/2023: Rigoletto – Verdi

06/07/2023: Carmen – Bizet

07/07/2023: Rigoletto – Verdi

08/07/2023: La Traviata – Verdi

09/07/2023: Aida – Verdi

13/07/2023: Il Barbiere di Siviglia – Rossini

14/07/2023: La Traviata – Verdi

15/07/2023: Nabucco – Verdi

16/07/2023: Aida – Verdi

19/07/2023: Roberto Bolle and Friends

20/07/2023: Rigoletto – Verdi

21/07/2023: Aida – Verdi

22/07/2023: Il Barbiere di Siviglia – Rossini

23/07/2023: Opera-Arena 100 con Juan Diego Florez

27/07/2023: La Traviata – Verdi

28/07/2023: Nabucco – Verdi

29/07/2023: Tosca – Puccini

30/07/2023: Aida – Verdi

 

Arena di Verona Spettacoli Agosto 2023

 

02/08/2023: Aida – Verdi

03/08/2023: Nabucco – Verdi

04/08/2023: Rigoletto – Verdi

05/08/2023: Tosca – Puccini

06/08/2023: Opera-Arena 100 con Placido Domingo

10/08/2023: Tosca – Puccini

11/08/2023: Carmen – Bizet

12/08/2023: Madama Butterfly – Puccini

13/08/2023: Aida – Verdi

17/08/2023: Nabucco – Verdi

18/08/2023: Aida – Verdi

19/08/2023: La Traviata – Verdi

20/08/2023: Opera-Arena 100 con Jonas Kaufmann

23/08/2023: Aida – Verdi

24/08/2023: Carmen – Bizet

25/08/2023: Madama Butterfly – Puccini

26/08/2023: La Traviata – Verdi

31/08/2023: Teatro alla Scala in Arena con l’Orchestra del Teatro alla Scala

 

Arena di Verona Spettacoli Settembre 2023

 

01/09/2023: Tosca – Puccini

02/09/2023: Madama Butterfly – Puccini

03/09/2023: Aida – Verdi

06/09/2023: Carmen – Bizet

07/09/2023: Madama Butterfly – Puccini

08/09/2023: Aida – Verdi

09/09/2023: La Traviata – Verdi

 

Si ricorda che gli spettacoli nell’Arena di Verona si svolgono all’aperto e in caso di maltempo lo spettacolo potrebbe essere posticipato o annullato prima dell’orario di inizio previsto.

Salvatore Margarone
Salvatore Margarone
Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza. Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica. Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo”.

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