Wednesday, Oct. 23, 2019

Dulcamara decreta il successo de “L’Elisir D’Amore” al Teatro La Fenice di Venezia.

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1 October 2016

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Dulcamara decreta il successo de “L’Elisir D’Amore” al Teatro La Fenice di Venezia.

di Salvatore Margarone e Federico Scatamburlo

Al Teatro La Fenice di Venezia è di scena L’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti, opera buffa in due atti su libretto di Felice Romani, la cui prima rappresentazione risale al 12 maggio 1832 a Milano, Teatro della Cannobiana.

L’Elisir d’Amore segna una svolta importante nella storia dell’opera buffa. Qui l’allegria “non nasce per puro impulso musicale, ma dal personaggio, e questo non è una comica marionetta, ma un carattere che con le sue manchevolezze e coi suoi lati borghesemente umani ispira un sorriso bonario da cui non è aliena la commozione”, diceva il Sartori.elisir1

L’argomento è tratto da Le philtre di E. Scribe, già musicato da Auber nel 1831 e la vicenda è ambientata in un immaginario villaggio dei Paesi Baschi.

La rappresentazione a cui abbiamo assistito sabato 24 Settembre ci è sembrata abbastanza in linea alle aspettative per l’opera buffa donizettiana: ambientazione ricreata semplicemente con fondali e i bellissimi giochi di luci di Vilmo Furian.elisir

Dirige Stefano Montanari, giovane e talentuoso direttore d’orchestra e non solo, che riesce a dare il giusto piglio buffo ai tempi donizettiani, dirigendo una agguerrita Orchestra della Fenice di Venezia in un crescendo alle volte quasi rossiniano. Affascinante la tecnica di direzione di Stefano,  che fa letteralmente “volare” le note, con gesti che creano volumi sontuosi e accattivanti e che talvolta rapiscono e catturano l’attenzione più della messa in scena stessa.elisir2

Il rovescio della medaglia però, per un esecuzione così articolata, è la necessità di avere sul palco voci adeguate. La performance dell’intero cast infatti ne è stata decisamente penalizzata, e spesso le voci non sono arrivate in sala.

Adina, interpretata da Irina Dubrovskaya, incarna un personaggio leggero, altezzoso, ma allo stesso tempo pulito e corretto nell’esecuzione vocale. Il giovane tenore Giorgio Misseri, nei panni dello sciocco Nemorino, non ha invece convinto molto il pubblico, a causa di una voce piccola e che non arrivava in sala, molto spesso coperto dall’orchestra, e che non è riuscito a fare colpo nemmeno con l’aria più famosa dell’opera, “una furtiva lagrima”, per la quale ha riscosso timidissimi applausi. Ottima invece la performance di Marco Filippo Romano che interpretava Belcore: bella voce scura, pulita e scenicamente calato nel suo personaggio che ha reso perfettamente dall’inizio alla fine.

Il finto medico distillatore, Il dottor Dulcamara, è stato interpretato dal poliedrico baritono Omar Montanari, che già avevamo apprezzato, sempre in questo teatro, in Mirandolina e in Barbiere di Siviglia. Decisamente protagonista ha rubato la scena a tutti gli altri interpreti, donando al personaggio tutta la personalità buffa che richiede, senza risparmiarsi mai anche nelle parti dove avrebbe potuto, con bella voce baritonale, piena, potente e dizione perfetta arricchita da sfaccettature sottili nell’interpretazione che non sono passate inosservate. Meritatissime quindi le ovazioni durante e alla fine dello spettacolo.elisir3

La piccola Giannetta, interpretata dalla giovane Arianna Donadelli, appare inizialmente fragile vocalmente, ma emerge maggiormente nel secondo atto dell’opera, mostrandosi più sicura e precisa nell’esecuzione.

Nei bellissimi costumi di Gianmaurizio Fercioni é stato strepitoso come sempre il coro del Teatro, molto presente in quest’opera, sia vocalmente che scenicamente, diretto magistralmente dal M° Claudio Marino Moretti. Anche il Maestro al Fortepiano Roberta Paroletti non si è risparmiata accompagnando i recitativi dell’opera. Simpatica la regia di Bepi Morassi che ha anche coinvolto il pubblico in sala con interazioni dirette con lancio di volantini dal loggione e incursioni da parte di alcuni artisti del coro nel corridoio centrale e nel finale dallo stesso Dulcamara, il quale dalla platea ha concluso con simpatia questa bella e divertente produzione del Teatro La Fenice.locandinalidea

 

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Salvatore Margarone

Nasce a Catania nel 1972, si diploma in pianoforte al Conservatorio Statale di Musica Tito Schipa di Lecce sotto la guida del Maestro Dario Nicoletti. Agli studi pianistici affianca quelli di Organo e Composizione Organistica con il Maestro Gianluca Libertucci (Organista Ufficiale del Vaticano) e Composizione con Letizia Spampinato. Si perfeziona in esecuzione pianistica con Fabrizio Migliorino, Paul Badura Skoda. Alla carriera solistica affianca quella Vocale da Camera in duo con il soprano Stefania Pistone, con la quale segue i corsi specialistici sul Lied Tedesco di Elio Battaglia ad Acquasparta e a Salisburgo presso il Mozarteum. Da questo incontro inizia una lunga collaborazione con il maestro Battaglia accompagnando i corsi di canto lirico tenuti negli anni a seguire a Napoli e Catania, incidendo dal vivo, nel 2001, un CD delle Arie da Camera di V. Bellini per il bicentenario della nascita del compositore catanese. Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza. Con la stessa casa editrice prosegue una fruttuosa collaborazione che lo porta a pubblicare revisioni pianistiche di raccolte di lieder tra cui: Zelter, Mozart, Schubert, Schumann, Liszt, Brahms, Wagner, Wolf, ecc… in più due Antologie di Lieder per i Conservatori e Raccolte di Arie D’Opera. Si è esibito per enti lirici, tra i quali Teatro Bellini di Catania, Teatro Paisiello di Lecce, Teatro Comunale di Merano, varie associazioni ed enti pugliesi, ecc… all’estero Wiener Saal di Salisburgo, Gabinete Letteral di Las Palmas di Gran Canaria ecc…; stagioni concertistiche a livello internazionale tra cui : Settembre Musica 2001, per una “Maratona Beethoven”, dove nella stessa giornata si esibiva anche il Maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Regio di Torino. Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica. Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo” edito dalla Casa Musicale Eco di Monza, riscuotendo notevoli consensi di critica sulle maggiori testate giornalistiche specializzate (GB OPERA MAGAZINE, OPERACLICK, BELLININEWS, SUONARE NEWS, ecc…) Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo volume “Il Melodramma”, dalle origini ai giorni nostri, ed una Biografia su Sergej Rachmaninoff e la scuola russa. Si dedica con passione alla didattica del pianoforte e del canto, ed è docente presso l’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Curbastro” di Padova.

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