Monday, November 28, 2022

A New York “Constancia. Donne e potere nell’Impero mediterraneo di Federico II”

NEW YORK— Una splendida mostra dedicata al rapporto tra donne e potere e a quello tra l’area italo-europea e lo spazio Mediterraneo, rappresentato dal mondo di Federico II e Costanza d’Aragona, si è aperta simbolicamente l’8 marzo, all’Istituto Italiano di Cultura di New York, nel giorno della Festa della Donna.
Constancia. Donne e potere nell’Impero mediterraneo di Federico II” è il titolo dell’esposizione che, curata da un comitato scientifico composto da Maria Concetta Di Natale, Fabio Finotti, Pierfrancesco Palazzotto e Giovanni Travagliato, sarà visitabile per un mese intero, sino all’8 aprile, dal lunedì al venerdì solo su prenotazione.
“Sono orgoglioso di portare Palermo e la Sicilia a New York”, dichiara Fabio Finotti, direttore dell’IIC. “La civiltà di Federico II è straordinaria, ed ha un rilievo fondamentale nello sviluppo della nostra storia non solo politica ma culturale. Non dimentichiamo infatti che l’Italia si è fatta prima con la lingua e la poesia che con le armi, e Dante nel De Vulgari Eloquentia mette i poeti siciliani della corte di Federico II alle origini stesse della lirica “italiana”. Centrale nel progetto è anche la valorizzazione della civiltà mediterranea, non solo per la nostra storia ma per il nostro futuro. E in primo luogo la mostra richiama al rapporto tra donne e potere che va certamente affrontato in modo nuovo. L’iniziativa non vuole essere un punto d’arrivo, ma la prima tappa di un lungo viaggio che continuerà nei prossimi mesi”.
Dalla Sicilia, arriva in esclusiva una preziosa e variegata raccolta di beni custoditi nelle Cattedrali e nelle collezioni diocesane di Palermo e di Monreale, nella Biblioteca comunale e nella Cappella Palatina, nel Museo archeologico Salinas e nella Galleria di Palazzo Abatellis di Palermo, ed altri facenti parte delle collezioni dell’Assemblea Regionale Siciliana e di collezioni private.

Quarzo taglio cabochon che adornava la fibula del mantello con cui Federico II venne deposto nel sarcofago di porfido rosso nel 1251.

Da notare che sarà esposto al pubblico per la prima volta, dopo essere rimasto per decenni in cassaforte, il quarzo taglio cabochon che adornava la fibula del mantello con cui Federico II venne deposto nel sarcofago di porfido rosso nel 1251, nella Cattedrale di Palermo.
Realizzata con rigore filologico da Maria Concetta Di Natale, Pierfrancesco Palazzotto e Giovanni Travagliato dell’Università di Palermo, attraverso gli straordinari reperti, alcuni dei quali mai fino ad ora prestati dalle sedi che li conservano, la mostra racconta anche la storia di quattro potenti donne vissute tra il XII e il XIV secolo, tutte legate a Federico II e tutte battezzate con il nome di Costanza: madre, moglie, figlia e nipote dell’imperatore. Costanza d’Altavilla, regina e imperatrice (1154-1198), madre di Federico II; della prima moglie dello “Stupor mundi” (“Meraviglia del mondo”), l’imperatrice Costanza d’Aragona (1184 c.-1222), di cui quest’anno cade l’800° anniversario della morte e di cui saranno esposti gli anelli funebri; dell’imperatrice Costanza (1231c.-1307 /13) figlia naturale di Federico II e Bianca Lancia e sposa bambina di Giovanni III Ducas Vatatzes, imperatore d’Oriente a Nicea; e della regina Costanza (1249-1300), figlia di Manfredi, altro figlio naturale di Federico II.
Fruibile anche online su stanzeitaliane.it, la mostra sarà arricchita da un ciclo di video-lezioni dedicate alla civiltà federiciana nella duplice prospettiva della presenza femminile e del mondo mediterraneo, curate da Francesco Somaini, coordinatore del nuovo Centro Studi Medievali dell’Università del Salento. (aise)

 Anche la pergamena (Typicon) della Naupaktiotissa della Cappella Palatina di Palermo è esposta alla mostra.
Ciò è stato possibile grazie all’autorizzazione data dal Fondo edifici di culto, amministrato dal dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Viminale che tra le mission istituzionali prevede anche il prestito di opere che fanno parte del suo patrimonio a prestigiose mostre ed esposizioni, nazionali e internazionali.
La pergamena della Naupaktiotissa – risalente al 1080 e proveniente presumibilmente da Tebe – è custodita all’interno di un tabulario nella cappella palermitana che dal 2015 è stata dichiarata sito del patrimonio dell’umanità mondiale dell’Unesco e fa parte delle 840 chiese appartenenti al Fondo.
L’evento, che doveva concludersi l’8 aprile, per il successo riscosso, è stato prorogato fino alla fine di aprile.
La pergamena (dimensioni cm143 x42), è in lingua greca e contiene i capitoli della Confraternita di S. Maria la Naupaktiotissa. (aise) 

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Tiziano Thomas Dossena, Direttore Editoriale della rivista.

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