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Intervista a Francesco Lanzillotta – Direttore d’Orchestra: “il nostro gesto è la nostra identità”.

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26 March 2016

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Intervista a Francesco Lanzillotta – Direttore d’Orchestra: “il nostro gesto è la nostra identità”.

Intervista di Salvatore Margarone

Francesco Lanzillotta è considerato uno dei più promettenti giovani direttori nel panorama italiano. Negli ultimi anni ha diretto in alcuni tra i più importanti teatri italiani, fra i quali: Teatro La Fenice di Venezia, Teatro S. Carlo di Napoli, Teatro Verdi di Trieste, Teatro Filarmonico di Verona, Teatro Carlo Felice di Genova.
È regolarmente ospite di importanti compagini orchestrali quali: Orchestra Nazionale della RAI di Torino, Orchestra della Svizzera Italiana, Filarmonica Toscanini di Parma, ed altre.
Abbiamo raggiunto telefonicamente il Maestro Francesco Lanzillotta durante le rappresentazioni del Roberto Devereux al Teatro Carlo Felice di Genova, e gentilmente ci ha rilasciato la seguente intervista, che vi proponiamo.

Genova, 24 marzo 2016.
Il successo del Roberto Devereux di Gaetano Donizetti a Genova da cosa è dipeso?
Sono diverse le componenti che insieme hanno decretato il successo. È un’opera molto complessa, servono cantanti molto bravi, basti pensare al terzo atto…. tutti i ruoli sono molto complessi, sia musicalmente sia tecnicamente. È una partitura, questa del Devereux, che va sviscerata profondamente, in quanto ci sono delle ripetizioni che apparentemente sembrano uguali, invece se osservata a fondo ha delle differenze. Il tessuto armonico è ricco di novità. In più c’è la visione di una partitura che non deve essere come una copia rossiniana nè tanto meno di un Verdi successivo, ma che ha una sua identità unica.

Francesco Lanzillotta 2

Personalmente, come vive questo successo?
Mi gratifica maggiormente perché ho lavorato sull’identità del compositore. Ho lavorato sulla partitura molti mesi prima, facendo una concertazione sul fraseggio, i colpi d’arco in alcuni punti dell’opera, analizzandone le scene e quindi i personaggi. Ho chiesto molto all’orchestra, direi la ricerca di un suono giusto; questo mi gratifica molto.

Quando è sul podio, cosa pensa?
Quando si fa opera non c’è una sola componente, ma penso a tutta la produzione, coro, artisti, palco, regia, una macchina immensa che deve andare avanti insieme. Mi lascio andare, ma controllo tutto contemporaneamente.

Il rapporto con i registi?
Il rapporto è abbastanza buono; dipende dai registi, da quanto sono disposti ad ascoltare.
Se hanno esperienza operistica è più facile, con altri che provengono da altri ambiti è un po’ più difficoltoso.

lanzillotta

Opera tradizionale o moderna?
Su questo argomento ho riflettuto tanto. Non posso dire di avere preferenza per l’una o per l’altra, l’importante che l’idea del regista sia coerente e funzioni.

Il rapporto con gli orchestrali? Come vive questo scambio di idee?
Credo che un direttore debba avere sin dalle prime prove in orchestra le idee molto chiare di ciò che vuole ottenere. Gestisci le prove sfruttando il poco tempo che hai, e lo scambio così diventa collaborativo e costante. Se arrivi con le idee poco chiare, sorgono problemi.

Qual è la cosa più difficile che deve affrontare un direttore, quando dirige?
Non c’è una cosa difficile in effetti. Forse il cambiare spesso partitura ti porta ad uno studio continuo, ma questo sicuramente non può essere visto come una difficoltà ma come crescita personale e professionale di un direttore. Studiare una partitura vuol dire anche contestualizzarla, nel suo ambito temporale e del compositore, capire il perché di determinati passaggi, e l’ utilizzo degli strumenti. Forse questa può essere una difficoltà. Per questo non bisogna accettare tutto quello che ci viene proposto: il Maestro Chung disse una volta che “Direttori si diventa a 60 anni… prima si studia”.

Francesco-Lanzillotta

C’è un Direttore d’orchestra a cui si rifà?
Il gesto di un direttore non dovrebbe mai assomigliare ad un altro. Il nostro gesto è personale, è la nostra identità. Io cerco una libertà fisica, studio una partitura senza ascoltare incisioni; prima la faccio mia, poi in caso ascolterei Kleiber.

In questi ultimi anni stanno emergendo molti giovani direttori italiani. Da cosa dipende?
Sono due le componenti: la prima è l’ impressionante invasione di talenti. Se continua così per i prossimi 40 anni siamo tranquilli.
La seconda è la crisi che in un certo senso ci ha favorito: nel momento che un ente o un teatro deve chiamare un direttore e non ci sono molti soldi, chiami i giovani direttori che costano un po’ meno; questa è la nostra fortuna. Comunque, se manca il talento non vieni chiamato.

Tra i suoi maestri chi citerebbe?
Luciano Pelosi, per la composizione e Bruno Aprea per la direzione d’orchestra.
Ho avuto due grandissimi insegnanti, non hanno confronti con i tanti che ho incontrato all’estero in vari master che ho fatto.

Nel tempo libero cosa fa?
Lo passo a casa con la mia famiglia, i miei tre cani ed il mio orto. Mi dedico esclusivamente a questo per svuotarmi la mente.

Prossimi impegni?
Fino a Luglio ho molti impegni: fra qualche giorno sarò a Mosca, poi a Parma con l’orchestra Toscanini, Palermo, ed altre cose molto belle ma tutte diverse.

Grazie, Maestro, per il tempo che ci ha dedicato. In bocca al lupo per il suo lavoro e la sua promettente carriera.

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About Author

Salvatore Margarone

Nasce a Catania nel 1972, si diploma in pianoforte al Conservatorio Statale di Musica Tito Schipa di Lecce sotto la guida del Maestro Dario Nicoletti. Agli studi pianistici affianca quelli di Organo e Composizione Organistica con il Maestro Gianluca Libertucci (Organista Ufficiale del Vaticano) e Composizione con Letizia Spampinato. Si perfeziona in esecuzione pianistica con Fabrizio Migliorino, Paul Badura Skoda. Alla carriera solistica affianca quella Vocale da Camera in duo con il soprano Stefania Pistone, con la quale segue i corsi specialistici sul Lied Tedesco di Elio Battaglia ad Acquasparta e a Salisburgo presso il Mozarteum. Da questo incontro inizia una lunga collaborazione con il maestro Battaglia accompagnando i corsi di canto lirico tenuti negli anni a seguire a Napoli e Catania, incidendo dal vivo, nel 2001, un CD delle Arie da Camera di V. Bellini per il bicentenario della nascita del compositore catanese. Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza. Con la stessa casa editrice prosegue una fruttuosa collaborazione che lo porta a pubblicare revisioni pianistiche di raccolte di lieder tra cui: Zelter, Mozart, Schubert, Schumann, Liszt, Brahms, Wagner, Wolf, ecc… in più due Antologie di Lieder per i Conservatori e Raccolte di Arie D’Opera. Si è esibito per enti lirici, tra i quali Teatro Bellini di Catania, Teatro Paisiello di Lecce, Teatro Comunale di Merano, varie associazioni ed enti pugliesi, ecc… all’estero Wiener Saal di Salisburgo, Gabinete Letteral di Las Palmas di Gran Canaria ecc…; stagioni concertistiche a livello internazionale tra cui : Settembre Musica 2001, per una “Maratona Beethoven”, dove nella stessa giornata si esibiva anche il Maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Regio di Torino. Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica. Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo” edito dalla Casa Musicale Eco di Monza, riscuotendo notevoli consensi di critica sulle maggiori testate giornalistiche specializzate (GB OPERA MAGAZINE, OPERACLICK, BELLININEWS, SUONARE NEWS, ecc…) Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo volume “Il Melodramma”, dalle origini ai giorni nostri, ed una Biografia su Sergej Rachmaninoff e la scuola russa. Si dedica con passione alla didattica del pianoforte e del canto, ed è docente presso l’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Curbastro” di Padova.

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