“Carissimi giovani, la nostra speranza è Gesù. È Lui, come
diceva San Giovanni Paolo II, ‘che suscita in voi il desiderio di fare della vostra
vita qualcosa di grande, per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana
e fraterna’ Teniamoci uniti a Lui, rimaniamo nella sua amicizia, sempre, coltivandola
con la preghiera, l’adorazione, la Comunione eucaristica, la Confessione frequente,
la carità generosa, come ci hanno insegnato i beati Piergiorgio Frassati e Carlo
Acutis, che presto saranno proclamati Santi. Aspirate a cose grandi, alla santità,
ovunque siate. Non accontentatevi di meno. Allora vedrete crescere ogni giorno, in
voi e attorno a voi, la luce del Vangelo”. Così Papa Leone XIV, nell’omelia
pronunciata il 3 agosto alla messa conclusiva del Giubileo dei giovani a Tor Vergata,
di fronte a un milione di ragazzi. “Vi affido a Maria, la Vergine della speranza –
chiosa il pontefice – Con il suo aiuto, tornando nei prossimi giorni ai vostri Paesi,
in tutte le parti del mondo, continuate a camminare con gioia sulle orme del
Salvatore, e contagiate chiunque incontrate col vostro entusiasmo e con la
testimonianza della vostra fede! Buon cammino!”. “Cercando con passione la verità,
noi non solo riceviamo una cultura, ma la trasformiamo attraverso scelte di vita. La
verità, infatti, è un legame che unisce le parole alle cose, i nomi ai volti. La
menzogna, invece, stacca questi aspetti, generando confusione ed equivoco”, ha detto
il Pontefice nella veglia di preghiera il 2 agosto al Giubileo dei giovani a Tor
Vergata, dove è stato accolto da un milione di persone. “Cercate la giustizia,
rinnovando il modo di vivere, per costruire un mondo più umano! Servite il povero,
testimoniando il bene che vorremmo sempre ricevere dal prossimo!” è l’appello del
pontefice ai giovani.






