Tuesday, September 1, 2026

Panarea: scoperti nuovi camini idrotermali e un grande cratere sottomarino al largo dell’isola/Panarea: new hydrothermal vents and a large underwater crater discovered off the island

Un grande cratere sottomarino, con dimensioni di circa 100 × 60 metri, e nuovi camini di origine idrotermale sono stati scoperti sul fondale marino a circa un miglio dall’isola di Panarea, a una profondità compresa tra 60 e 80 metri. La scoperta è il risultato di uno studio coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN), in particolare il Sicily Marine Centre e il Calabria Marine Centre – (CRIMAC).
“La scoperta di questa nuova area caratterizzata da un’intensa attività a nord-est dell’isola di Panarea suggerisce la necessità di riconsiderare l’estensione del sistema idrotermale sottomarino finora conosciuto”, spiegano i ricercatori Antonino Torre, Agostino Semprebello, insieme ad Alessandro Gattuso, coordinatore della ricerca e responsabile della sede operativa di Milazzo dell’INGV. “Questo risultato pone nuove sfide nello studio della dinamica e dell’energia del sistema e, più in generale, dello stato di attività del complesso vulcanico di Panarea e del suo impatto sull’ecosistema circostante, aprendo nuove prospettive per le attività di ricerca e monitoraggio vulcanico utili all’aggiornamento degli scenari di pericolosità”.
Lo studio ha preso avvio dall’analisi dei dati acquisiti nell’ambito del progetto IDMAR (Infrastruttura Multidisciplinare Distribuita sul MARe) finanziato dal PO FESR 2014-2020, riguardanti le caratteristiche del fondale marino situato a circa 1,5 km a nord-est di Panarea. I rilievi Multibeam, acquisiti dal gruppo di ricerca in aree idrotermali sottomarine dell’INGV di Palermo coordinato da Manfredi Longo, hanno consentito di individuare, mediante sistemi informativi geografici (GIS), morfologie complesse a diverse profondità. Le successive analisi di dettaglio hanno permesso di interpretare queste strutture come potenziali vie di risalita di fluidi idrotermali dal fondale, mai documentate in precedenza.
Per verificare la presenza delle strutture individuate e valutarne lo stato di attività, nel luglio del 2026 è stata condotta un’indagine diretta mediante un ROV (Remotely Operated Underwater Vehicle), un robot subacqueo filoguidato dalla superficie.
Il ROV, messo a disposizione dall’Università di Padova e pilotato da Marco Munari (SZN), ha restituito immagini e filmati che hanno confermato un’intensa attività di degassamento all’interno del grande cratere, con emissioni diffuse sia lungo le pareti sia nel settore più profondo.
Nell’area dei camini sono state inoltre documentate attività idrotermali recenti e un elevato tasso di emissione di gas dal fondale marino. Le strutture individuate presentano caratteristiche morfologiche simili a quelle dei camini idrotermali dell’area denominata Smoking Land, scoperta nel 2015 poco a sud dell’isolotto di Basiluzzo.
Sebbene l’indagine fosse finalizzata principalmente alla caratterizzazione delle emissioni idrotermali e non prevedesse un censimento sistematico della componente biologica, le immagini acquisite dal ROV hanno fornito anche le prime osservazioni sugli habitat presenti.
Nell’area dei camini, caratterizzata da una minore attività idrotermale, il fondale ospita una ricca comunità bentonica (organismi presenti nell’area del fondale) dominata da macroalghe verdi della famiglia Udoteaceae e da numerose colonie della gorgonia Eunicella singularis, in accordo con quanto già osservato nella vicina Smoking Land.
All’interno del grande cratere, invece, dove il degassamento è molto più intenso, il fondale è prevalentemente ricoperto da estesi tappeti batterici associati alle emissioni idrotermali, mentre macroalghe e organismi sessili (cioè organismi ancorati al fondale) risultano quasi del tutto assenti.
Queste prime evidenze, spiega l’INGV, suggeriscono che il gradiente di attività idrotermale possa influenzare significativamente la distribuzione delle comunità biologiche e indicano l’interesse di future campagne dedicate allo studio ecologico di questi ambienti.
Dal punto di vista geologico-strutturale, la nuova area si colloca lungo la direttrice tettonica orientata nord-est/sud-ovest, già nota nella letteratura scientifica, che collega l’isola di Panarea all’isolotto di Basiluzzo. Le scarpate morfologiche individuate e confermate durante l’indagine sottomarina indicano che questa struttura tettonica costituisce una via preferenziale per la circolazione idrotermale e la risalita di gas e fluidi di origine profonda.
Antonio Paonita, Direttore della Sezione di Palermo dell’INGV (INGV – PA), sottolinea: “le evidenze ottenute sono il frutto di una lunga tradizione di ricerca che vede la Sezione di Palermo impegnata da più di vent’anni negli studi dei sistemi vulcanici ed idrotermali sottomarini, con particolare riferimento alle Isole Eolie, dove ha sviluppato scienza e tecnologie innovative per il monitoraggio e la modellazione dei processi profondi”.
Secondo Teresa Romeo, Direttrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn Sicilia-Calabria, “la scoperta di quest’area apre nuovi scenari che potranno darci informazioni sulla biodiversità di questi complessi ecosistemi che, a fronte della loro estensione, rappresentano laboratori naturali per studiare i cambiamenti climatici e gli adattamenti degli organismi. La sinergia tra le competenze vulcanologiche e quelle biologiche ed ecologiche consente una completa interpretazione della complessità energetica del sistema che, a partire da questa scoperta, potrà essere approfondita attraverso campagne di ricerca e monitoraggio per una maggiore valutazione dei rischi, ma anche per simulazioni specifiche di condizioni estreme”. (aise)



A large underwater crater, about 100 × 60 meters in size, and new hydrothermal chimneys have been discovered on the seabed about a mile from the island of Panarea, at a depth of between 60 and 80 meters. The discovery is the result of a study coordinated by the National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV) in collaboration with the Anton Dohrn Zoological Station (SZN), in particular the Sicily Marine Centre and the Calabria Marine Centre – (CRIMAC).” The discovery of this new area characterized by intense activity northeast of the island of Panarea suggests the need to reconsider the extension of the submarine hydrothermal system known so far,” explain researchers Antonino Torre, Agostino Semprebello, together with Alessandro Gattuso, research coordinator and head of the INGV Milazzo operational headquarters. “This result poses new challenges in the study of the dynamics and energy of the system and, more generally, of the state of activity of the Panarea volcanic complex and its impact on the surrounding ecosystem, opening new perspectives for volcanic research and monitoring activities useful for updating hazard scenarios”. The study started from the analysis of the data acquired as part of the IDMAR (Multidisciplinary Infrastructure Distributed on the MARe) project funded by the PO FESR 2014-2020, concerning the characteristics of the seabed located about 1.5 km north-east of Panarea. The Multibeam surveys, acquired by the research group in underwater hydrothermal areas of the INGV of Palermo coordinated by Manfredi Longo, have made it possible to identify, through geographic information systems (GIS), complex morphologies at different depths. Subsequent detailed analyses have made it possible to interpret these structures as potential routes for hydrothermal fluids to rise from the seabed, never previously documented. To verify the presence of the identified structures and assess their state of activity, a direct survey was conducted in July 2026 using an ROV (Remotely Operated Underwater Vehicle), a wire-guided underwater robot from the surface. The ROV, made available by the University of Padua and piloted by Marco Munari (SZN), returned images and videos that confirmed an intense degassing activity inside the large crater, with widespread emissions both along the walls and in the deepest sector. Recent hydrothermal activity and a high rate of gas emission from the seabed have also been documented in the chimney area. The structures identified have morphological characteristics similar to those of the hydrothermal vents of the area called Smoking Land, discovered in 2015 just south of the islet of Basiluzzo. Although the investigation was mainly aimed at characterizing hydrothermal emissions and did not provide for a systematic census of the biological component, the images acquired by the ROV also provided the first observations on the habitats present.
In the chimney area, characterized by less hydrothermal activity, the seabed hosts a rich benthic community (organisms present in the seabed area) dominated by green macroalgae of the Udoteaceae family and numerous colonies of the gorgonian Eunicella singularis, in agreement with what has already been observed in the nearby Smoking Land.  The seabed is mainly covered by extensive bacterial mats associated with hydrothermal emissions, while macroalgae and sessile organisms (i.e., organisms anchored to the seabed) are almost completely absent. This first evidence, explains INGV, suggests that the gradient of hydrothermal activity can significantly influence the distribution of biological communities and indicates the interest of future campaigns dedicated to the ecological study of these environments. From a geological-structural point of view, the new area is located along the north-east/south-west oriented tectonic route, already known in the scientific literature, which connects the island of Panarea to the islet of Basiluzzo. The morphological scarps identified and confirmed during the underwater survey indicate that this tectonic structure constitutes a preferential route for hydrothermal circulation and the ascent of gases and fluids of deep origin.
Antonio Paonita, Director of the Palermo Section of the INGV (INGV – PA), emphasizes: “the evidence obtained is the result of a long tradition of research that sees the Palermo Section engaged for more than twenty years in the studies of submarine volcanic and hydrothermal systems, with particular reference to the Aeolian Islands, where it has developed science and innovative technologies for the monitoring and modeling of deep processes”. According to Teresa Romeo, Director of the Anton Dohrn Sicily-Calabria Zoological Station, “the discovery of this area opens up new scenarios that will give us information on the biodiversity of these complex ecosystems which, in the face of their extension, represent natural laboratories for studying climate change and the adaptations of organisms. The synergy between volcanological and biological and ecological skills allows a complete interpretation of the energy complexity of the system, which, starting from this discovery, can be deepened through research and monitoring campaigns for greater risk assessment, but also for specific simulations of extreme conditions.” (aise)

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Tiziano Thomas Dossena, Direttore Editoriale della rivista/Editorial Director of L'Idea.

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