Caro direttore, pur consapevole che l’anno appena iniziato non sarà meno complicato di quello che da poco ci siamo lasciati alle spalle, essendo grazie a Dio un sognatore di natura, non perdo la speranza che il 2026 possa trovare un’umanità migliore capace davvero di renderlo l’anno migliore che sogno da una vita. Ho ottantacinque anni, sono nato in un vicolo di Napoli e appartengo a quella generazione di vecchi che non sono mai stati bambini. Non si poteva essere bambini in quei terribili anni ’40 vissuti in una Napoli distrutta dai bombardamenti, mortificata dalla fame e lacerata da migliaia di vittime. Eppure non mi sono mai arreso, né all’ignoranza per i pochi studi conseguiti, (un diploma concessomi dalla benevolenza dei miei insegnanti) né al peso dei tanti sacrifici che ho dovuto affrontare nel corso degli anni. Appena ragazzino ho iniziato a guardare oltre la siepe del mio piccolo giardino e a confrontarmi con la vita, applicandomi col massimo impegno e correttezza, senza mai smettere di sognare quel Nuovo Anno capace di rinnovare tutte le coscienze. Continuare a sognare e sperare a ottantacinque anni suonati significa volere con testardaggine credere ancora nella capacità dell’essere umano di sapere trovare dentro di sé quelle spinte emozionali capaci di cambiare il destino del mondo. Testardo, continuo a non perdere la speranza che l’umanità possa riuscire prima o poi a liberarsi dalla schiavitù dei propri limiti e far sì che qualche bel sogno diventi realtà! E sogno governanti impegnati per restituirci la dignità di persone perbene e laboriose, donne e uomini determinati e capaci di combattere la massa di quei malfattori assetati di sporco potere che vanifica i sacrifici di tutti gli onesti e spero che il 2026 ci porti una classe dirigente capace di decapitare quella malefica piovra che ha creato metastasi mortali nel tessuto sano del nostro Paese. Sogno che il desiderio di cultura e di giustizia diventi il nostro pane quotidiano e che nessun essere umano debba mai più versare lacrime per colpa di una società ingiusta e prevaricatrice. Arriverà l’Anno Nuovo migliore? Testardamente continuo a sognarlo!






