Egregio Direttore, è trascorso un altro anno e, nonostante la vecchiaia e i vari acciacchi, anche per questo 8 dicembre, come da tradizione di noi napoletani, ho iniziato a realizzare il mio presepe. Finalmente è completo!
Lo guardo, commosso e affascinato, sistemato nell’angolo più bello della casa. Sono un fedele e semplice lettore che nella magia del Natale ritrova un poco di quella infanzia che gli è stata rubata, non vissuta per colpa della tragica guerra che giorno dopo giorno distruggeva la mia Napoli, città martire, umiliata e mortificata nel corpo e nell’anima. Il Natale, per me così vecchio, è ancora più sacro e desiderato perché mi fa ritrovare nei pastorelli, nella grotta, nelle varie casette più o meno diroccate, nel profumo del sughero e del muschio qualcosa dei miei primi anni di vita che è radicato nella mia carne. Una magia che fa tornare bambino il mio cuore e riesce ancora a rinvigorire un po’ i miei muscoli flaccidi.
Vedo attorno a me un mondo che va in rovina, ma io, testardo, continuo a non arrendermi al degrado materiale e spirituale che mi circonda e ancora spero che tutto possa migliorare. Ho 85 anni e, anche stavolta, ho trovato l’entusiasmo e la forza per realizzare il mio presepe, che voglio dedicare in particolare a tutti i bambini innocenti che la triste violenza umana ha falciato via senza alcuna pietà. Voglio affidare agli Angeli, reali messaggeri d’Amore in grado di mutare il male in bene, il mio messaggio di Pace. Prego con tutta la mia fede affinché riescano a penetrare il cuore di ogni uomo, soprattutto dei tanti di “cattiva volontà”, affinché la Luce del Santo Natale arrivi ad illuminarli e a trasformarli da uomini di guerra in uomini di pace! E così sia!
Nonno Raffaele






