Friday, Aug. 7, 2020

Marc Chagall, Sogno e Magia

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10 March 2020

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Marc  Chagall, Sogno e Magia

A Palazzo Albergati a Bologna il sogno e la magia delle opere di Marc Chagall ci accolgono in tutto il loro incanto e lo spettatore è ammaliato dai suoi colori, dai temi, che la mostra ci propone.
La bellissima proiezione olografica ideata da Display Expert e la dark room riempiono gli occhi dei visitatori di meraviglia infantile.
La mostra organizzata dal gruppo Arthemisia e curata da Dolores Duràn Ucar consta di 160 opere tra dipinti, acquerelli, incisioni, disegni provenienti da collezioni private.
Cosa ci racconta Chagall con le sue opere? Ricordi d’ infanzia, l’amore per sua moglie Bella, il senso religioso, paesaggi e personaggi onirici che si levano in volo e superano confini tra fantasia e realtà, cinque sezioni in cui scopriamo la tradizione russa cui l’autore resterà sempre fedele.
Marc Chagall il cui nome ebraico era Moishe Segal e quello russo Mark Zacharovič Šagal, trascritto poi in francese come Chagall nasce a (Lëzna vicino Vitebsk oggi Bielorussia) il 7 luglio 1887 e muore a Saint-Paul-de-Vence, il 28 marzo 1985)
Sotto il dominio degli Zar ci furono pogrom e proprio il giorno della sua nascita, la sinagoga fu bruciata dai cosacchi e lui soleva dire “ Sono nato morto”-
Conoscere la vita di un artista è importante per capirne l’opera, nei suoi quadri c’è tanto di un’infanzia modesta ma molto felice con il papà mercante di aringhe e sua madre casalinga maggiore di ben nove figli, da giovanetto vuole intraprendere la carriera artistica, i genitori però sono contrari perché vietata dalla Torah.
Malvolentieri lavora presso un fotografo come ritoccatore poi studia con il pittore Yehuda non condividendone però gli insegnamenti, si trasferisce a San Pietroburgo dove si iscrive all’Accademia Russa di Belle Arti, vinta una borsa di studio si mantiene decorando insegne per negozi, torna spesso nel suo paese natale e qui sposa Bella Rosenfeld.
Trasferitesi a Parigi, Chagall ormai famoso, incontra i grandi dell’epoca , è amico di Apollinaire, Léger.
Tornato in Russia dove è scoppiata la rivoluzione , viene nominato commissario alla cultura ma ben presto la sua pittura poco consona ai gusti del regime lo costringono la lasciare la Russia, rientra a Parigi ma nel frattempo scoppia la seconda guerra mondiale e quasi la parabola dell’ebreo errante, deve fuggire, si rifugia a Marsiglia, poi in Spagna e Portogallo fino ad approdare negli Stati Uniti.
Qui nel 1944 sua moglie Bella muore e dopo anni di grande tristezza conosce e sposa la canadese Virginia Mc Neil con cui però finirà e Chagall si sposa con Valentina Brodskiy, detta Vavà che le ricorda molto la sua prima sposa e musa.
Lavora tantissimo, dipinge l’Operà di Parigi, in Israele dipinge vetrate di importanti sinagoghe, si ritira a Saint Paul de Vence dove si spegnerà.
Una vita quantomeno avventurosa e tutto questo è riportato in questa meravigliosa mostra che lo racconta in una giravolta ordinata di tele e disegni dai colori vivaci, dai temi religiosi, da donne meravigliose, sole o in coppia.
Una incredibile gioia di vivere nonostante i dolori di una vita quasi centenaria che il percorso della mostra ci guida nel comprendere o per lo meno ammirare riguardosamente : fiori e innamorati, temi biblici come il doloroso esodo ma anche trapezisti, il luccicante mondo del circo, l’atmosfera bohémienne.
Non dimentichiamo Chagall scrittore e poeta, le dolci illustrazioni delle favole di La Fontaine, ma anche le icone e i lubki, stampe colorate con semplici didascalie per popolino e analfabeti.
Gli animali … amati dai bambini, vitelli maiali, rane, volpi, galli formiche ed è lo sguardo di un bimbo che li dipinge.
C’è il mistico viaggio in Israele, la Bibbia, le persecuzioni contro gli ebrei ma i disegni sono messaggi di amore e fratellanza.
Nella quarta sezione i ricordi infantili, la sinagoga, il suo sogno di diventare violinista, i villaggi russi, Vitebsk, nel surrealismo di Chagall una slitta trainata da un vitello sorvola le case e il vitello è un fortissimo simbolo nella religione ebraica.
La quinta sezione: l’amore … e chi di noi non ha volato quando si è innamorato , i baci all’ombra di un rigoglioso mazzo di fiori, un asino blu protegge due amanti e anche l’asino è una figura biblica, Maria e Giuseppe fuggono a dorso d’asino, Gesù entrò a Gerusalemme in egual modo, la dolcezza del matrimonio e gli angeli.
Una giornata per sognare, ideale in questi tempi cupi.

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Isabella Rossiello

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