Thursday, April 3, 2025

Elegia siciliana

Articolo di Giovanni Frazzetto

Il mito, il sogno americano è stato sempre al centro dell’immaginario collettivo dei siciliani dai primi anni dell’Ottocento.

Basti pensare l’ondata di migrazione che interessò la Sicilia verso il nuovo continente americano.

Per mia personale esperienza, posso dire che nessuno stato al mondo ha avuto più influenza nella socialità siciliana degli ultimi due secoli e mezzo della nazione a “stelle e strisce”.

Il mio nome è Giovanni Frazzetto, sono un catanese trapiantato dal 1997 a Motta Sant’Anastasia (di cui sono stato consigliere comunale dal 2022 al 2024), un paese di 12 mila e cinquecento anime della provincia di Catania.

Il mio paese d’adozione è famoso per il dongione normanno, gli sbandieratori, le feste medievali, ma soprattutto per la base NATO di Sigonella.

La base “americana”, come si definisce in gergo comune, è sempre stata dominante nello scenario sociale ed economico mottese: la cooperazione nel volontariato, gli affitti immobiliari ai militari e civili statunitensi, i rapporti istituzionali, i siciliani che lavorano nell’indotto e nella base.

Ritornando indietro, alla mia infanzia, posso dire che gli Stati Uniti hanno avuto sempre un ruolo predominante nella mia fantasia fanciullesca.

Mia zia paterna, classe trentasei, Vincenza, originaria di Licodia Eubea, sempre in provincia di Catania, mi raccontava spesso dell’arrivo degli americani nel suo piccolo paese: erano i liberatori, del nazifascismo e, nella pratica, erano giovani catapultati in una realtà nostrana lontana migliaia di chilometri dalla propria terra.

I soldati, con divise alleate ed elmetti, arrivarono affamati e furono accolti dal tripudio della popolazione locale: “Arruanu i mericani, arruanu i mericani!”. Mia zia, nella sua non conoscenza della lingua inglese, diceva: ^Nuatri picciriddi n’avvicinaumu e iddi arrispunneunu “ui, ui, ui” ^.

Sul posto, nacque uno scambio materiale e di culture: gli statunitensi diedero alla popolazione (ai bambini soprattutto) caramelle, gomme da masticare, cioccolato “a carrammatu” ed i siciliani del luogo risposero con cipolle, fave e pane. Da piccolo, rimanevo estasiato da queste storie di fine conflitto ed un giorno, alla tenera età di 4 anni, arrivò un invito di matrimonio dalla figlia della cugina paterna che risiedeva fin da piccola a Long Island, New York.

Ricordo ancora con stupore l’arrivo di questa missiva d’invito: un grande opuscolo cartonato, di color bianco latte, con le iscrizioni di colore dorato.

Purtroppo, per gli impegni lavorativi di mio padre e la salute cagionevole delle mie compiante zie paterne, abbiamo dovuto declinare l’invito.

Da grande, nella mia testa è rimasta sempre l’idea dell’amicizia con la nostra famiglia d’oltreoceano e molto stereotipata come conformazione: una grande famiglia newyorkese italo-americana tradizionale, con una bella azienda avviata (sono proprietari di una agenzia funebre) e delle villette a schiera dove si salutano con il classico slang locale; Il “broccolino”. Un misto dell’italiano, dell’inglese statunitense e del siciliano. Pur non essendo andati al matrimonio, mia zia manteneva sempre i contatti telefonici con la “zia Giovanna”, raccontandosi con minuziosità tutti i vari episodi di vissuto casalingo e quotidiano in generale.

Da grande, non ho perso l’abitudine di contattare telefonicamente la zia d’America. Ormai di salute cagionevole, mi racconta di come il costo della vita sia aumentato esponenzialmente: il latte, il pane e tutti i generi di prima necessità hanno, nella metropoli newyorkese come nel resto dello stato, un costo esorbitante. Colpa dell’inflazione e dell’abbassamento del potere d’acquisto della moneta. “Cà u latti costa assai, gioia” ed ancora “speriamo c’acchiana Trump e abbessa i costi!”. Mi racconta della sua quotidianità, scandita da poco movimento e dall’attesa di un intervento cardiaco, per poi, concludere la conversazione telefonica non dimenticandosi di ricordarmi che la sorella di “latte” di mio padre, la signora “Vicenzina”, è sua vicina di casa.

Un mondo distante dal nostro, ma solo apparentemente, ma in realtà molto vicino per metodologia di approccio alla vita. La nostra Sicilia è forse però lontana anni luce da quella smodata frenesia della grande metropoli a stelle e strisce: tutto lì, dalla metropolitana, ai due lavori in media che contraddistinguono i cittadini newyorkesi, va alla velocità della luce.

All’inizio del 2014 mi sono appassionato particolarmente alla stesura di brevi articoli giornalistici amatoriali. Per ampliare i miei orizzonti, ho contattato tantissime redazioni di periodici, cartacei ed online, di testate giornalistiche di italiani residenti negli States.

Ricevetti risposta dalla più famosa testata giornalistica di Brooklyn: L’Idea Magazine, diretta da Tiziano Thomas Dossena. Un autore, plurilaureato, con origine lombarde, ma emigrato nella “grande mela”.

Da subito abbiamo avuto un rapporto di stima e amicizia a distanza. Pubblicando con la sua testata due articoli, con uno dei quali avevo concorso alla sezione giovanile del Premio “Chiara” di Varese.

La mia esperienza con il mondo USA è stata contraddistinta, nel periodo delle scuole elementari, da varie incursioni di giornate di volontariato nella base di Sigonella: raccoglievamo i rifiuti a bordo strada, nella grande provinciale che da Catania porta alla base NATO, per poi rifocillarci allegramente con Hamburger, patatine, coca cola e donuts.

Esperienze mottesi che fanno capire l’importanza strategica che aveva (e che ha) l’agglomerato militare statunitense di stanza in Sicilia.

Famosi nella zona, anche i Night – Club vicini alla base, quasi del tutto inusuali nel resto dell’isola. Ma anche pub in stile “Irish” (il Days Inn, il Tremors) ed il più famoso Hotel Sigonella Inn.

In passato, ho subito pure il fascino di una soldatessa della Marina Militare statunitense che operava a Sigonella, tale Kristie. La conobbi in pub a Motta, durante una serata di karaoke.

Tra una birra e l’altra i miei amici, notarono che la ragazza mi abbozzò un sorriso, e quindi mi spinsero a fare il primo passo per fare la sua conoscenza. Ci scambiammo i contatti Facebook, ma la vicenda si risolse in un nulla di fatto. Kristie tornò negli States (era originaria della Carolina del Sud) qualche anno dopo. La base di Sigonella, nello scenario collettivo, ha sempre rappresentato un luogo cruciale delle relazioni Italia-Usa. Basti pensare alla “crisi di Sigonella” del 1985, quando si scatenò una crisi diplomatica tra i due stati per un atterraggio sulla base, da parte di un gruppo di terroristi, che gli USA volevano consegnare alla propria giustizia. La quotidianità a Motta, salvo qualche americano che incidentava per il tasso alcolemico alto, volgeva con assoluta tranquillità e condivisione dei momenti ricreativi. La comunità statunitense è davvero ben integrata nel tessuto sociale mottese. Data la mole economica che circola con la loro presenza, anche i mottesi sono sempre stati felici di averli in città.

Molti sfruttano la loro presenza per fare “business”, ma questo, da che mondo e mondo, non è un crimine, ma un semplice adeguamento degli standard di collaborazione reciproca.

Tornando indietro nel tempo, dall’operazione Husky del luglio 1943, che portò in Sicilia l’esercito alleato, crebbe il fermento per una Sicilia indipendente e 49esimo stato americano degli USA, visto il malcontento della popolazione siciliana nei confronti dello stato centrale italiano.

A documentare, questo sentimento popolare, una missiva di Salvatore Giuliano del 1947 rivolta al Presidente degli Stati Uniti d’America: “Caro Presidente Truman, vogliate accettare l’appello di un giovane che è molto lontano dall’America. Per tradurre in realtà il mio ideale mi unii ai membri del Movimento per l’Indipendenza siciliana. Il nostro sogno era di staccare la Sicilia dall’Italia e poi annetterla agli Stati Uniti”. Elegia siciliana appunto; Seguendo il leitmotiv del titolo del controverso bestseller di J.D.Vance.

Giovanni Frazzetto
Giovanni Frazzetto
Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali all'Università "Niccolò Cusano" di Roma, già consigliere comunale di Motta Sant'Anastasia (CT) dal 2022 al 2024. Nel 2015 ha collaborato con Agon Channel e concorso nella sezione giovanile del Premio letterario "Piero Chiara" di Varese. Collabora con il blog "l'Alba periodico" di Motta Sant'Anastasia (CT).

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