Negli anni trascorsi nella sua casa, al Viale Elena 30, oggi Viale Gramsci, ebbi la fortuna di conoscere artisti e autori e di ascoltare, dalla sua viva voce, tante storie della canzone napoletana. Un patrimonio di ricordi che custodisco ancora oggi con profonda gratitudine.

Ora che ti appresti a condurre il prossimo Festival di Sanremo, conoscendo la tua bravura e la straordinaria empatia che sai trasmettere, mi permetto di esternarti un desiderio. Essendo tu un artista che onora Napoli, perché non cogliere l’occasione per rendere omaggio alla nostra città e ai grandi autori che hanno dato alla canzone italiana un contributo conosciuto e amato in tutto il mondo? Tra questi vorrei ricordare ErnestoMurolo, poeta, drammaturgo e giornalista, che nel 1932 organizzò proprio a Sanremo il “Primo Festival di canti, tradizioni e costumi”, un grande spettacolo di melodie napoletane e italiane interpretate dai più celebri cantanti dell’epoca. Sarebbe bello ricordare Murolo insieme a Di Giacomo, Bovio, Capurro, E.A. Mario e agli altri grandi autori che hanno reso immortale la nostra canzone.

E, soprattutto, Giovanni Capurro, autore di “’O sole mio”, una delle melodie più conosciute al mondo, morto in assoluta povertà nonostante abbia lasciato all’umanità un capolavoro immortale. Caro Stefano, un simile omaggio sarebbe un gesto di grande sensibilità verso Napoli e verso quella straordinaria tradizione musicale che appartiene ormai al patrimonio culturale del mondo.
Raffaele Pisani






