Tuesday, Jul. 16, 2019

Turandot all’Arena di Verona: brillanti scenografie ma voci inadeguate

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4 August 2016

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Turandot all’Arena di Verona: brillanti scenografie ma voci inadeguate

Di Federico Scatamburlo e Salvatore Margarone

Gremito, come ci aspettavamo, l’anfiteatro lirico più famoso al mondo per la prima recita della Turandot di G. Puccini, all’Arena di Verona, lo scorso 23 luglio.

Una scenografia  grandiosa e particolarmente dettagliata, arricchita anche dai bellissimi costumi di Emi Wada, tanto da far addirittura scaturire uno spontaneo e ben meritato applauso nel momento in cui il palazzo reale si è rivelato all’uditorio, in un magnificente fulgore dorato che ha riempito di colpo tutto l’enorme palco del teatro.turanot1

Come sappiamo la storia si svolge in Cina, in un mitico “tempo delle favole“, dove lo spirito di un’antenata violentata e uccisa alberga nell’animo della bellissima e solitaria quanto spietata principessa Turandot. Questo il motivo dell’orrore di Turandot per gli uomini, tuttavia il popolo di Pechino e l’Imperatore suo padre (Altoum) fanno pressione affinché ella si sposi. L’algida erede al trono suo malgrado accetta di sposare un giovane nobile, ma solamente colui che sarà in grado di sciogliere tre enigmi da lei proposti: se fallirà morirà.

Carlo Ventre (Calaf)

Carlo Ventre (Calaf)

L’opera si apre pertanto con l’ennesima testa che cade, quella del giovane Principe di Persia, al cui crudele destino assiste, mescolato tra la folla anche Calaf, principe tartaro spodestato. In mezzo alla gente ritrova anche il vecchio padre (Timur), ormai cieco, e la fedele schiava Liù (da tempo segretamente innamorata di Calaf). Entrambi tenteranno inutilmente di fargli cambiare idea quando si innamorerà pazzamente della crudele principessa.arena-schede-spettacolo-turandot-2016-Turandot_230716_Lidea3

Calaf pertanto si ritrova volutamente faccia a faccia con la “bella principessa di ghiaccio” e riesce a risolvere tutti e tre gli enigmi. Turandot è ovviamente disperata ma Calaf le propone a sua volta un enigma: se prima dell’alba la Principessa riuscirà a scoprire il suo vero nome, egli morirà, al contrario  diventerà suo sposo. Quella notte tutti dovranno rimanere svegli in attesa dell’evento (Nessun Dorma).

Turandot tenta di estorcere la soluzione a Timur e Liù, ma entrambi taceranno, e Liù, sentendo di non poter resistere alle torture a cui la stanno sottoponendo, si ucciderà. La sua morte lascerà tutti sconvolti e per questo sarà lo stesso Calaf che porterà la Principessa a intuire la soluzione dell’enigma, ma solo dopo essere riuscito a darle un bacio appassionato.

Elena Rossi e Carlo Cigni

Elena Rossi e Carlo Cigni

Questo sconvolgerà nell’intimo Turandot, la quale andrà con Calaf davanti all’imperatore suo padre ed al popolo, annunciando trionfante di aver finalmente risolto l’enigma: il nome dello straniero è “Amor”.

La musica particolare della Turandot affascina sempre con le sue sonorità orientaleggianti mescolate dalla sapiente mano pucciniana, e L’Orchestra dell’Arena di Verona, diretta da Andrea Battistoni, ha sostenuto bene l’intera opera, regalando più di qualche momento musicale di eccelsa fattura tanto da meritarsi più di un’ovazione da parte del pubblico. Un’esecuzione tuttavia evidentemente “frenata” e volutamente contenutissima nei volumi, perché purtroppo tutte le voci scelte per questo cast sono risultate piccolissime rispetto alla grandiosità dell’opera e del teatro.

Unico interprete veramente degno di nota in questa serata è stato Federico Longhi, nei panni di Ping, il quale, con la sua profonda voce baritonale, rotonda e puntata, (unica veramente udibile in tutto il teatro) ed insieme ad una perfetta e divertentissima interpretazione del ruolo, ha affascinato la platea che lo ha omaggiato di applausi scroscianti.

Federico Longhi (Ping)

Federico Longhi (Ping)

Un plauso lo dobbiamo comunque anche a Turandot, interpretata dal soprano Oksana Dyka, che ha dato tutta se stessa nella parte più complessa e difficile di quest’opera, e che ha saputo rendere in maniera egregia il personaggio.

Carlo Ventre ha indossato i panni di Calaf, in una interpretazione senza lode e senza infamia. Dobbiamo sottolineare come la voce di Ventre non è più quella di una volta: manca di squillo e con evidente sforzo nell’emissione, tanto che nell’aria “Nessun Dorma” ha mancato di quel fascino fantastico e sognatore per cui l’aria stessa è famosa.

Oksana Dyka (Turandot)

Oksana Dyka (Turandot)

Ottima come sempre invece la regia di Zeffirelli: concertazione molto precisa ed avvincente per le numerose comparse, i ballerini e per il bravissimo coro diretto dal M° Vito Lombardi.

Una Turandot dunque piuttosto deludente dal punto di vista vocale, ma che nell’insieme ci  ha fatto sognare comunque.

Ultimo titolo in cartellone è “Il Trovatore” di G. Verdi: in verità non ci aspettiamo grandi meraviglie perchè la parte di Leonora sarà affidata in primo cast al soprano cinese Hui He, che abbiamo avuto modo di sentire a Parigi nello stesso ruolo e nel quale era stata decisamente poco convincente, ma confidiamo nel fatto che sia stato un episodio isolato. Ci auguriamo invece caldamente che sarà il riscatto per una stagione un po’ in sordina che sta soffrendo delle problematiche che da un po’ di tempo affliggono la Fondazione Arena di Verona. Ai posteri l’ardua sentenza.

foto © Ennevi

Dal 23 luglio, per cinque rappresentazioni.arena-schede-spettacolo-turandot-2016-Turandot_230716_Lidea2

 

TURANDOT

Dramma lirico

Giacomo Puccini

in 3 atti e 5 quadri, su libretto di

Giuseppe Adami e Renato Simoni 

Direttore Andrea Battistoni

Regia e scene Franco Zeffirelli

Costumi Emi Wada

Movimenti coreografici Maria Grazia Garofoli

Lighting designer Paolo Mazzon

Coro di Voci bianche A. d’A.MUS. diretto da Marco Tonini

Maestro del Coro Vito Lombardi

Coordinatore del Corpo di ballo Gaetano Petrosino

Direttore allestimenti scenici Giuseppe De Filippi Venezia

Orchestra, Coro, Corpo di Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona

Cast

Turandot Oksana Dyka (23, 27/7 – 19, 25/8) Tiziana Caruso (12/8)

Imperatore Altoum Cristiano Olivieri

Timur Carlo Cigni

Calaf Carlo Ventre (23, 27/07 – 19, 25/8) Dario Di Vietri (12/8)

Liù Elena Rossi (23, 27/7 – 12/8) Donata D’Annunzio Lombardi (19, 25/8)

Ping Federico Longhi (23, 27/7 – 12/8) Marcello Rosiello (19, 25/8)

Pong Francesco Pittari

Pang Giorgio Trucco

Mandarino Paolo Battaglia

Il Principe di Persia Michele Salaorniarena-schede-spettacolo-turandot-2016-Turandot_230716_FotoEnnevi_lidea1

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Salvatore Margarone

Nasce a Catania nel 1972, si diploma in pianoforte al Conservatorio Statale di Musica Tito Schipa di Lecce sotto la guida del Maestro Dario Nicoletti. Agli studi pianistici affianca quelli di Organo e Composizione Organistica con il Maestro Gianluca Libertucci (Organista Ufficiale del Vaticano) e Composizione con Letizia Spampinato. Si perfeziona in esecuzione pianistica con Fabrizio Migliorino, Paul Badura Skoda. Alla carriera solistica affianca quella Vocale da Camera in duo con il soprano Stefania Pistone, con la quale segue i corsi specialistici sul Lied Tedesco di Elio Battaglia ad Acquasparta e a Salisburgo presso il Mozarteum. Da questo incontro inizia una lunga collaborazione con il maestro Battaglia accompagnando i corsi di canto lirico tenuti negli anni a seguire a Napoli e Catania, incidendo dal vivo, nel 2001, un CD delle Arie da Camera di V. Bellini per il bicentenario della nascita del compositore catanese. Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza. Con la stessa casa editrice prosegue una fruttuosa collaborazione che lo porta a pubblicare revisioni pianistiche di raccolte di lieder tra cui: Zelter, Mozart, Schubert, Schumann, Liszt, Brahms, Wagner, Wolf, ecc… in più due Antologie di Lieder per i Conservatori e Raccolte di Arie D’Opera. Si è esibito per enti lirici, tra i quali Teatro Bellini di Catania, Teatro Paisiello di Lecce, Teatro Comunale di Merano, varie associazioni ed enti pugliesi, ecc… all’estero Wiener Saal di Salisburgo, Gabinete Letteral di Las Palmas di Gran Canaria ecc…; stagioni concertistiche a livello internazionale tra cui : Settembre Musica 2001, per una “Maratona Beethoven”, dove nella stessa giornata si esibiva anche il Maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Regio di Torino. Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica. Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo” edito dalla Casa Musicale Eco di Monza, riscuotendo notevoli consensi di critica sulle maggiori testate giornalistiche specializzate (GB OPERA MAGAZINE, OPERACLICK, BELLININEWS, SUONARE NEWS, ecc…) Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo volume “Il Melodramma”, dalle origini ai giorni nostri, ed una Biografia su Sergej Rachmaninoff e la scuola russa. Si dedica con passione alla didattica del pianoforte e del canto, ed è docente presso l’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Curbastro” di Padova.

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