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Toni Servillo protagonista del Premio Faraglioni Capri International 2026

Articolo e foto di Diletta Maria Cecilia Loragno

‘Il teatro è forse l’unica forma di comunicazione dove chi si propone e chi ascolta sono messi nella condizione di condividere lo stesso tempo’

Nel suggestivo Chiostro Grande della Certosa di San Giacomo, a Capri, domenica 30 agosto si è tenuta la trentunesima edizione del Premio Faraglioni Capri International.  

L’evento, ideato, prodotto e organizzato da Capri Arte dei fratelli Aldo e Bruno Damino – con il Patrocinio morale e la collaborazione istituzionale della Città di Capri e i Partner ufficiali Grand Hotel Quisisana, Polis Consulting e Kimboda sempre promuove il dialogo tra arte, spettacolo e territorio, contribuendo alla valorizzazione dell’identità culturale di Capri nel mondo.

Protagonista assoluto della serata, presentata dalla giornalista RAI Eleonora Daniele, è stato Toni Servillo, uno dei più autorevoli interpreti del panorama artistico internazionale, capace di rappresentare l’eccellenza del teatro e del cinema italiano nel mondo. L’omaggio del Premio Faraglioni arriva in una stagione particolarmente significativa per l’artista: per la sua interpretazione ne La grazia di Paolo Sorrentino Toni Servillo ha infatti conquistato la Coppa Volpi alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, oltre al suo quinto Nastro d’Argento e al Globo d’Oro.

Ad aprire la serata è stato, come di consueto, il ricordo di Mario Morgano, scomparso nel 2012, celebre albergatore caprese e patron del Grand Hotel Quisisana, tra i partner ufficiali della manifestazione e sede storica del Premio. Un tributo è stato dedicato anche a Peppino di Capri, figura profondamente legata alla storia artistica dell’isola.

La serata caprese ha visto alternarsi vari momenti di grande suggestione, tra cinema, teatro e omaggi musicali.

Un intenso video ha ripercorso alcune delle tappe più significative della ricca carriera del Maestro Servillo, che ha proposto al pubblico caprese una coinvolgente performance costruita attorno a tre grandi autori napoletani, Salvatore Di Giacomo, Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani, e ha affrontato, dialogando con la giornalista Eleonora Daniele, temi diversi, spaziando dal teatro al cinema, dal lavoro dell’attore al rapporto con i registi, sino alla costruzione dei personaggi.

Il teatro è forse l’unica forma di comunicazione dove chi si propone e chi ascolta sono messe nella condizione di condividere lo stesso tempo’, dichiara Servillo e ricorda: ‘Dario Fo diceva sempre, dovesse accadere un terremoto durante un film muoiono solo gli spettatori, se cade il teatro muoiono gli attori e gli spettatori’.

L’attore, ricorda il Maestro, ha la responsabilità di scavare nel proprio tempo e nel tempo degli spettatori per rendere quei momenti ‘unici’, nel senso che non torneranno più, ed è proprio questo che egli continua ad amare di questo mestiere. ‘Il cinema è molto diverso, è una faccenda, come diceva molto efficacemente Marlon Brando, dei registi, il teatro è degli attori, la televisione è dei residui. Oggi non è più completamente così, ma c’è un fondo di verità ,nel senso che a teatro chi tenta di portare un’opera nel cuore dello spettatore è l’attore’.

Nella conversazione a cuore aperto con Eleonora Daniele, il Maestro Servillo ricorda di aver avuto la fortuna di lavorare con giovani registi, oggi affermati sul piano internazionale, che hanno apportato un contributo significativo al cinema italiano. ‘Ci scegliamo perché sentiamo di poter condividere un orizzonte intellettuale, un profilo umano molto vicino. In queste collaborazioni c’è sempre un’affinità emotiva e intellettuale’.

Dinanzi a una folta platea, Toni Servillo invita i giovani a coltivare questo sogno con lo studio e con coetanei, ricordando che è un lavoro che non si fa da soli. ‘All’inizio non pensi che sia un lavoro ma poi lo diventa, nel tempo, lentamente. Questo mestiere va fatto con onestà e non come fosse un mercimonio’ – dichiara Servillo, concludendo, tra gli applausi dei presenti, con una frase molto significativa di Louis Jouvet uno dei più grandi attori francesi di teatro e cinema -ed anche insegnante -, rivolta a un giovane ragazzo che doveva entrare in scena a esibirsi per il saggio di fine anno: ‘Jouvet gli chiese: hai paura? No, rispose il giovane, e Jouvet replicò: «Arriverà, con il talento».   

La serata ha visto anche gli interventi di Simona Molinari, tra le interpreti più eleganti della scena musicale italiana contemporanea, vincitrice della Targa Tenco e artista capace di fondere, con raffinata personalità, jazz, canzone d’autore e sonorità moderne, e del duo Ebbanesis, formato da Viviana Cangiano e Serena Pisa, protagoniste di un originale percorso artistico dedicato alla tradizione musicale napoletana.

La serata caprese si è conclusa con la consegna del Premio Faraglioni Capri International da parte del Sindaco di Capri, Dr. Paolo Falco.  Anche quest’anno, come nella prima edizione, il premio è stato realizzato dai Maestri Argentieri di Pierino Gioielli di Anacapri.

‘A Toni Servillo per dare voce e anima al teatro e al cinema con un’arte di rara profondità, trasformando ogni interpretazione in un’esperienza universale. Con il rigore del grande attore e la sensibilità del maestro, ha raccontato l’identità, le contraddizioni e la bellezza del nostro Paese, elevando il prestigio della cultura italiana nel mondo e affermandosi quale suo autorevole ambasciatore’.

Con queste parole il Premio Faraglioni Capri International 2026 ha celebrato il modo in cui Servillo ha saputo fare del teatro e del cinema strumenti per raccontare l’essere umano e, attraverso di esso, il nostro Paese, portando la cultura italiana oltre i suoi confini.

 

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