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La grande bellezza ecologica del nostro Paese

di Patrizio Mignano

L’Italia non è solo riconosciuta come il Paese con il più grande patrimonio artistico e culturale del mondo, ma anche come uno dei Paesi più ricchi di biodiversità del Mediterraneo, un capitale naturale unico in Europa. Un vero e proprio mosaico di esseri viventi ed ecosistemi in cui viviamo e da cui dipende, direttamente o indirettamente, il benessere della nostra specie. A raccontarcelo è Marco Faimali, direttore dell’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino del Cnr

Oggi si parla molto di biodiversità, ma non tutti conoscono il significato del termine. Biodiversità deriva dalla fusione di un termine greco e uno latino: greco “bios”, che significa vita, e latino “diversitas” che significa differenza o diversità. È un neologismo introdotto alla fine degli anni ‘80 dall’entomologo americano Edward O. Wilson, padre della moderna biologia conservazionistica, che indica la varietà delle specie viventi, animali e vegetali, che si trovano sul nostro Pianeta, come spiega con chiarezza Marco Faimali, direttore dell’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (Ias) del Cnr: “La biodiversità non va considerata solo a livello delle specie, ma anche del loro patrimonio genetico e delle complesse relazioni che si sviluppano all’interno degli ecosistemi. Possiamo dire quindi che la biodiversità è la diversità della vita a tutti i livelli, dai geni agli ecosistemi”.

Si tratta di un termometro planetario che misura lo stato di salute della vita sulla Terra. Un ambiente più ricco di specie e diversificato è infatti anche più sostenibile, garantisce vita e prosperità a chi lo abita, sia che si tratti di esseri umani, animali o vegetali. Ogni forma di vita infatti ha un ruolo unico e contribuisce alla stabilità e alla resilienza degli ecosistemi nei quali, di fatto, anche noi abitiamo. “L’Italia può a buon diritto essere considerata un hotspot di biodiversità nel continente europeo. È il Paese con la maggior abbondanza di specie, di habitat e con il maggior tasso di specie endemiche. Ben oltre il 50% delle specie vegetali e il 30% di quelle animali di interesse conservazionistico comunitario sono endemismi italiani, ovvero si trovano solo all’interno dei nostri confini”, precisa il ricercatore.

Tutto questo è un grande valore ecologico ma anche economico: il nostro prezioso capitale naturale. È facile dimenticarlo, ma dipendiamo dalla natura, che ci offre gli elementi fondanti della nostra società: il suolo da cui ricaviamo il cibo, le materie prime che ci servono per costruire le nostre abitazioni e realizzare gli abiti che indossiamo, l’acqua potabile che beviamo e l’aria pulita che respiriamo. Sono i beni e i servizi gratuiti che ci consentono di vivere e sono la base della nostra economia. “Attualmente, il livello di biodiversità sulla Terra è fortemente in declino, con un tasso di estinzione di specie molto elevato a causa di molteplici fattori causati principalmente dagli impatti antropici. Circa 1 milione di specie (sugli 8,7 milioni di specie conosciute) sono minacciate di estinzione. Questo a causa di diversi fattori, tra cui il cambiamento climatico, l’inquinamento delle principali matrici ambientali (aria, acqua, suolo), il consumo eccessivo delle risorse naturali, la frammentazione degli habitat e le invasioni di specie aliene”, aggiunge Faimali. “Se questo andamento non verrà invertito, nel giro di poche decine di anni il livello di biodiversità si ridurrà a valori critici, generando problematiche significative per la sopravvivenza dell’uomo e degli altri esseri viventi”.

Bioparco

Per tutelarlo e preservarlo serve un approccio integrato e multidisciplinare, che metta in relazione, con una consapevolezza ecologica, gli ecosistemi, le piante, gli animali e le persone, attraverso il coinvolgimento di diversi settori, discipline e attori: dalle istituzioni ai singoli cittadini. Un segnale positivo è arrivato nel 2022: la biodiversità è entrata tra i principi fondamentali della Costituzione, grazie alla modifica apportata all’articolo 9. E la consapevolezza cresce, anche grazie alla ricerca. Il Cnr, con i suoi Istituti e il Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente (Dsstta), lavora per conoscere, tutelare e valorizzare il nostro capitale naturale.

L’esempio più concreto è la realizzazione, nel 2023, del National Biodiversity Future Center (Nbfc), il primo centro nazionale di ricerca dedicato alla biodiversità del Mediterraneo. Promosso dal Cnr insieme a 49 partner – università, centri di ricerca, fondazioni e imprese – e finanziato dal Pnrr, è infatti uno dei cinque centri dedicati alla ricerca di frontiera nel nostro Paese e l’unico, anche a livello Europeo, ad affrontare il tema cruciale della salvaguardia della biodiversità. Una comunità che coinvolge 2.500 ricercatori e istituzioni già impegnate sul territorio al fine di lasciare in eredità, nel 2026, progetti che possano proseguire autonomamente.

Oltre alle attività di ricerca di eccellenza, è stata dedicata molta energia alla comunicazione scientifica grazie a una campagna di sensibilizzazione promossa dalla Rai, che ha creato un “ecosistema editoriale” per diffondere il sistema valoriale della biodiversità, con servizi e rubriche inseriti in format televisivi (Geo, Linea Verde, Uno Mattina) e produzioni Nbfc (Le sentinelle della biodiversitàLa scuola della biodiversità). Tra dicembre e gennaio, su Rai 3 è andato in onda “Il Paese della biodiversità”, viaggio itinerante in sei puntate che racconta la bellezza ecologica italiana attraverso i ricercatori Nbfc, riscuotendo notevole interesse e share significativo. Il programma, frutto della collaborazione Nbfc-Rai Cultura, anticipa due nuove produzioni originali – A scuola di biodiversità e Biodiversiché – dedicate alle scuole secondarie, in arrivo su Rai a gennaio.

“Conoscere e far conoscere la biodiversità è il primo passo per conservarla: una volta scoperta non la si perde più. La biodiversità non è un costo, ma un investimento sul capitale naturale, fondamentale per la qualità della vita e per l’economia. Per il nostro Paese, la sua tutela e valorizzazione devono essere considerate una priorità con la consapevolezza che “la biodiversità è la soluzione e può essere la vera risposta alle crisi ambientali e socioculturali che stiamo affrontando”, conclude il direttore del Cnr-Ias.

[Almanacco della Scienza N.1, gennaio 2026]

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