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Inaugurata a Capri la mostra ‘Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826-2026)’

Articolo di Diletta Maria Cecilia Loragno

Giovedì 2 luglio presso la Certosa di San Giacomo a Capri si è svolta, alla presenza del Sindaco di Capri, Paolo Falco, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Anacapri, Manuela Schiano, del Console Onorario della Repubblica Federale di Germania, Stefano Ducceschi e di Elena Cera, RUP e coordinamento scientifico, la conferenza stampa dedicata alla mostra ‘Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826-2026), allestita negli spazi del bellissimo complesso monumentale caprese.

Il progetto espositivo, a cura di Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del Ministero della Cultura, e Luca Di Franco, direttore dei Musei e Parchi Archeologici di Capri, racconta, attraverso opere d’arte, documenti, fonti letterarie e reperti archeologici, provenienti da collezioni private e prestiti internazionali, la trasformazione di Capri tra ‘700 e ‘800 da luogo difficilmente accessibile del Golfo di Napoli in un luogo simbolo del Mediterraneo e in una delle mete più ricercate da parte di intellettuali, artisti, scrittori, sino a divenire punto di riferimento del jet set internazionale.

Il momento di svolta fu la riscoperta della Grotta Azzurra, già nota come Grotta Gradola, avvenuta il 17 agosto 1826, quando il pittore tedesco August Kopish con l’amico Ernst Fries entrò nella grotta guidato dal barcaiolo Angelo Ferraro, detto Riccio, e Giuseppe Pagano, proprietario dell’omonima locanda.

Una data che ha segnato l’inizio del mito di Capri e di uno dei suoi simboli più rappresentativi.

La mostra caprese, visitabile sino al 18 ottobre, si articola in cinque sale in cui, dopo essere stati rapiti da una coinvolgente videoproiezione narrativa e visiva, è possibile ammirare opere originali e materiali documentari sino a compiere un viaggio immersivo all’interno della grotta, grazie all’uso di particolari visori.

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