di Rita Bugliosi
Questi alimenti, il cui consumo è sempre più diffuso nel nostro Paese, presentano caratteristiche utili a tutelare la nostra salute, contrastando ad esempio disturbi quali l’ipertensione, il diabete di tipo 2 e l’obesità, oltre a ridurre il rischio di andare incontro a patologie cardiovascolari, tumori e malattie neurodegenerative. È importante però affiancare alla loro assunzione anche una dieta varia ed equilibrata, come spiega Concetta Montagnese dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Cnr
Nel nostro Paese è molto diffuso il consumo di alimenti biologici, quei prodotti realizzati cioè senza l’utilizzo di organismi geneticamente modificati (Ogm), con un uso limitato di sostanze chimiche di sintesi (pesticidi ed erbicidi, per i vegetali e di antibiotici e ormoni per gli animali) e di additivi, e in cui gli animali sono alimentati con mangimi biologici ed è loro concesso il pascolo mentre è vietato l’uso di gabbie.
La diffusione di questi cibi è inoltre in progressiva crescita come dimostrano i dati forniti dall’Osservatorio Sana relativi al 2024, secondo cui i prodotti bio italiani rappresentano un mercato in continua espansione, sia per l’aumentato consumo interno che per le vendite del Made in Italy sui mercati esteri. Certamente dietro questo incremento dell’assunzione di alimenti bio c’è la convinzione che apportino benefici alla salute, oltre a consentire un maggiore rispetto dell’ambiente. È importante dunque capire se e quali sono davvero i benefici legati alla loro assunzione.
“Per quanto riguarda la salute dell’uomo, in genere gli studi che dimostrano gli effetti benefici del consumo di alimenti, sia vegetali che animali, non distinguono tra quelli bio e quelli convenzionali.
Inoltre, i dati disponibili nella letteratura scientifica che mettono a confronto il contenuto di nutrienti di alimenti bio e convenzionali e gli effetti del loro consumo sulla salute dell’uomo sono pochi ed eterogenei”, commenta Concetta Montagnese dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa) del Cnr. “Una revisione recente di studi disponibili in letteratura sugli effetti sulla salute dell’uomo del consumo di alimenti bio rispetto a quelli convenzionali ha dimostrato una minore esposizione a pesticidi in coloro che consumavano alimenti bio, suggerendo possibili effetti benefici. Inoltre, il consumo di questi cibi è risultato associato a un minore rischio di ipertensione, dislipidemia, diabete di tipo 2 e obesità; mentre la relazione con il rischio di tumori non è risultata significativa”.
In genere, poi, chi consuma prodotti biologici segue uno stile di vita sano che si somma quindi agli effetti delle scelte alimentari. “Da quanto emerge dalle ricerche condotte, gli individui che assumono questi prodotti sono fisicamente attivi, non fumatori e fanno largo consumo di prodotti di origine vegetale e moderato di quelli di origine animale. Questo si traduce in un minore rischio cardiovascolare e, dunque, di insorgenza di malattie croniche”, evidenzia la ricercatrice, che aggiunge però: “Va precisato che a oggi i risultati degli studi osservazionali e sperimentali svolti non sono sufficienti per trarre conclusioni definitive sulla superiorità degli alimenti bio rispetto a quelli convenzionali in termini di benefici sulla salute”.
Esistono comunque informazioni, convalidate scientificamente, di un rapporto positivo tra alimenti biologi e benessere dell’organismo. “I dati disponibili indicano che gli alimenti biologici vegetali, quali frutta e verdura, hanno un più elevato contenuto di polifenoli rispetto a quelli convenzionali, probabilmente perché svolgono il ruolo di difesa endogena per le piante, con la funzione di pesticidi naturali. Studi epidemiologici hanno dimostrato che il consumo di questi composti biologici riduce il rischio di malattie croniche, quali patologie cardiovascolari, tumori e malattie neurodegenerative. Non solo, ricerche hanno evidenziato il ruolo fondamentale di tali composti sull’infiammazione cronica sistemica e sulla modulazione della composizione del microbiota intestinale”, precisa Montagnese. “Per quanto riguarda gli alimenti di origine animale, la carne da allevamenti bio (bovina, ovina, pollame e suina) presenta differenze trascurabili, anche per il contenuto di grassi saturi, rispetto agli allevamenti convenzionali. Nella produzione di uova, alcuni studi indicano che il tipo di mangime è determinante per il contenuto di nutrienti, mentre per i prodotti lattiero-caseari è emerso che il latte da allevamenti bio ha un maggiore contenuto di grassi polinsaturi Omega 3, ferro e vitamina E”.
Effetti positivi sull’organismo di questo tipo di alimenti sono anche altri e non di poco conto. “Di recente, uno studio pilota ha messo in evidenza i benefici del consumo di cibi bio sulla composizione della popolazione di batteri dell’intestino. Quanti seguivano una dieta mediterranea, che includeva prodotti bio presentavano una maggiore presenza di batteri buoni nell’intestino rispetto a coloro che seguivano una dieta mediterranea con alimenti convenzionali. Ricordiamo che i batteri buoni – tra i quali Faecalibacterium prausnitzii e Anaerostipes hadrus – sono capaci di produrre acidi grassi a catena corta, preziosi per il benessere e con effetti importanti sulla barriera intestinale e sull’immunità”, sottolinea l’esperta.
Non basta comunque il solo consumo di alimenti biologici a garantire la nostra salute, è importante considerare sempre anche altri elementi. “Per stare bene è fondamentale limitare il consumo di zuccheri e grassi saturi, seguire una dieta varia ed equilibrata, mangiare cibi di origine vegetale a ogni pasto, come cereali integrali, verdura, frutta fresca e secca, e legumi. Occorre, inoltre, moderare il consumo di alimenti di origine animale”, conclude la ricercatrice.
[Almanacco della Scienza N.1, gennaio 2026]

