Sunday, May. 20, 2018

Traviata “… questa donna pagata io l’ho”

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11 December 2017

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Traviata  “…  questa donna pagata io l’ho”

Recensione e foto di Isabella Rossiello

La frase clou della celeberrima opera verdiana, su libretto di Francesco Maria Piave, tratto da l’opera teatrale La Signora delle Camelie, scritta da Alexandre Dumas (figlio) è una delle chiavi di lettura, l’altra è “… il vostro sacrificio, io stesso gli ho svelato”.

Per chi non conosce La Traviata il plot è “semplice” siamo a Parigi, una “escort” dell’epoca, si innamora ricambiata del giovane e aitante Alfredo Germont, di buona famiglia ma non ricchissimo,Violetta Valery (la Traviata) invece è l’amante di un ricco barone.

Per amore lei rinuncia alle “ pompose feste” vendendo i suoi beni, vive in campagna con il suo amore sino a che un giorno Giorgio Germont, padre di Alfredo la prega di lasciare suo figlio, lei, essendo una donna chiacchierata impedisce il matrimonio di sua figlia “… pura si come un angelo …”.

Violetta straziata e generosa, rinuncia al suo amore e torna con il Barone, Alfredo credendola una traditrice la maledice e la segue a Parigi.

Durante una festa Alfredo chiede all’amata se è innamorata davvero del Barone, lei pur di non tradire la promessa fatta al padre Germont mente e  afferma il falso.

In un impeto d’ira lui, davanti a tutti, le getta del denaro in faccia mostrando il suo feroce  disprezzo per una “prostituta”.

Il gesto è sconvolgente e anche suo padre presente lo rimprovera aspramente, il barone lo sfida a duello.

Il terzo e ultimo atto vede Violetta, in una misera stanza, ha perso amici e averi e soprattutto è malata di tisi, il medico non le “ … accorda che poche ore” sta morendo mentre fuori a Parigi, impazza il carnevale.

Arriva Giorgio Germont per chiedere il di lei perdono e arriva anche  Alfredo che ha saputo tutto da suo padre , Violetta e Alfredo sognano insieme il grande amore e un meraviglioso, sereno futuro  ma “ …  E’ tardi … “  E’  lo straziante grido di lei che poco dopo muore.

Le lacrime per la Traviata sono sempre impossibili da trattenere, è forse il melodramma ottocentesco perfetto e non ha fatto eccezione il pubblico entusiasta del Teatro Bonci dove il Soprano Raffaella Battistini è stata una commovente Violetta, credibile, brava, appassionata e fragile eroina.

Il Tenore  Roberto Iuliano è stato un  Alfredo Germont passionale e dalla voce limpida e potente, Giulio Boschetti, Baritono dalla voce calda e possente è stato uno straordinario Giorgio Germont.

Altri interpreti : Flora Bervoix amica di Violetta, alias Sara Piola, Annina, cameriera personale di Violetta, interpretata da Chiara Mazzei, bravissimi Paolo Gabellini,alias Gastone, Lorenzo Barbieri Barone Douphol,Luca Gallo Marchese D’Obliguy, Daniele Biccirè il Medico.

Un grande,immenso plauso va al coro A. Galli di Rimini diretto dal Maestro Matteo Salvemini e il coro Maria Callas di Cesena diretto dal Maestro Lorenzo Lucchi, se soprano, tenore, baritono sono l’ossatura dell’opera,  il coro è la sua magnifica pelle che avvolge e coinvolge il pubblico rendendo le opere più maestose di quanto già non siano, ai tanti volti e soprattutto voci sconosciute, un grazie di cuore.

I ringraziamenti e gli applausi si estendono anche all’Orchestra Città di Ferrara diretta dal Maestro Maurizio Colasanti e al pianista collaboratore Pia Zanca, ai ragazzi delle scuole A.Frank , S.Giorgio, Plauto  di Cesena ai ragazzi del Teatro Auser di Cesena, al Corpo di Ballo Tersicore Arte Scenica di Ravenna.

Le coreografie eccellenti sono di Paola Saggin come le scene di DLS Service di Reggio Emilia, le luci curate da Giorgio Lorenzetto i costumi di Maria Teresa Nanni, l’aiuto regia Luciana Berretti.

A coordinare il tutto e immagino il lavoro massacrante , o forse anche no, perché chi ama il proprio impegno, anche se non è una passeggiata è comunque affascinante e stimolante e un grazie lo si deve al regista Alberto Umbrella.

Una serata eccellente e non mi stancherò mai di scrivere che la Cultura apre i cuori e le menti e ce n’è, di questi oscuri tempi, sempre troppo poca, le tv hanno abbassato e di molto il livello culturale, i giornali chiudono e internet si riempie di frustrati haters … alle Istituzioni il dovere civile e morale di una più adeguata risposta a questo sfacelo ma non c’è più sordo di chi non vuol sentire.

Amen

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Isabella Rossiello

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