Thursday, September 29, 2022

“Questo è stato il segreto del mio successo, il divertirmi dando però sempre il massimo”. Intervista esclusiva con Lorenzo Porzio

Intervista di Tiziano Thomas Dossena

Direttore stabile dell’Orchestra Filarmonica Città di Roma, il Maestro Lorenzo Porzio dal 2014 ricopre la carica di direttore musicale del Narnia Festival, grande kermesse artistica premiata per le ultime sette edizioni dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la “Medaglia del Presidente” per alti meriti artistici e culturali, dal 2020 è inoltre direttore musicale della rassegna “Musica su Roma”, stagione concertistica e teatrale con sede nella capitale al Teatro dei Ginnasi.
Vincitore di innumerevoli premi: Leone d’Argento alla carriera, Premio Simpatia del Comune di Roma, Medaglia d’Argento e di Bronzo al valore atletico, diploma d’onore del CONI, Premio Enrico Toti, Premio USSI, Premio Convictus, Ulivo d’Oro alla carriera, Premio Agensport, Premio all’Eccellenza del Rotaract, GEF Award della città di Sanremo ed altri; dal novembre 2014, il M°Lorenzo Porzio è testimonial dell’UNICEF. Per i suoi meriti il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito l’onorificenza di “Cavaliere della Repubblica”. 
Riguardo la sua attività di atleta, dal 1997 al 2012 ha partecipato a undici campionati del mondo (5 assoluti, 3 under 23 e 3 juniores), oltre ad aver conquistato molteplici medaglie nelle gare internazionali e di coppa del mondo.
Nel 2002, Porzio ha vinto il titolo di campione del mondo under 23 nel quattro con, nell’anno successivo sfiora il bis conquistando l’argento sempre nello stesso armo ai mondiali under 23.
Come componente dell’equipaggio del quattro senza, ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004. Ha vinto diciotto volte il titolo di campione d’Italia Assoluto, e nel 2009 ha vinto a Lucerna la regata di coppa del mondo nella specialità del due con. È stato tedoforo olimpico alle Olimpiadi di Torino 2006.

L’Idea Magazine: Ciao Lorenzo. È un grande onore intervistarti sia per le tue qualità di direttore d’orchestra sia per il tuo passato, o forse ancora presente, di atleta. Vorrei proprio incominciare con questo aspetto della tua vita: l’atletica. Come iniziasti ad interessarti di canottaggio? Quando decidesti che avevi abbastanza esperienza da competere professionalmente?
Lorenzo Porzio: Un saluto a tutti i lettori della vostra rivista, L’Idea Magazine; è un piacere essere con voi. Devi sapere che fino a 12-13 anni non sapevo nulla di canottaggio e ci sono arrivato per necessità. Difficile da credere ma ero un ragazzino estremamente in sovrappeso e molto timido. Ho cominciato a remare per dimagrire e diciamo che ha funzionato…
Mi sono appassionato così tanto che oltre a passare dalla taglia 52 alla 46 in sei mesi è scattato dentro di me uno spirito agonistico e di rivalsa verso tutto e verso tutti. Il canottaggio mi ha cambiato psicologicamente, ha mutato il modo di relazionarmi con il mondo esterno, mi ha reso consapevole delle mie possibilità, mi ha dato grinta, determinazione, oltre ad insegnarmi i veri valori della vita. Insomma, una vera e propria “palestra di vita”. Le gare e il professionismo sono state una naturale conseguenza di quella che era, insieme alla musica, la mia più grande passione e divertimento. Si, perché questo è stato il segreto del mio successo, il divertirmi dando però sempre il massimo. Così nell’inverno del 1996 il mio primo allenatore decise che ero pronto per cominciare a gareggiare.

L’Idea Magazine: Hai vinto diciotto volte il titolo di campione d’Italia Assoluto. È un record? Tu competi in varie categorie, se non sbaglio…
Lorenzo Porzio: Beh, 18 volte Campione d’Italia non è male ma c’è sicuramente chi ne ha vinti di più. Diciamo che una mia caratteristica personale è che riuscivo ad essere competitivo in quasi tutte le specialità del canottaggio. Infatti, ho vinto medaglie nazionali ed internazionali in tutte le categorie di punta (cioè remando con un remo solo, tipico della scuola italiana), barche da due e da quattro, con e senza il timoniere fino ad arrivare all’ammiraglia da 8! Ho ricoperto tutti i ruoli, da capovoga a centro barca a prodiere riuscendomi sempre a adattare a qualsiasi circostanza, situazione ed equipaggio.
Il fisico mi ha sempre aiutato molto (potente e agile nello stesso tempo) ma la differenza la faceva la testa e il rapporto di collaborazione, stima e fiducia che riuscivo ad instaurare con gli altri membri dell’equipaggio, caratteristiche basilari anche oggi per il mio lavoro da direttore d’orchestra con i vari componenti delle orchestre.

L’Idea Magazine: Campionato italiano, campionato del mondo, atleta dell’anno, Olimpiadi… ma c’è qualche medaglia che non hai vinto? Non mi rispondere, scherzo… Come ti sentisti quando vincesti la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene nel 2004? Qualche aneddoto sulla tua partecipazione a quelle Olimpiadi?
Lorenzo Porzio: Invece ti rispondo a tutto: in carriera ho vinto circa 300 medaglie in competizioni ufficiali ma molte altre non le ho vinte, anche con dei dolorosi quarti posti (Mondiali di Siviglia nel 2002 ed Europei nel 2008). Però non ho mai perso perché anche quando non andavo in medaglia riuscivo sempre ad imparare qualcosa, uscendone più forte e più saggio di prima. Le Olimpiadi? Un sogno, la consacrazione, la ciliegina sulla torta. Sabato 21 agosto 2004 è il giorno, dopo la nascita di mio figlio Alessandro, più bello della mia vita! Ci ho messo settimane per realizzare ciò che io e i miei compagni eravamo riusciti a fare, è stato come vivere un sogno che ti cambia per il resto della vita. Un aneddoto? Sei mesi prima dell’Olimpiade il mio allenatore della Nazionale, il mitico Giuseppe La Mura (zio e allenatore dei fratelli Abbagnale) mi chiamò nel suo ufficio al centro federale di Piediluco dove ci allenavamo (tre/quattro settimane al mese tutto l’anno, 8 ore al giorno!) e mi disse testuali parole: “Caro Porzio, tu hai una possibilità su 1000 di partecipare alle Olimpiadi e una su un milione di vincere una medaglia. Che vuoi fare? Rimanere ad allenarti qua con la Nazionale o tornare a casa?”. Io risposi senza pensarci un attimo: “Caro Dottore, anche se avessi una possibilità su un miliardo rimarrei qua ad allenarmi fino alla fine perché non potrei sopportare di guardare le Olimpiadi seduto sul divano di casa pensando che forse sarei potuto essere là!”. Il resto della storia lo conoscete…

L’Idea Magazine: Sei allenatore capo della sezione canottaggio del Circolo degli Affari Esteri e del Circolo Canottieri Aniene. Da quando e perché ti sei dato all’allenamento? I componenti di questi circoli sono dilettanti oppure vi sono anche dei professionisti? 
Lorenzo Porzio: Ho smesso di essere un atleta professionista a 31 anni, dopo 15 anni consecutivi di Maglia Azzurra. Largo ai giovani! Ma sentivo che avevo ancora qualcosa da dare e che seppur ormai ero lanciato nella carriera di musicista il mondo dello sport non poteva abbandonarmi del tutto; d’altronde sportivi si rimane per il resto della vita! Così dal 2013 ho cominciato a fare l’allenatore della squadra giovanile e talent scout per il Circolo Canottieri Aniene (la mia seconda famiglia) fino ad arrivare ad essere il responsabile di tutti i soci e della squadra Master. Dal 2017, parallelamente al mio ruolo all’Aniene, anche capo allenatore del Circolo degli Affari Esteri. Sono due circoli molto esclusivi, angoli di paradiso direi. L’Aniene più dedito all’agonismo (molti atleti olimpionici di canottaggio, nuoto, canoa, tuffi, vela, tennis e molti altri sport sono atleti dell’Aniene!), gli Esteri più votato all’esclusivo sano benessere e divertimento. Entrambi i Circoli e le persone che ne fanno parte sanno però godere a pieno di quanto di più bello lo sport ti può dare sia a livello fisico che psicologico che morale.
Personalmente, così come nella musica, amo insegnare e trasferire tutto ciò che ho avuto la fortuna di imparare e apprendere nella mia vita passata di atleta olimpionico, senza riserve e con molta generosità. Ritengo che insegnando si continui ad imparare e a migliorare noi stessi.

L’Idea Magazine: Secondo te, quali sono le qualità migliori per diventare un bravo atleta in tale specialità? Pensi che è uno sport che dovrebbe essere più popolare?
Lorenzo Porzio: Prima qualità, valida per qualsiasi cosa nella vita, essere lavoratori instancabili; questa dote include umiltà e una grande forza d’animo.
Seconda qualità avere del talento perché se nasci con il motore di una Cinquecento non andrai mai come una Ferrari. Purtroppo, la genetica è importante.
Terza qualità riuscire a trovare sul proprio percorso di vita le persone giuste, dalla famiglia agli amici, dagli allenatori ai compagni di squadra e così via. Potrebbe essere solo fortuna? Forse, ma solamente alla fortuna non ci ho mai creduto…
Come diceva il mio amico, il mitico Giampiero Galeazzi, siamo figli di un Dio minore ma questo non vuol dire che continueremo a fare di tutto per fare conoscere le meraviglie del nostro sport. Il canottaggio, così come una miriade di altri sport ritenuti erroneamente “minori”, è quanto di più bello la nostra cultura sportiva può avere e quanto di più sano ci possa essere per la crescita morale e psicologica di un essere umano.

L’Idea Magazine: Ti sei diplomato in composizione con il massimo dei voti al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Come arrivasti a scegliere di studiare musica, e in particolare composizione, dopo le varie esperienze in atletica? Insomma, che cosa ha fatto nascere il tuo amore per la musica?
Lorenzo Porzio: In realtà io nasco musicista, mi sono sempre ritenuto un musicista prestato al canottaggio e contemporaneamente un atleta innamorato della musica. Ho scoperto la musica a 6-7 anni grazie alla mia famiglia e lo sport avrebbe dovuto essere solo una parentesi della mia vita, invece alla fine Musica e Sport sono diventate le mie più grandi passioni, il mio lavoro, la mia vita. La musica è da sempre il mio mezzo di espressione migliore, il modo di comunicare al mondo esterno i miei sentimenti, il pianoforte è il prolungamento delle mie mani e del mio corpo. Il cammino musicale è stato come per quello sportivo molto naturale, il pianoforte, poi l’organo, la composizione ed infine la direzione d’orchestra. Tutti mezzi di comunicazione profonda ed espressioni del mio animo.

L’Idea Magazine: Come sei riuscito a bilanciare queste tue due passioni, così tanto diverse?
Lorenzo Porzio: Tanto amore per entrambe, tanto duro lavoro ma anche tanto divertimento e soddisfazioni. Ho imparato a farle convivere, ad integrarle, e da arti così apparentemente lontane ti accorgi poi che sono estremamente in relazione tra loro e una completa l’altra. Musica e Sport sono mondi che appartengono allo stesso universo; sta a noi prendere il meglio delle due e fonderlo insieme.

L’Idea Magazine: Come Direttore d’orchestra hai avuto molte soddisfazioni: dirigi l’Orchestra e Coro del Convitto Nazionale di Roma, l’Orchestra Filarmonica Città di Roma, la rassegna Musica su Roma, e non dimentichiamo il Narnia Festival, con il quale hai ricevuto ben sette medaglie dal Presidente della Repubblica per alti meriti artistici e culturali. Quali sono le differenze, sia a livello musicale sia psicologicamente, nel dirigere queste varie organizzazioni? 
Lorenzo Porzio: Nessuna differenza, tutte hanno la stessa chiave: amore e rispetto per la musica (per l’arte e la cultura in generale), amore e rispetto per il pubblico, amore e rispetto per chi ci lavora. Come ho imparato dallo sport, se vuoi dirigere una grande orchestra, oppure un grande festival o rassegna musicale devi essere ben preparato, devi saperti guadagnare la stima e il rispetto degli altri, devi sapere ascoltare il prossimo.

L’Idea Magazine: Che cosa ti ha portato al Narnia Festival, e che cosa ti attira di più in questa manifestazione?
Lorenzo Porzio: Nel 2013, Cristiana Pegoraro, pianista di fama internazionale nonché creatrice e direttrice artistica del Narnia Festival, mi invitò a dirigere una Messa-Concerto a Narni più una serie di altri concerti ed eventi. Credo di essergli piaciuto, se ormai da 11 anni facciamo coppia fissa…! Scherzi a parte, ho capito subito le potenzialità di quella visione che Cristiana aveva avuto e così mi sono messo al suo fianco portando di anno in anno tutto ciò che avevo di meglio da offrire. Oggi, il Festival è come un secondo figlio. Cosa mi attira? Le potenzialità infinite…

Narnia Festival. Foto di A. Mirimao

L’Idea Magazine: Quest’anno sei stato uno dei giudici al Sanremo Festival Junior. Che cosa hai tratto da questa esperienza?
Lorenzo Porzio: Ho capito che gestire i genitori spesso è molto più difficile che gestire i figli. Scherzo naturalmente! Esperienza unica, grande responsabilità. Ho avuto la conferma di quanto sia meraviglioso e nel contempo difficile aiutare un ragazzo nell’intraprendere il giusto cammino e fare determinate scelte per il proprio futuro.

L’Idea Magazine: Nel 2019 sei stato al Carnegie Hall di New York con “Fantasia Italiana”. Parlaci un poco di tale esperienza e facci sapere se hai intenzione di ritornare qui a New York…
Lorenzo Porzio: Amo New York, amo Carnegie Hall. Dirigere là è come avere vinto un’altra medaglia olimpica, un altro sogno diventato realtà. Super orchestra, super pubblico, super sala, insomma da ripetere al più presto…
Sarei tornato a Carnegie Hall nuovamente nel 2020 e 2021, ma purtroppo, a causa del maledetto Covid, i concerti mi sono stati annullati. Ci rifaremo presto, però!!

L’Idea Magazine: Hai composto l’inno ufficiale degli atleti olimpici e Azzurri d’Italia, e lo hai anche diretto al Teatro Ariston, proprio quest’anno. Che cosa ti ha portato a scriverlo? Che sensazione provi a sentire l’inno immaginando gli atleti davanti a te… 
Lorenzo Porzio: L’inno mi è stato commissionato dalla mitica Novella Calligaris, presidente dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpionici e Azzurri d’Italia. L’inno vuole essere il riassunto della carriera di un atleta, quasi l’allegoria della vita di ogni essere umano. Parte piano, quasi timido e in sordina (com’ero io) per poi crescere sempre di più come in un grande crescendo rossiniano fino all’apoteosi finale (la medaglia olimpica). Durante questo inno, ci sono strumenti solisti come il corno francese, così evocativo da farci ricordare la parte romantica dello sport, il grande spessore dato dagli archi e dai legni a ricordo delle tante imprese, persone, luoghi, emozioni e sentimenti vissuti e poi le percussioni a scandire il ritmo costante e incessante del gesto atletico tanto quanto quello della vita e infine gli ottoni, trombe e tromboni a dare solennità e maestosità alla nostre imprese e quindi anche alla nostra terra, alla nostra patria. Durante la musica ci sono anche accordi minori, più tristi, che simboleggiano le cadute, le difficoltà che incontriamo sul nostro cammino. Come dico sempre però, il vero campione è quello che pur inciampando è capace di rialzarsi più velocemente degli altri e tornare ad essere più forte di prima.
Ascoltare questo inno e ancora di più dirigerlo con l’orchestra è un vortice di emozioni, un rivivere in poco meno di due minuti tutta la mia vita da atleta; se poi lo faccio dal palco dell’Ariston di Sanremo allora è quasi catartico.

L’Idea Magazine: Oltre che Direttore e compositore, sei anche pianista ed organista. Esegui molti concerti come pianista o organista? Componi anche musica per piano?
Lorenzo Porzio: Di musica per pianoforte e anche di trascrizioni ne ho fatte e ne faccio abitualmente. I concerti alla tastiera sono meno rispetto a prima perché ho meno tempo da dedicare allo studio dello strumento e un buon pianista è come un atleta, si deve allenare tutti i santi giorni per ore. Mi ritaglio però appositamente dei periodi dell’anno dove posso dedicarmi di più al piano o all’organo per poi finalizzare in qualche concerto che mi piace da solista.

L’Idea Magazine: Tu e Cristiana Pegoraro siete stati definiti come “la coppia italiana della musica classica”. Sei d’accordo su questa definizione? Come funziona questa vostra ‘simbiosi musicale’?
Lorenzo Porzio: Domanda impegnativa. Siamo sicuramente una coppia di artisti ai quali piace portare la cultura italiana nel mondo, in particolare la musica classica che però presentiamo sempre con idee nuove e giovanili per essere al passo con i tempi e per riuscire a catturare un pubblico giovane che altrimenti rischia di essere ammaliato da cose più effimere. Cristiana ed io abbiamo lo stesso amore per la cultura e per l’arte a 360° con una grande voglia di fare comprendere al pubblico non quanto siamo bravi ma altresì quanto è bella la Musica.

Lorenzo Porzio e Cristiana Pegoraro mostrano la Medaglia Del Presidente assegnata loro per Meriti Culturali.

L’Idea Magazine: Normalmente chiederei sei hai qualche passatempo, ma considerando i tuoi impegni mi pare difficile che tu trovi del tempo libero… Vorrei sapere, però, se hai altri interessi, che cosa ti piace leggere, e se hai un autore preferito…
Lorenzo Porzio: Nel mio tempo libero e non solo mi piace fare il papà, che ritengo molto più difficile ed impegnativo di essere musicista o atleta. Mio figlio Alessandro, 11 anni, è continuamente mia fonte di ispirazione e mio sprone a puntare sempre più in alto affinché possa essere orgoglioso di me.
Amo il cinema (film storici in costume, azione ed horror), il teatro, il cibo e il buon vino magari davanti a un camino, amo passeggiare al tramonto sulla spiaggia, amo stare a volte solo e a volte con pochi e cari amici. Mi piace leggere soprattutto libri che scrivono miei amici nel mondo dell’arte, da romanzi a biografie. Proprio adesso ho finito Diario diurno di Enrico Vanzina, uno spaccato della nostra società soprattutto degli ultimi dieci anni e ho cominciato la biografia di Franco Fasano, Io Amo, protagonista negli ultimi 50 anni della canzone italiana da Sanremo allo Zecchino d’oro. Il prossimo sarà La Casa dei Pesci di Ilaria De Bernardis e Marco Santarelli, entrambi miei amici nonché atleti master di canottaggio.

L’Idea Magazine: Qual è il tuo compositore preferito e perché?
Lorenzo Porzio: Non ho mai saputo rispondere a questa domanda. Attualmente sto ripassando la Sinfonia N°9 “Dal Nuovo Mondo”, perciò ti rispondo Dvorak.

L’Idea Magazine: Tre aggettivi per definirti…
Lorenzo Porzio:
Stacanovista
Entusiasta
Romantico
(Rompiscatole, perfezionista, malinconico)

L’Idea Magazine: Se tu potessi parlare con qualsiasi personaggio, del presente o del passato, chi sarebbe e che cosa vorresti chiedere?
Lorenzo Porzio: Mi affascinano una miriade di personaggi del passato, condottieri, artisti, politici, eroi, ma uno potrebbe fare la differenza, sarò scontato forse ma vorrei tornare indietro di duemila anni e incontrare Gesù Cristo. Di cose da chiedergli, fin troppe…

L’Idea Magazine: Sogni nel cassetto?
Lorenzo Porzio: Solo su terze persone, non è difficile capire su chi! Che possa essere felice, avere il successo che merita seguendo sempre i propri sogni come ho fatto io.

L’Idea Magazine: Un messaggio per i nostri lettori?
Lorenzo Porzio: Non sono sempre così serio come in questa intervista perciò se vi va e siete curiosi seguitemi sui miei social (YouTube, Instagram, Facebook, LinkedIn), prometto tanta bella musica e non solo…
Un abbraccio a tutti e grazie per il vostro tempo che mi avete dedicato; spero ne sia valsa la pena.

Tiziano Thomas Dossena
Tiziano Thomas Dossenahttp://tizianodossena.info
Tiziano Thomas Dossena is the Editorial Director of L’Idea Magazine. He is the author of “Caro Fantozzi” (2008), “Dona Flor, An Opera by van Westerhout” (2010), "Sunny Days and Sleepless Nights" (2016), "The World as an Impression: The Landscapes of Emilio Giuseppe Dossena" (2020), and "Federico Tosti, Poeta Antiregime" (2021). Dossena is the editor of A Feast of Narrative anthology series and co-editor of Rediscovered Operas Series books on librettos.

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