Sunday, Nov. 18, 2018

PER FAVORE, MI DITE DOV’È LA SOLIDARIETÀ DEL “FONDO DI SOLIDARIETÀ DELLA S.I.A.E.”?

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27 June 2018

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PER FAVORE, MI DITE DOV’È LA SOLIDARIETÀ DEL “FONDO DI SOLIDARIETÀ DELLA S.I.A.E.”?

Sono nato nel 1940 e sin da bambino mi sono avvicinato alla poesia dialettale napoletana ed ho cominciato a scrivere versi. Nel 1960 ho pubblicato le mie prime poesie. Nel corso degli anni si sono aggiunti altri trentaquattro volumetti, tra questi ce ne sono sette dedicati alle  “Scuole Elementari e Medie di Napoli e provincia”, tutto questo sperando di dare il mio modesto contributo sia per avvicinare i ragazzi alla poesia, sia per invogliarli a salvaguardare la nostra parlata popolare e tutte le meravigliose tradizioni della Campania.

È noto al mondo intero che “la poesia non dà pane”. Anche per me è stato così! Quando nel 2006 compii sessantacinque anni – e oltre quaranta di iscrizione in qualità di autore alla S.I.A.E. – avendo come unico e solo reddito l’A/S di 640 euro mensili – come previsto dal regolamento inoltrai alla Segreteria del Fondo di Solidarietà della S.I.A.E. la domanda per richiedere appunto il contributo di solidarietà.

La mia richiesta fu accolta e puntualmente mi veniva corrisposto il  prezioso aiuto che mi ha permesso, fino allo scorso anno, di avere quel poco di “ossigeno” in più per affrontare meglio la vita. Nel 2017 il contributo era stato generosamente aumentato a 400 euro mensili ed io, forte di questo contributo, poiché abitavo in una casa terranea con molta umidità e sicuramente non idonea al mio precario stato di salute, ho sottoscritto un contratto di affitto per un’abitazione più adeguata assumendo un impegno che, in seguito al passo indietro improvviso e, per me immotivato, potrò onorare soltanto per il corrente anno. La S.I.A.E. infatti con una raccomandata datata 10 gennaio 2018 ma che mi è stata recapitata agli inizi di marzo  mi comunica:-“In riferimento alla sua domanda di rinnovo del contributo di solidarietà si è spiacenti di comunicare che la Sua istanza non può essere accolta poiché Lei non è risultata in possesso del requisito del vigente Regolamento del Fondo di Solidarietà non avendo percepito negli ultimi trenta anni, per almeno dieci anni anche non consecutivi, redditi per diritti d’autore non inferiori a un importo medio annuo di euro 2.400. ­ Dal mese di febbraio 2018 cesserà quindi la corresponsione in Suo favore del contributo periodico. Tuttavia il Consiglio Le invierà “una tantum” un contributo in Suo favore di Euro 4.800.”   

Ora mi chiedo: perché la S.I.A.E. inserisce nel Regolamento, dopo ben dodici anni, un requisito “ammazza poveri”? Con quale criterio ritiene meritevole di solidarietà lo scrittore che, oltre alla pensione, percepisce anche diritti d’autore per un importo non inferiore a euro 2.400 annui mentre ritiene non meritevole di un poco d’aiuto uno scrittore di versi che – pur avendo dedicato tutta la sua vita alla salvaguardia del dialetto e delle tradizioni popolari della sua terra – non è stato “baciato” dalla fortuna? Se è questa è la “solidarietà” del Fondo di Solidarietà della S.I.A.E. …

Cari saluti,

Raffaele Pisani

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