Thursday, December 1, 2022

Medimex 2015 Music is in the air La musica è nell’aria

Scatti d’autore del fotografo Karm  Amato di  Roma 

Note di vita, “profumo” di  musica, grazie a Medimex Innovation Music Expo 2015, nella Fiera del Levante, ma anche in altri luoghi del capoluogo pugliese. Sorrisi, entusiasmo, euforia contagiosa, aria di festa a Bari, dal 29 al 31 ottobre; parafrasando la celeberrima canzone “Love is in the air” di John Paul Young, nell’aria si “respirava” musica, sì music in the air, ma anche street music nelle vie dello shopping in centro, e nel teatro Petruzzelli. Esisterebbe il pianeta Terra senza l’amore? E che ne sarebbe del mondo senza la musica? Amore come acqua, musica come aria. Essenziali. Vitali. “La musica è la migliore medicina dell’anima” affermava Platone. Fonte terapeutica (musicoterapia) di felicità, relax e benessere psicofisico, gioia per l’udito e non solo, l’arte dei suoni (seconda tra le sette arti, ma per moltissimi strappa il primato all’architettura) ha visto il suo trionfo durante la pregevole rassegna musicale, di ottima qualità, Medimex, giunta alla quinta edizione.

Nico Lippolis
Nico Lippolis

La Fiera del Levante è stata la “casa” di numerosi artisti, stranieri e italiani, e ha calorosamente accolto un pubblico folto ed eterogeneo, costituito da musicofili, giornalisti, scolaresche, fans club, studenti di istituti di ogni ordine e grado, adolescenti, personnes âgées, operatori del settore, addetti ai lavori, break dancers, rappers, writers. Workshop, esibizioni, concerti, flashmob, panel, music corners, mostre, showcase, presentazioni, storytelling, face to face(s), incontri d’autore, case history, dj set, writing session, documentari, spazi creativi, area giochi per bambini (e per adulti fortunatamente ancora un po’ bambini), stand commerciali specializzati nella vendita di dischi in vinile (revival e record di 9,2 milioni di vinili venduti nel 2014). Sold out, tutto esaurito, per molti degli appuntamenti e degli eventi in programma.

Nico Lippolis
Nico Lippolis

Avvio straordinario del Medimex, con la mostra *(dal 29 ottobre al 14 novembre), in anteprima per la stampa il 28 ottobre, “Light Paintings” di Brian Eno, evento artistico che ha richiamato oltre 5 mila visitatori. L’artista britannico è stata la guest star, l’ospite d’onore e principale, sia con la sua installazione che con il suo intervento, di fatto ha dato inizio all’ Innovation Music Expo, ha inaugurato il Medimex nella prima giornata, il 29 ottobre, appuntamento all’Arena alle ore 12. Bagno di folla per lui, ma anche per altri ospiti importanti: Ludovico Einaudi, Gianna Nannini, David Lang, Carmen Consoli, Vinicio Capossela, lo scrittore Erri De Luca, e gli osannati e acclamati, dai teen-agers in particolare, The Kolors, Lorenzo Fragola, Francesca Michielin. Bellissime e appaganti giornate dedicate alla più ammaliante e meravigliosa delle sette arti. Showcases a opera di Pugliesi nel mondo Jazz band, Raffaele Casarano, Gianluca De Rubertis, Radiodervish, Kutso, Ciauda, Federico Cimini, Francesco Cascarano, Niggaradio e Musicanti del vento, Ruido, Slivovitz, Rita Zingariello, Mimmo Epifani, Treble, Crifiu, Trio Jazz, Los Impossibles, Erica Mou, Nico Lippolis, Donato Mingrone, Carolina Bubbico, Giovanni Caccamo, Santa Margaret, Simone Perrone, Salenero. BandAdriatica.

Tre giornate di cultura hip hop con i writers Raptuz, Gep Caserta, e Move; il rapper Esa, la crew Bari Jungle Brothers, dj Tuppi, e la breakdance di Fighting Soul e Bari Got Flava. Dei vari incontri d’autore (Eno, Einaudi, Gianna Nannini, Lo Stato sociale, Ensi, The Kolors, Carofiglio e De Cataldo, Lang, Consoli, Capossela, De Luca, Deproducers, Fragola, Michielin) sicuramente sono rimasti nella mente e nel cuore quelli più incisivi e interessanti, ossia gli appuntamenti con Brian Eno, Ludovico Einaudi, Vinicio Capossela.

Tra gli artisti italiani, un encomio speciale e tanti complimenti vanno senza ombra di dubbio rivolti a Giuseppe Acito, ideatore geniale della Toa Mata Band, e a Nico Lippolis, valente ed eccellente batterista (in alcuni tratti e istanti ricordava Michael Stephen Portnoy), bravissimo durante lo showcase, nella sua performance, Lippolis featuring PRNX (Piero Schiavone aka Pierinix), in un brano suite dedicato a via Verdi (“una strada che quando piove si allaga sempre”, sue testuali parole) nella sua Fasano, città natìa (dal 1994 vive a Berlino).

Mostra Musica Nomade, cantante Caparezza
Mostra Musica Nomade, cantante Caparezza

Impeccabili, originali e gradevolissime le due mostre, “Musica Nomade” e “Jazz& Comics”. “Musica nomade” è nata dall’idea della fotografa Mariagrazia Giove, si tratta di un progetto fotografico e pure di un concetto, un messaggio: “La musica non ha fissa dimora. Ovunque prende forma, lì è la sua casa”. Foto di artisti e musicisti ritratti in giro per il mondo in contesti inusuali, non sul palcoscenico o in uno stadio. Non musicisti “di strada” ma “per strada”, tra i quali spiccano i pugliesi, bravissimi, Caparezza, Roberto Ottaviano, Erica Mou, “immortalati” in bellissimi portraits, ritratti fotografici. “Jazz&Comics” è una piacevolissima mostra di tavole sul mondo del jazz (una produzione Imf Foundation in collaborazione con Fondazione Musica per Roma) di celebri illustratori e disegnatori come Francesco Tullio Altan; Guido Crepax che anche qui ci ripropone la sua creatura, la famosa Valentina ne “L’uomo di Harlem”; Igort; Stefano Casini; Philip Paquet; Manuela Salvi; Jean-Francois Pitet e Cabu; Carlos Sampayo e José Muñoz. Molto originali e di forte impatto le tavole in cui è disegnato il trombettista Enrico Rava, stupendi i tributi a Billie Holiday (di Sampayo e Muñoz), Fats Waller, Cab Calloway, Louis Armstrong.

Brian Eno
Brian Eno

Interessante e divertente l’incontro con Brian Eno, che ha ripercorso gli anni della sua adolescenza e ci ha illustrato alcune delle sue invenzioni e dei suoi progetti, il tutto condito con battute, ironia, autoironia, leggerezza, umiltà virtù tipica dei grandi e delle menti eccelse . “Di fatto non ho mai avuto un lavoro. Avrei voluto diventare un pittore, amavo molto Mondrian, m’iscrissi a una scuola gratuita, non privata, portando con me una copia di Renoir. In questa scuola d’arte, si insegnavano anche matematica, cibernetica, materie che mi interessavano parecchio. La pittura e la musica sono sempre state interconnesse per me. Ho iniziato a creare le mie prime sculture di luce a 17 anni, pochi soldi, grande risultato. Lavorare con la luce, non con una storia, una trama, questo il mio piano. Da adolescente ho cominciato a giocare con la luce come mezzo più o meno nello stesso periodo in cui ho iniziato a giocare con la musica. Realizzare video e musica, come fossero dipinti, questi il mio obiettivo e desiderio. Amo un’opera che crei se stessa all’infinito, ogni volta in cui vedo qualcosa di irriconoscibile, originale, mi sento emozionato, eccitato. Ho investito le mie energie e la mia creatività nelle mie passioni, musica e arte. Ma, in maniera profetica, e riuscendovi, ho dedicato tutta la mia vita al”progetto” e al sogno di rimanere bambino per sempre”. Agli applausi e ai sorrisi del pubblico, dopo queste sue confessioni, Eno ha risposto con un (graditissimo da parte nostra): “Thanks a lot, children” (“grazie mille, bambini”).

Gianna Nannini
Gianna Nannini

Gianna Nannini ha rivelato di amare la Puglia, la pizzica, e diversi artisti pugliesi tra cui Negramaro, Caparezza. La cantante di Siena ha promosso il suo ultimo lavoro “Hitstory” (doppia versione: una standard da due dischi e 32 brani e una deluxe che arriva a tre per 45 canzoni) ovvero una raccolta di brani di successo (Hits) del passato e alcuni inediti contenuti in esso: “Vita Nuova” scritto con Pasquale Panella – Perché dovremmo fare tutti come Dante, stilnovizzarci e tornare alla purezza dei bambini- “Tears” firmato a quattro mani con Isabella Santacroce, il “cadeau” di Tiziano Ferro “Amica mia”, “Mama”, e la cover di “Amandoti” di Giovanni Lindo Ferretti e quella di “Ciao amore ciao” di Luigi Tenco. Nannini ha ricordato i suoi trascorsi artistici, il tempo del rock e del punk, a Berlino, in Olanda, Belgio, e quando la paragonavano a Janis Joplin, ha poi detto di lavorare da anni in Inghilterra con i più grandi ingegneri del suono che in Italia a suo avviso mancano o non viene dato loro il giusto spazio. “Voglio portare il rock nei teatri d’opera – ha concluso – solo lì l’acustica è stupenda, la musica deve stare nei posti migliori, teatri, Arena di Verona”.

Vinicio Caposella
Vinicio Capossela

Coinvolgente e incantevole l’incontro d’autore con Vinicio Capossela che ha presentato durante il Medimex, sia il suo libro “Il paese dei coppoloni” che, in anteprima, il docufilm “Nel paese dei coppoloni”. “Francesco Guccini e Paolo Conte sono stati la mia”famiglia”, avevo 24 anni. Sono cresciuto in una famiglia che proveniva da una diaspora, anche per questo mi sono sempre sentito vicino alla cultura ebraica, sono nato in Germania (Hannover) ma ci sono stato poco, successivamente in Emilia crescevo senza radici, questo senso di non appartenenza mi ha accompagnato a lungo nella mia vita. Io non sono tanti Vinicio in uno con personalità artistiche multiple, io sono un uomo che fa molteplici cose, fa ciò che ama e con il massimo impegno. Sono un gran lavoratore, quasi perfezionista, detesto il pressappochismo e le cose fatte male o di fretta. Il rigore dettato dal senso della missione mi appartiene, sono serio e stakanovista, il motto mio e dei miei collaboratori è “il massimo del risultato con il massimo dello sforzo”. Da bambino ero molto affascinato dall’epica, e poi ho sempre amato il Natale, grazie al bambino che è tuttora in me. Trovo che il Natale sia molto rock e cool, è la mia passione, con Franco Bassi abbiamo fatto moltissimi concerti di Natale. Il 20 dicembre saremo alla Fenice di Venezia, il 21 a Roma con una bella orchestra di archi, e terremo poi il concerto di Natale nelle Officine meccaniche emiliane. Amo la musica, adoro cantare, la più bella definizione della canzone l’ha data Paolo Conte: “La canzone è il riassunto della vita come la lucertola è il riassunto del coccodrillo”.

Giuseppe Acito
Giuseppe Acito

Esaltante ed entusiasmante l’esibizione di Giuseppe Acito, tarantino di origini ma da anni “trapiantato” in Emilia Romagna, musicista, sound engineer e interact-designer, creatore geniale della Toa Mata Band, l’orchestra meccatronica, la prima band di musica elettronica degna dei migliori dancefloor, i cui suonatori sono tutti personaggi della serie Lego Bionicle, programmati per suonare drum-synth, percussioni acustiche e smartphones.

Giuseppe Acito, dà vita ai suoi “robottini” musicisti, attraverso dei sensori, un sistema ingegnoso di motori, pulegge ed elastici, e un sequencer MIDI collegato ad una scheda Arduino Uno, il microcontroller made in Italy che ha davvero conquistato il mondo. Il progetto di Acito ha debuttato sul web con il videoclip “Episode1”, su youtube, a marzo 2013, ha conquistato numerosi fans, attirato l’attenzione e gli apprezzamenti di migliaia di appassionati di tutto il mondo, e ha ricevuto menzioni speciali e post su Wired, Arduino, Discovery News, The Creators Project. Sul canale youtube di Opificio Sonico sono presenti diverse video-performances, comprese “Everything Counts” (dei grandissimi Depeche Mode) e “Da Funk”, covers che la “Lego Band” robotica ha tributato a Depeche Mode (nella fattispecie la band suona confezioni alimentari riciclate) e Daft Punk (un gruppo musicale francese di musica elettronica fondato dai parigini Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter). Vivamente consigliamo di visionare i video e tutti gli episodi di Acito e la sua straordinaria, tenera, spettacolare, appassionante, Toa Mata Band.

I concerti più emozionanti, di Medimex Night, tra i tanti (Antonio Pascuzzo, Bari Jungle Brothers, Jack Nkanga, JoyCut, La Scapigliatura, Isaya, Carmen Consoli, Il guaio, Dom la Nena; Txarango stepitosa formazione multiculturale, nata nel barrio El Raval della splendida rebelde, città delle meraviglie, Barcelona; Adam Ben Ezra Trio; Wrongonyou), sono stati indubbiamente quelli di Hindi Zahra; Natalie Imbruglia; Txarango; Toa Mata Band; e Bachar Mar-Khalifè. Hindi Zhara, la “Patti Smith del Nord Africa”, possiede grande personalità e vocalità ammaliante, voce estatica e melismatica. Zahra, cantante e attrice, è marocchina d’origine e parigina di adozione, con all’attivo due dischi ricchi di suoni berberi, melodie mediterranee e influenze rock: “Handmade” affermatosi grazie anche a brani come “Beautiful Tango” uno dei pezzi del concerto serale al Medimex, con cui ci ha incantato; e il nuovo “Homeland” (in collaborazione con il rocker e chitarrista tuareg Bombino), presentato all’Auditorium Parco della Musica di Roma e al Medimex 2015 a Bari, in cui spicca il suggestivo, bellissimo brano “To the forces”.

Bachar Mar Khalif
Bachar Mar Khalif

Bachar Mar-Khalifè, vocalist, compositore e musicista polistrumentista franco-libanese, ha eseguito diversi pezzi evocativi, intimisti, con la sua potente e particolarissima voce, tra cui “Leyla”, e un’emozionante song dedicata ai rifugiati della Palestina e di tutto il mondo.

Natalie Imbruglia
Natalie Imbruglia

La cantante australiana Natalie Imbruglia ha fatto cantare e ballare tutti, soprattutto con le famose “Shiver” e “Torn” la sua hit internazionale più famosa, dall’album di debutto “Left of the middle”, del 1997 (7 milioni di copie vendute). A otto anni di distanza dal suo ultimo lavoro, la popstar, attrice, filantropa e attivista (impegnata nella difesa della salute delle donne in Africa, e si è recata più volte in Nigeria) è tornata alla grande, con la sua inconfondibile voce e con “Male”, un cd in cui interpreta celebri cover rese memorabili da interpreti maschili. In questa compilation, di cui ha cantato diversi brani, nella sala stage 1 (lo stesso luogo in cui prima di lei si era esibita Hindi Zahra) della Fiera del Levante, l’artista spazia da Neil Young a Daft Punk. Medimex 2015: music in the air, grandi artisti, considerevole e meritato successo di pubblico, oltre 20 mila presenze, e, fattori non irrilevanti: gioia, felicità, sorrisi, ardore. Emozioni intense, sensazioni indimenticabili, quella passione e quel benessere che la musica, insieme con l’amore, sa regalare.

Giuseppe Acito con il fotografo Karm Amato
Giuseppe Acito con il fotografo Karm Amato
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Patrizia Di Franco
Patrizia Di Franco
Patrizia Di Franco, è nata a Torino, e lavorato a Roma. Giornalista iscritta all'Albo Professionale Nazionale (dal 1992) , con certificati dei trienni FPC. Moltissime Testate per cui ha scritto: regionali, nazionali, scientifiche, bilingui, quotidiani, periodici. A Roma: giornalista a "Italia Radio" nazionale; Direttrice di"Zeus" per anni, formatrice, docente di giornalismo e comunicazione di base. Docente di Comunicazione efficace, PNL, linguistica carismatica, psicologia, empowerment for women. Poetessa, saggio, poesie, racconti, pubblicati, premi nazionali e internazionali. Certificata Addetta Stampa Agenzia"Brizzi", Roma. Photoreporter. Poliglotta. Stilista ("Accademia di Roma"; "Accademia Internazionale di Alta Moda e del Costume "Koefia" Roma). Certificazione in:"Biologico, alimentazione naturale, fitoterapia". Pittrice. Ambientalista, ecologista, animalista, vegetariana, sportiva. Attivista:diritti umani;libertà di stampa;contro violenze di genere.

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