Thursday, December 1, 2022

LUNGO L’ACQUA e LA CITTÀ, due poesie di Marina Agostinacchio

Lungo l’acqua

Da un ponte all’altro ogni giorno. È l’oriente
che salpa in un’ora fioca. Il naviglio
si sgola, fuma l’acqua, a perdifiato.
L’occhio sbanda dall’uscio della casa
alla salita. Plana, risale. È
l’adagio del cammino, sempre più
in picchiata. Dentro pozze di fango
e nubi di giornata, incerta e vaga,
vado zigzagando tra ombre e pinnacoli.
Tutto avviene in un din don. La campana
mi circoscrive, dà misura… inganna.
Così bianca, ho un sottobattito. Diafana
vago stellare, mi arrampico scimmia
primordiale nello slalom di bici,
e di corridori. Tutto spalanca:
gli occhi hanno l’andatura di garzetta,
il dondolio, l’incertezza allegra
e lenta del volo. Di giorno in giorno,
dentro al giorno, sosto, risuono d’acque;
con le orbite, il cranio, zampillo e sciamo.
È un ripetere di vita il suo canto
quando spalanca tra una nube e l’altra
vie e sentieri ad angeli di strada.

[per ascoltarla clicca qui]

La città

Questa mattina la città da qui
si alza bella. Ha la chiarezza felice
della sabbia. Si sveglia del ricordo
del granello scivolato. E la pelle
è nel solco tra immobile e coscienza.
Ogni indugio, ogni preghiera… la danza
e l’abbraccio dell’albero e di case

Marina Agostinacchio
Marina Agostinacchio
Nel 1998 e nel 2007, Marina Agostinacchio è tra i vincitori del concorso nazionale di poesia “Premio Rabelais”. Nel 2006 è tra i finalisti del Premio “Tra Secchia e Panaro”. Nel 2002 ha ottenuto il Premio internazionale Eugenio Montale per l’inedito. Nel 2006 pubblica la raccolta di poesie Porticati, nel 2009 la raccolta Azzurro, il Melograno, nel 2012 Lo sguardo, la gioia, nel 2014 Tra ponte e selciato. Nel 2021, Marina Agostinacchio ha pubblicato il volume di poesie Trittico berlinese.

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