Tuesday, Dec. 10, 2019

Lettera a Gesù Bambino da un vecchio napoletano….

Lettera a Gesù Bambino da un vecchio napoletano….

Caro Gesù Bambino,

sono sempre io, quel vecchio e rompiscatole scugnizzo che non si stanca mai di pregarti per chiederti qualcosa. Ma tu sai bene che non chiedo per me, mi hai dato già tutto facendomi incontrare Francesca e continuando a benedire la nostra meravigliosa favola d’amore.

Ancora una volta ti scrivo per la mia Napoli, e scelgo il momento più propizio per farlo, innanzitutto perché è Natale e quindi le “lettere” ti giungono per una corsia preferenziale, poi perché fra qualche mese si voterà per eleggere il nuovo sindaco. Ed è proprio per questo che mi rivolgo a te. Tu stesso mi hai detto “chiedete e vi sarà dato”, ed io torno a chiederti di dare alla mia città un grande sindaco. E hai aggiunto: «Se hai un amico e vai da lui a mezzanotte a dirgli: ti prego, dammi tre pani, e se quegli dall’interno ti risponde: non m’importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli, ti dico che, se anche non si alzerà a darteli per amicizia, si alzerà e te li darà almeno per la tua insistenza. E se un estraneo alla fine  esaudisce la tua richiesta come puoi dubitare che non lo faccia il Padre mio?” Ed eccomi, allora, caro Gesù, a chiederti ancora una volta un dono per la mia Napoli: dalle un grande sindaco! Un amministratore illuminato che sappia amare davvero la terra e la gente che governa, “che curi – come scrissero un gruppo di saggi senesi nella costituzione ante litteram del 1309 – massimamente la bellezza della città per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini.”

Napoli6

 

Dacci un sindaco che sappia coinvolgere l’intera cittadinanza in un appassionato lavoro di squadra promuovendo la creazione di una massa critica che farebbe da volano per la rinascita; che investa nel valore delle persone e delle loro coscienze e non delle cose; che sappia premiare chi davvero merita e che non esiti a punire chi froda; che si impegni a contrastare con ogni mezzo tutte le forze malefiche radicate nel territorio che hanno infangato la “grande bellezza” che fece di Napoli la Capitale della cultura europea; dacci un sindaco che sia una “stella splendente” e non una “lampadina fulminata”; che abbia anche la preziosa virtù dell’umiltà per chiedere qualche consiglio a colleghi che hanno mostrato con i fatti competenze e qualità portando le loro città ai primi posti nella classifica delle eccellenze (Bolzano docet!).

Ecco, caro Gesù Bambino, la mia preghiera e la mia lettera che ti scrivo per questo Natale. So bene che non è un’impresa facile, altro ché! Ma non voglio perdere la speranza di un nuovo “rinascimento napoletano” che regali a noi anziani un sorriso e che, soprattutto, dia ai nostri giovani la certezza di un avvenire fatto di luce e non di funesto buio. Caro Gesù Bambino, miettece ‘e mmane tu!  

Sempre tuo,

Raffaele Pisani



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