Thursday, September 23, 2021

Le DID.

Una camminata a Val Bella (Gallio) in questo luglio torrido era proprio quello che ci voleva per ritrovare l’ossigeno e momenti di condivisione con altre persone, dopo mesi di clausura dettati da contingenza covid. Ritrovare e ritrovarsi a sottolineare che siamo “Persona” che vive di relazione con l’altro, con la natura e il cosmo.

L’essere in mezzo agli altri e negli altri nasce quindi come esigenza intima, perché è nel rapporto con il diverso da sé che abbiamo la consapevolezza di essere volto umano ricco di identità e di “carica valoriale”, immerso in un intreccio di voci, di gesti, di sentimenti. La ricerca del prossimo rivela il bisogno profondo e istintivo di dare e ricevere emozioni, desideri, tensioni. Solo l’altro ci libera dalla tendenza a rinchiuderci in noi stessi, solo l’altro dà un senso all’esistere.

Le DID

Così la camminata con amici nel sentiero che costeggiava prati e bosco risplendente nelle sue sfumature di verde chiaro e carico, con fiori che facevano capolino, come la rosa canina con la sua grazia screziata, dava slancio alle gambe e alle parole. Alla Malga Stenfle, la sosta provvidenziale, a causa della pioggia – già annunciata dal passaggio di nuvoloni – che sarebbe arrivata di lì a poco, ecco che incontriamo le DID.

Ma chi sono? Daniela, Ines, Daniela—soprannominatesi così—in vacanza a Gallio, decise a fare della propria vita un felice incontro con la gente, uno scambio di spazi, per un’apertura alla socialità. Le signore ci dicono che vogliono dare un senso alla propria esistenza. Ci invitano perfino a giocare a burraco. Ci scambiamo i numeri di telefono. Risate, parole, espressioni del volto che rivelano accoglienza, danno la sensazione che forse le DID erano lì da sempre ad aspettarti con il loro buon umore, la loro fiducia nell’uomo.

Usciamo dalla malga; un po’ di grandine mista alla pioggia ci costringe a fermarci sotto una tettoia. Ma la conoscenza delle DID ci fa riporre un’insolita fiducia nel cielo che presto dimostra la sua clemenza fino al raggiungimento del pullman.

Marina Agostinacchio
Nel 1998 e nel 2007, Marina Agostinacchio è tra i vincitori del concorso nazionale di poesia “Premio Rabelais”. Nel 2006 è tra i finalisti del Premio “Tra Secchia e Panaro”. Nel 2002 ha ottenuto il Premio internazionale Eugenio Montale per l’inedito. Nel 2006 pubblica la raccolta di poesie Porticati, nel 2009 la raccolta Azzurro, il Melograno, nel 2012 Lo sguardo, la gioia, nel 2014 Tra ponte e selciato. Nel 2021, Martina Agostinacchio ha pubblicato il volume di poesie Trittico berlinese.

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