Tuesday, Dec. 10, 2019

La città sommersa: Venezia rinasce dalle sue fondazioni

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29 June 2016

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La città sommersa: Venezia rinasce dalle sue fondazioni

Flyer_Fondazioni Venezia_29 giugnoVenezia si regge su un complicato e delicato equilibrio tra acqua, terra e legno. Un programma di ricerca a cui ha partecipato l’Ivalsa-Cnr ha fatto chiarezza sullo stato di conservazione dei pali lignei che reggono gli edifici e posto le basi per un piano di restauro e conservazione del patrimonio architettonico. I risultati sono pubblicati su Construction and Building MaterialsFlyer_Fondazioni Venezia_29 giugno1

Saranno presentati oggi, presso la Sala del Piovego di Palazzo Ducale a Venezia (ore 15-18.30), i risultati di due progetti ideati dall’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche (Ivalsa-Cnr) del comportamento chimico-fisico e microbiologico del sistema delle fondazioni lignee a Venezia. Gli studi sono stati pubblicati sulla rivista Construction and Building Materials.Intro_fig1

“Grazie a questa ricerca la conoscenza dell’architettura veneziana è ripartita dagli elementi primi che reggono l’edificio, giungendo a un sostanziale ridimensionamento del luogo comune della durabilità eterna dei pali lignei che consolidano i terreni di fondazione”, spiega Nicola Macchioni, ricercatore dell’Ivalsa-Cnr e tra gli ideatori dei progetti. “Questa prima ricerca scientifica sull’argomento ha dimostrato che l’immersione nel fango e la mancanza di aria non preservano sistematicamente la consistenza degli elementi alla base dell’edificio: possono essere presenti situazioni anche molto diverse tra un edificio e l’altro e tra una zona e l’altra della città.  Lo studio, basandosi sui pochi casi indagati in passato e sui campionamenti effettuati, ha messo in evidenza un degrado delle palificazioni talora importante, con differenze anche significative a seconda delle tipologie di suolo e del legno adoperato”.Penetrometriche_SMMaggiore_DSCN2429 SanFelice_CYP_2927 SanFelice_DSCN0048 SanFelice_DSCN0074 SanFelice_DSCN0118

La presenza di ossigeno nel terreno accelera gli attacchi degli organismi responsabili del degrado. “La disponibilità di questo elemento nel sottosuolo veneziano cambia molto, ad esempio, in funzione della presenza di risorgive di acqua dolce o di terreni di riporto. Ma anche la disposizione degli elementi nella fondazione ha importanza: i pali verticali risultano in condizioni peggiori rispetto ai madieri orizzontali”, prosegue il ricercatore dell’Ivalsa-Cnr. “Per quanto riguarda le specie legnose, abbiamo analizzato l’ontano, la quercia, il larice e il pino silvestre. In genere, come constatato anche per il legno archeologico, il legno di conifera si altera in misura minore. Abbiamo inoltre effettuato delle prove di resistenza meccanica dei pali, individuando il rapporto tra resistenza a compressione e livello di degrado, ed è stata determinata la reale influenza di quest’ultimo sul comportamento complessivo della fondazione, che non sembra esserne inficiato: il compattamento del terreno attuato attraverso l’infissione dei pali fino a ‘rifiuto’ fa infatti sì che il sistema funzioni fino a che i pali mantengono le loro dimensioni, anche se il legno è degradato. Quindi le alterazioni delle palificazioni, nei casi studiati, non compromettono la stabilità degli edifici”.SanFelice140211_1 SanMartino_CYP_0555 SMMaggiore_DSCN2111

I ricercatori hanno concluso che la chiave è l’equilibrio fisico, chimico e meccanico tra legno, terra e acqua, “che assieme concorrono alla capacità portante del sistema di fondazione. Di essi il legno rappresenta l’elemento strutturale, ma tutto dipende dall’interazione con le altre componenti: un ecosistema complicato e delicatissimo che sorregge l’intera città”, conclude Macchioni. “Il peculiare sistema fondazionale di Venezia fa sì che a compattare il suolo coesistano sempre acqua, suolo e palificate lignee. La mancanza di uno solo dei tre elementi renderebbe il sistema instabile”.

Attraverso questo studio è stato possibile mettere a punto un protocollo di indagine che potrà essere impiegato in maniera sistematica da istituzioni e privati per il monitoraggio e la manutenzione delle fondazioni del patrimonio edilizio cittadino. La filiera delle competenze e delle diverse discipline coinvolte costituisce un unicum nel panorama internazionale dello studio delle palificate di fondazioni lignee storiche: si pensi anche, rispetto ad altre indagini su legno archeologico imbibito, che i pali di fondazione veneziani si trovano nella posizione originaria e con una funzione ancora attiva e immutata.smmaggiore_sondaggio1_0m-4m_290212 SMMaggiore_SondaggioFondazione

Il progetto è stato sostenuto dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e Laguna, finanziato e coordinato da Corila (Consorzio ricerche in Laguna) e condotto dall’Ivalsa-Cnr insieme al Dipartimento di scienze ambientali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e al Dipartimento di ingegneria civile, edile e ambientale dell’Università di Padova con la collaborazione di Insula SpA, Società per la manutenzione urbana di Venezia.

Oltre a Nicola Macchioni e a Benedetto Pizzo, sempre dell’Ivalsa-Cnr, alla conferenza interverranno Pierpaolo Campostrini di Corila, Guido Biscontin (Ca’ Foscari), Renata Codello e Alberto Lionello (MiBact – Segretariato regionale per il Veneto), Paolo Simonini (Università di Padova) ed Emanuela Carpani (Soprintendente belle arti e paesaggio per Venezia e Laguna).

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