Tuesday, Aug. 21, 2018

Intervista esclusiva a FRANCESCO GRAZIANI

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10 June 2013

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Intervista  esclusiva a FRANCESCO GRAZIANI

francesco grazianiUno scudetto (Torino 1975/’76), due Coppa Italia (Roma 1983/’84 e 1985/’86). Capocannoniere del campionato italiano nella stagione 1976/’77. Ma, soprattutto, il titolo di Campione del Mondo nel 1982, in Spagna, con la Nazionale italiana guidata da Enzo Bearzot. Francesco Graziani, per tutti Ciccio, incarna un melting pot tutto italiano: nella sua carriera, ha vestito le maglie di Arezzo, Torino, Fiorentina, Roma, Udinese. Ama il Sud ed il calore del Mezzogiorno. I suoi goal hanno unito, nel corso del tempo, tifosi di tutte le bandiere. In serie A, per il secondo anno consecutivo, sventola quella della Juventus.

 L”IDEA: La Vecchia Signora ha stracciato il campionato e Antonio Conte ha fatto un gran lavoro.

 Graziani: “Sì, indubbiamente alla fine ha vinto la squadra più forte d’ Italia. L’unico vero competitor per la conquista del Tricolore è stato il Napoli per gran parte della stagione. Tuttavia, ai partenopei è mancato lo scatto determinante nel confronto diretto di Torino. Nel momento in cui la Juventus ha battuto gli azzurri, ha iniziato a cucirsi lo scudetto sul petto”.

 L’IDEA: Il Napoli, al secondo posto, torna in Champions League: Mazzarri lascia sul più bello?

 Graziani:Il tecnico di San Vincenzo ha deciso di lasciare la squadra al termine di una stagione entusiasmante, culminata con il secondo posto e con l’accesso diretto in Champions League. Forse, Mazzarri si è reso conto che la squadra non sarebbe potuta andare oltre questo piazzamento. Ripartire senza il giusto entusiasmo avrebbe proiettato lo stesso tecnico verso momenti difficili e, probabilmente, di critiche feroci. Quattro stagioni di fila a Napoli gli sono risultate stressanti e avrà avuto i suoi buoni motivi per decidere di fermarsi”.

L”IDEA: In Inghilterra, rispetto al nostro Paese, c’è la figura del manager che resta in panchina per anni. In Italia perché questo non succede con i nostri allenatori?

grazianitorino Graziani:Perché noi non siamo abituati a ragionare come loro. I nostri club lavorano “a gruppi” e ogni gruppo è composto da un presidente, un direttore sportivo e un allenatore. Spesso, le decisioni vengono prese con queste tre teste. Questa è la logica tutta italiana. Da noi il calcio è visto e vissuto in maniera diversa rispetto ad altri paesi, soprattutto quelli anglosassoni. I nostri presidenti vogliono, nella maggior parte dei casi, apparire ed essere gratificati. A loro piace essere protagonisti, cosa che in altre realtà accade chiaramente di meno. Dare pieni poteri ad un allenatore non è nella nostra mentalità: in Inghilterra, ad esempio, i tecnici hanno finanche un portafoglio da spendere. E’ necessario cambiare mentalità ma, a mio parere, non sarà possibile. Tuttavia questo rappresenta il fascino e la particolarità del nostro calcio”.

 L”IDEA: La recessione economica mondiale ha toccato anche il nostro calcio. La serie A perderà i grandi campioni anche l’anno prossimo?

 Graziani:Può darsi. Il calcio italiano ha bisogno, attraverso le cessioni anche se dolorose ed eccellenti, di trovare fondi economici per affrontare le gestioni finanziarie. Oggi in Europa ci sono diversi club forti dal punto di vista economico che vogliono essere protagonisti. Queste società dispongono di un budget evidentemente superiore rispetto al nostro. E noi abbiamo la necessità di vendere per rimpinguare le casse. Questo processo, evidentemente, impoverisce il nostro calcio perché i campioni alla fine decidono di emigrare. Lo spettacolo, così facendo, ne risente”.

 L”IDEA: La situazione non è semplice. Come si può colmare il gap con gli altri campionati europei?

 Graziani:E’ davvero molto difficile: abbiamo perso potere d’acquisto e, ovviamente, la competitività.  Ecco la mia ricetta: riorganizzare i settori giovanili e coltivare i giovani campioni del nostro territorio. Puntare sulle nostre giovani promesse oggi è la vera chiave di svolta per tornare ad essere competitivi a livello internazionale”.

 L”IDEA: L’Italia sarà in Brasile per la Confederation Cup: quante possibilità ci sono di vincerla?

 Graziani:Sono certo che, in Brasile, la nostra rappresentativa farà una gran bella figura. Nonostante tutte le problematiche esistenti, sono certo che dal punto di vista tecnico e del carattere siamo sempre all’avanguardia. La nostra Nazionale è sempre competitiva anche se vincere non sarà facile. Ma faremo certamente la nostra parte: guardate la gara amichevole disputata in inverno, in Svizzera, proprio contro il Brasile: abbiamo dimostrato di essere all’altezza della situazione e continuiamo a godere di grande considerazione a livello mondiale”.

 L”IDEA: Un saluto agli italiani che vivono negli States e ai lettori de L’Idea Magazine

 Graziani:A tutti i nostri amici italoamericani che leggeranno L’Idea Magazine mando grandissimo abbraccio, li porto tutti nel cuore con grande affetto e per i tanti sacrifici che portano avanti con immenso entusiasmo. Gli italiani residenti negli States seguono oltreoceano il nostro sport nazionale e li ringrazio perché so bene che in America c’è tanta passione. C’è chi supporta la Juventus, chi il Napoli, chi il Milan, chi la Roma, chi l’Inter e via via tutte le altre squadre e a loro va un saluto speciale”.

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