Sunday, Dec. 17, 2017

Incremento dell’attività eruttiva osservata nelle ultime settimane sul vulcano Stromboli culminata lo scorso primo dicembre con una esplosione maggiore

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6 December 2017

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Incremento dell’attività eruttiva osservata nelle ultime settimane sul vulcano Stromboli culminata lo scorso primo dicembre con una esplosione maggiore

L’incremento dell’attività eruttiva osservata nelle ultime settimane sul vulcano Stromboli, culminata lo scorso primo dicembre con una esplosione maggiore, evidenzia la necessità di migliorare la comprensione delle eruzioni esplosive stromboliane e sviluppare nuove tecniche per il monitoraggio dei vulcani attivi. Con questo obiettivo si è svolto anche quest’anno l’esperimento multiparametrico Broadband ACquisition and Imaging Operation – BAcIO 2017, organizzato a Stromboli dal Laboratorio Alte Pressioni Alte Temperature di Geofisica e Vulcanologia Sperimentali (HPHT) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Tra le attività svolte, sono state osservate le modificazioni morfologiche avvenute nell’area dei crateri del vulcano eoliano, a distanza di un anno dal precedente esperimento, l’attività vulcanica alle bocche attive e le dimensioni delle stesse .

Cratere di Nord-Est attualmente attivo a Stromboli ripreso da un drone a 5 metri di distanza (Credits: progetto ITN VERTIGO (@VERTIGO_ITN), Ludwig Maximilian University (@LMU_Volc)

Cratere di Nord-Est attualmente attivo a Stromboli ripreso da un drone a 5 metri di distanza (Credits: progetto ITN VERTIGO (@VERTIGO_ITN), Ludwig Maximilian University (@LMU_Volc)

Come nelle precedenti edizioni l’esperimento, coordinato dal vulcanologo INGV, Jacopo Taddeucci, ha visto la partecipazione di circa 30 ricercatori italiani e stranieri provenienti da 5 università di 4 Paesi (Italia, Germania, Regno Unito, USA).

Tra le novità di quest’anno, la presenza di ricercatori nel settore meteorologico che hanno effettuato rilievi sul campo elettrico connesso all’attività vulcanica. Per le misure in atmosfera sopra il vulcano, sono stati utilizzati palloni sonda, attrezzati con sensori per la misura nella nube vulcanica di vari parametri, quali temperatura, umidità, concentrazione di cenere e campo elettrico

preparazione al lancio di pallone per studio del campo elettrico sulla vetta del vulcano Stromboli (credits: HPHT lab INGV)

Preparazione al lancio di pallone per studio del campo elettrico sulla vetta del vulcano Stromboli (credits: HPHT lab INGV)

Per osservare in dettaglio le esplosioni dello Stromboli sono state impiegate quattro telecamere ad alta velocità e ad alta risoluzione e due telecamere termiche sincronizzate (Foto sotto e Video 2).

Immagine ad alta risoluzione di una esplosione allo Stromboli del 28 settembre 2017 (Credits: HPHT Lab INGV INGV)

Immagine ad alta risoluzione di una esplosione allo Stromboli del 28 settembre 2017 (Credits: HPHT Lab INGV INGV)

 Immagine termica dei crateri attualmente attivi a Stromboli (credits: HPHT Lab INGV)

Immagine termica dei crateri attualmente attivi a Stromboli (credits: HPHT Lab INGV)

È stato possibile osservare, da distanza ravvicinata, le bocche attive e altre zone del vulcano altrimenti irraggiungibili per i pericoli connessi all’attività esplosiva del vulcano (Video 2 YOUTUBE). Video 2: ripresa termica di esplosioni allo Stromboli del 3 Ottobre 2017 (Credits: HPHT Lab INGV).

Queste osservazioni hanno permesso di misurare le variazioni morfologiche avvenute nell’area dei crateri a distanza di un anno dal precedente esperimento, e di descrivere le dimensioni delle bocche dove avvengono le esplosioni e la presenza del magma al loro interno. Dalle immagini ad alta definizione dei crateri riprese nel 2016, è stato infine possibile realizzare un modello digitale ad alta risoluzione dell’area sommitale dello Stromboli. Il risultato è stato pubblicato dal team di ricercatori, in coincidenza con l’edizione dell’esperimento di quest’anno, sulla rivista dell’American Geophysical Union EOS.

Video 1: ripresa da drone sui crateri dello Stromboli durante una esplosione. (credits: Turner, N., B. Houghton, J. Taddeucci, J. von der Lieth, U. Kueppers, D. Gaudin, T. Ricci, K. Kim, and P. Scalato (2017), Drone peers into open volcanic vents, Eos, 98). 

Il Laboratorio Alte Pressioni – Alte Temperature di Geofisica e Vulcanologia Sperimentali​, di cui è responsabile Piergiorgio Scarlato, è collocato ​nella sede di Roma dell’INGV. Qui​ sono concentrate ​molte attività analitiche e sperimentali​ ​a supporto delle ricerche e del monitoraggio​, ma anche svilupp​o ​di tecnologie e di nuove metodologie d’indagine​. ​Nel laboratorio si ​portano avanti alcun​e ricerche di ​spicco dell’INGV​ in ambito vulcanologico, sismico e ambient​ale​, alcune delle quali finanziate nell’ambito di progetti europei​. ​Le più recenti attività sperimentali, svolte anche in collaborazione con laboratori di altri paesi, riguardano simulazioni e misure legate alla fisica delle rocce ​e dei terremoti, ​alle proprietà chimico-fisiche dei magmi​ e​ ​la modellizzazione analogica dei processi vulcanici. ​Il laboratorio è anche​ un ​polo di attrazione per i ricercatori italiani e stranieri.​stromboli4

Turner, N., B. Houghton, J. Taddeucci, J. von der Lieth, U. Kueppers, D. Gaudin, T. Ricci, K. Kim, and P. Scarlato (2017), Drone peers into open volcanic vents, Eos, 98, https://doi.org/10.1029/2017EO082751. Published on 27 September 2017.

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