Tuesday, Dec. 10, 2019

Il Teatro Carlo Felice di Genova alla riscossa: spettacolare esecuzione del Roberto Devereux

Written By:

|

22 March 2016

|

Posted In:

Il Teatro Carlo Felice di Genova alla riscossa: spettacolare esecuzione del Roberto Devereux

Recensione di Salvatore Margarone

Ieri sera, Giovedi 17 marzo al Teatro Carlo Felice di Genova, memorabile rappresentazione dell’opera Roberto Devereux di Gaetano Donizetti. Anche i meno esperti sono rimasti senza fiato: musica meravigliosa quella di Donizetti che lascia in questa intuire le melodie dei cantabili delle sue future opera.
Gli interpreti non si sono risparmiati in nulla, e hanno lasciato un impronta indelebile per stile e vocalità: Mariella Devia, nei panni di Elisabetta I, a nostro parere unica interprete vivente di questo ruolo, ha mostrato una padronanza della voce, del ruolo e del personaggio invidiabili.
Sicura sulle scene, drammaturgia di notevole impatto, ha reso perfettamente una Regina di tutto rispetto, con fraseggio perfetto, fiati ben tenuti ed uso di mezze voci strepitoso, ma anche una forza timbrica non da poco, in tutta l’opera ma in ispecie nel finale del terzo atto con l’aria “Quel sangue versato al cielo s’innalza” a lungo tributato dal pubblico.

Mariella Devia

Mariella Devia

La Devia, rispetto a molti anni fa, è decisamente migliorata, maturata: la sua voce è fresca, omogenea nel registro, mai stridente o stretta sugli acuti, una voce che sembra non risentire del tempo che passa. Lunghi prevedibili applausi ed ovazioni, quindi, alla fine dell’opera, per una vera “Regina del bel canto”.
Non da meno è stata Sonia Ganassi, nel ruolo di Sara, dotata di una bellissima voce mezzosopranile, calda, ben proiettata verso il pubblico, mai spinta, come invece è consueto fare in questo ruolo da altre artiste. Emozionante nel primo atto il duetto Sara-Roberto “Ah! Quest’addio fatale estremo”, ricco di pathos e dramma insieme.

Sonia Ganassi

Sonia Ganassi

Aggiungendo poi la splendida voce del tenore Stefan Pop, nel ruolo di Roberto, si è potuta apprezzare veramente tutta l’opera, perché, possiamo affermarlo senza tema di smentita, un tenore così non si sente quasi mai in Italia!

Stefano Pop

Stefano Pop

Irrompe sulla scena con la sua grande voce, intonatissimo, con squillo, impeto, ma mai sgraziato o esagerato, controllato con sapiente equilibrio, lasciando la parola anche alle emozioni, interpretando il suo personaggio in maniera egregia, degno dei compagni di viaggio sulle scene.
Sicuramente il momento più incisivo del suo ruolo è stato al terzo atto, con la sua aria “Come uno spirto angelico”, e poi ha dato il meglio di sé in “Bagnato è il sen di lacrime”, scatenando un tripudio di applausi da parte del pubblico presente.
Ottime interpretazioni anche per il tenore Alessandro Fantoni (nei panni di Cecil), e per il baritono Marco di Felice che ha interpretato il Duca di Nottingham. Quest’ultimo ci è parso tuttavia un po’ sottotono o forse ha risentito dell’emozione della prima recita.

Marco di Felice

Marco di Felice

Roberto Devereux debuttò al San Carlo di Napoli il 28 ottobre 1837 con un successo che confermò la predilezione del Donizetti tragico per i grandi soggetti di ambientazione nobiliare: l’opera, infatti, è il terzo capitolo del cosiddetto “Ciclo delle regine di Tudor”, inaugurato nel 1830 con Anna Bolena (il titolo che aveva aperto al compositore le porte dei teatri parigini) e proseguito nel 1835 con Maria Stuarda. Lo stile compositivo di Donizetti si elevava davanti a vicende di amori irrealizzati in ambienti di corte (in questo caso quello di Elisabetta I e della Contessa Sara di Nottingham per Roberto Devereux, conte di Essex) e a figure femminili dello spessore drammaturgico delle regine di Tudor: lo testimonia il ruolo di Elisabetta, considerato uno dei più significativi ritratti di donna del melodramma romantico prima di quelli verdiani, e uno dei vertici assoluti del “bel canto”: il finale del primo atto e quello del terzo (e ultimo) sono tra i più difficili ed estremi del repertorio belcantistico. Il libretto, efficace e conciso, è di Salvatore Cammarano, che si basò su uno precedente scritto da Felice Romani per Saverio Mercadante (ricavato a sua volta dalla tragedia di Jacques-François AncelotÉlisabeth d’Angleterre”).

RDevereaux scena 1Lidea
Opera intensa e potente sia musicalmente che teatralmente, Roberto Devereux è andato in scena quest’anno in un nuovo allestimento del Teatro Carlo Felice in cooproduzione con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.
La regia, affidata ad Alfonso Antoniozzi, baritono di fama mondiale e, dal 2008, anche regista, che ha diretto scrupolosamente gli artisti in scena, lasciando ampio spazio di movimento, da vero conoscitore del palcoscenico.

RDevereaux scena 2Lidea
I costumi di scena, curati da Gianluca Falaschi, pur se riveduti e corretti, confezionati con tessuti e fogge importanti ed ingombranti come erano all’epoca, finalmente hanno reso perfettamente i personaggi storici. Lo stesso dicasi per la scenografia, che ha riprodotto ambientazioni scure e tetre con abili e semplici stratagemmi di materiali e luci. Geniale la mappa geografica riprodotta sullo strascico della vestaglia di Elisabetta I alla fine del terzo atto, che simboleggia l’impero al quale dopo poco lei rinuncerà, per amore perduto, in favore di Giacomo I.
Mirabile la direzione di Francesco Lanzillotta, che ha guidato l’orchestra a servizio del canto e dei cantanti come è d’obbligo in questi casi, con volumi rigorosi ma controllati, assecondando intenzioni ed emozioni. Splendida esecuzione
Il teatro Carlo Felice di Genova, si conferma negli ultimi anni, uno dei migliori teatri per le produzioni proposte, mirando sempre più ad una qualità che in molti altri teatri invece scarseggia.
Abbiamo pertanto assistito ad una rappresentazione molto fedele al volere degli autori (Cammarano-Donizetti), in quanto, finalmente, si porta in scena un’opera con quella tradizione che va obbligatoriamente rispettata, ben più apprezzata dal pubblico rispetto a quelle spesso stravolte dai giovani registi.

Mariella Devia

Mariella Devia

 

Nuovo allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice – Fondazione Teatro La Fenice e Fondazione Teatro Regio di Parma
Regia Alfonso Antoniozzi
Scene Monica Manganelli
Costumi Gianluca Falaschi
Luci Luciano Novelli
Assistente alla regia Sergio Paladino
Assistente ai costumi Gian Maria Sposito
Direttore Francesco Lanzillotta
Orchestra Teatro Carlo Felice
Coro Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro Pablo Assante
Mimi DEOS Luca Alberti – Luisa Baldinetti – Filippo Bandiera – Nicola Marrapodi – Erika Melli
 CAST PER LA DATA:
PERSONAGGI INTERPRETI
Regina Elisabetta Mariella Devia
Sara Sonia Ganassi
Roberto Devereux Stefan Pop
Il Duca di Nottingham Marco Di Felice
Lord Cecil Alessandro Fantoni
Sir Gualtiero Raleigh Claudio Ottino
Un paggio Matteo Armanino
Un familiare di Nottingham Loris Purpura

Share This Article

Related News

Lorenzo Bizzarri, l’astro nascente nel panorama della Direzione d’orchestra.
La Messa da Requiem di Giuseppe Verdi a Bologna diretta dal Maestro Lorenzo Bizzarri
Dr. Mary Rorro, the Violin Doc, performs at Marine Birthday commemoration and at 100th Anniversary of the ROTC program at Princeton University

About Author

Salvatore Margarone

Nasce a Catania nel 1972, si diploma in pianoforte al Conservatorio Statale di Musica Tito Schipa di Lecce sotto la guida del Maestro Dario Nicoletti. Agli studi pianistici affianca quelli di Organo e Composizione Organistica con il Maestro Gianluca Libertucci (Organista Ufficiale del Vaticano) e Composizione con Letizia Spampinato. Si perfeziona in esecuzione pianistica con Fabrizio Migliorino, Paul Badura Skoda. Alla carriera solistica affianca quella Vocale da Camera in duo con il soprano Stefania Pistone, con la quale segue i corsi specialistici sul Lied Tedesco di Elio Battaglia ad Acquasparta e a Salisburgo presso il Mozarteum. Da questo incontro inizia una lunga collaborazione con il maestro Battaglia accompagnando i corsi di canto lirico tenuti negli anni a seguire a Napoli e Catania, incidendo dal vivo, nel 2001, un CD delle Arie da Camera di V. Bellini per il bicentenario della nascita del compositore catanese. Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza. Con la stessa casa editrice prosegue una fruttuosa collaborazione che lo porta a pubblicare revisioni pianistiche di raccolte di lieder tra cui: Zelter, Mozart, Schubert, Schumann, Liszt, Brahms, Wagner, Wolf, ecc… in più due Antologie di Lieder per i Conservatori e Raccolte di Arie D’Opera. Si è esibito per enti lirici, tra i quali Teatro Bellini di Catania, Teatro Paisiello di Lecce, Teatro Comunale di Merano, varie associazioni ed enti pugliesi, ecc… all’estero Wiener Saal di Salisburgo, Gabinete Letteral di Las Palmas di Gran Canaria ecc…; stagioni concertistiche a livello internazionale tra cui : Settembre Musica 2001, per una “Maratona Beethoven”, dove nella stessa giornata si esibiva anche il Maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Regio di Torino. Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica. Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo” edito dalla Casa Musicale Eco di Monza, riscuotendo notevoli consensi di critica sulle maggiori testate giornalistiche specializzate (GB OPERA MAGAZINE, OPERACLICK, BELLININEWS, SUONARE NEWS, ecc…) Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo volume “Il Melodramma”, dalle origini ai giorni nostri, ed una Biografia su Sergej Rachmaninoff e la scuola russa. Si dedica con passione alla didattica del pianoforte e del canto, ed è docente presso l’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Curbastro” di Padova.

Leave A Reply

Leave a Reply