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Il Mondo poetico di Richard Strauss: dalle esperienze nazionalistiche alla messa in musica dei sentimenti.

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25 November 2015

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Il Mondo poetico di Richard Strauss: dalle esperienze nazionalistiche alla messa in musica dei sentimenti.

 di Salvatore Margarone

strauss1Lo scorso anno 2014 si celebrava il 150° Anniversario della nascita di uno dei più grandi compositori che la Storia della Musica abbia conosciuto. Vissuto a cavallo di due secoli e tra le due Guerre Mondiali, produsse composizioni indimenticabili di alto valore musicale.

Richard Strauss (Monaco di Baviera 1864 – Garmish 1949) compositore tedesco di grande spessore, rappresenta oggi come al tempo, per gli appassionati di musica e non, l’anello di congiunzione tra il XIX ed il XX secolo. Autore dalle mille sfaccettature, ardito, spigoloso, arguto, geniale, portò con le sue intuizioni e competenze un grosso contributo alle future generazioni di compositori nel XX secolo.

Il padre Franz era un comunista conosciuto ed apprezzato da Wagner e la madre proveniva dall’alta borghesia; in questo contesto famigliare il giovane Richard incominciò a prendere lezioni di musica a quattro anni, a sei già era in grado di comporre una polka ed un canto natalizio sotto la guida del suo primo insegnante, F. W. Meyer. Frequentò normalmente la scuola sino all’università, ma non conseguì la laurea perché abbandonò il corso universitario nel 1883, dopo il primo anno.

Richard_Strauss Già verso la conclusione degli studi medi superiori arrivarono i primi importanti riconoscimenti musicali: l’esecuzione di alcune sue composizioni, come il Quartetto op. 2 , che venne eseguito nella primavera del 1881 dal quartetto di B. Walter, il quale fu anche suo maestro, ed una sua Sinfonia in re minore diretta niente meno che da H. Levi, uno dei massimi direttori dell’epoca. Lasciata l’università, si trasferì a Berlino, dove strinse amicizie con H. von Bulow, che eseguì diverse sue composizioni e lo iniziò alla carriera di direttore d’orchestra. Nel 1885, infatti, von Bulow fece nominare Strauss come suo sostituto a Meiningen fin quando, abbandonato definitivamente quest’incarico, lo designò come suo successore. La carriera direttoriale di Strauss non influì sulla sua attività di compositore, che fu però, almeno sino al 1885, fortemente influenzata da Brahms.

salomePer comprendere la grandezza di questo mirabile autore si devono necessariamente sviscerare le sue opere, in modo particolare i Poemi Sinfonici, forma questa in cui Strauss riesce a spaziare e a sviluppare il suo fare musica in un epoca in continua evoluzione.

Come compositore, Strauss coglie le prime grandi affermazioni proprio con i poemi sinfonici scritti tra il 1886 e il 1898; superati quasi subito gli iniziali influssi brahmsiani, nel 1886 scrive la fantasia sinfonica Aus Italien, per poi aderire alla scuola “neotedesca” e alle correnti postwagneriane.

È con la fantasia sinfonica Aus Italien che la vera personalità musicale di Strauss, o meglio quella personalità che gli ha assicurato durante tutto l’arco della vita continui e crescenti successi, si manifesta compiutamente. I biografi, sulla falsariga delle indicazioni del compositore stesso, attribuiscono la grande svolta alla sua amicizia col filosofo e musicista A. Ritter, wagneriano convinto ed entusiasta sostenitore del poema sinfonico lisztiano.

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Richard Strauss – la moglie Pauline ed il figlio Franz.

Aus Italien apre la via alla stagione dei grandi poemi sinfonici di Strauss e precede immediatamente il Don Giovanni che costituisce, di questa originale forma del romanticismo musicale, l’espressione più celebrata. I successi dei poemi sinfonici fecero di Strauss il più eseguito compositore tedesco del suo tempo, e non soltanto nel suo paese.

Diremmo oggi, in maniera più consapevole forse, che fu il periodo delle innovazioni musicali, sia in ambito formale che musicale, dirigendosi verso una ricerca sempre più ossessiva di una musica infinita precedentemente iniziata da Richard Wagner.

strauss5Tali esperimenti si ebbero un po’ in tutta Europa, grazie anche alle correnti letterarie nascenti come l’Espressionismo ed il Simbolismo, che ispirarono e spronarono compositori emancipati a sfidare quegli assunti che, fino ad allora, erano stati seguiti alla lettera senza mai uscire da schemi rigidi ed obsoleti.

La maggior parte dei compositori che azzardarono tali novità li ritroviamo in Francia, con C. Debussy, M. Ravel, E. Satie, ecc… ; questi iniziarono a sperimentare una nuova musica fatta da nuovi suoni scaturiti dall’uso di moderne scale musicali (esatonale e pentafonica), e di nuovi effetti, sfruttando al meglio la timbrica di ogni strumento.

Ma la cosa che li accomuna fu la loro poetica che deviò, a differenza del Romanticismo che esaltava il sentimento amoroso verso nuovi lidi, sconfinando fino all’esaltazione della psiche umana, giustificando così la necessità di una musica piena di apparenti dissonanze .

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strauss7Si giunge così ai primi anni del nuovo secolo (il XX sec.), ancora non pronto sotto certi aspetti, a definire con chiarezza tutti gli esperimenti musicali che in questo periodo vengono approcciati dai tanti compositori che si cimentano nella costruzione di nuove idee musicali, ognuno con le proprie esperienze nazionalistiche di dove sono vissuti e dalle quali hanno tratto e messo in musica i sentimenti stessi. Ecco che R. Strauss tenta di più, sconfinando nel mondo teatrale, a lui ancora sconosciuto dal punto di vista compositivo.

Le tensioni del linguaggio di Strauss giungono al massimo della forza nell’esotismo e nell’erotismo della sua Salomè (1905) e nella violenza dell’Elektra (1909) che furono i suoi due primi capolavori teatrali.

elektraElektra segna il massimo avvicinamento di Strauss all’espressionismo. La sua svolta in senso retrospettivo nel linguaggio musicale la troviamo ne Il cavaliere della rosa (1911) con la sua malinconica e raffinata rievocazione.

Sempre più profondo si fece il solco che separava Strauss dalla musica del Novecento, ormai indirizzata oltre quell’espressionismo che Strauss aveva avvicinato fino al 1909 e che poi aveva abbandonato. In alcuni lavori si avverte una dimensione di solitudine, di rinuncia, che appaiono frutto di una dolorosa meditazione sul crollo della Germania di cui egli era stato il cantore.

In realtà anche Strauss fu partecipe delle inquietudini e delle contraddizioni di quel mondo; egli si presentò quindi agli inizi del secolo nelle più ideali condizioni per affermarsi come l’erede della tradizione wagneriana ed affrontare il difficile terreno del melodramma che col Parsifal sembrava aver chiuso definitivamente la propria esistenza.

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strauss_music2 Strauss volle sempre fermamente credere nel proprio mondo, nella cultura di cui era stato rigorosamente nutrito, nella illimitata potenza dell’individuale e nella preminenza assoluta dell’azione. I suoi biografi ci dicono ch’egli doveva sempre immaginare sè stesso, coinvolgere sè stesso nell’eroe musicalmente rappresentato: e poiché la sua divisa era l’ottimismo, anche Tod und Verklarung non poteva non finire in gloria. Till Eulenspiegel lustige Streiche segna un’altra memorabile tappa sulla via dell’ascesa di Strauss; in questo magistrale rondò tutto quanto di sanguigno, aggressivo, grassamente umoristico poteva condensare la musica tedesca del secolo che volgeva al tramonto, si ritrova puntualmente disposato alla più evoluta eleganza formale.

strauss_music1 In ultimo, ma non per minore valenza , si ricordano i suoi mirabili Lieder, forma musicale questa in cui emerge la passionalità, la poetica, l’espressività, la musicalità, la perfetta simbiosi tra parola e musica di Richard Strauss, come ad esempio negli “Ultimi Quattro Lieder” ( Vier Letzte Lieder) per Voce e Orchestra, che rappresentano idealmente i quattro momenti più belli della vita terrena; oppure Cäcilie, Zueignung, Wiegenlied, Epheu, per voce e pianoforte, ed altri, dove si avverte l’abbandono dell’animo umano verso esseri terreni.

Oggi, per fortuna, la musica di Richard Strauss echeggia nei teatri e sale da concerto, come è giusto che sia, una musica di tale grandezza non può passare di certo inosservata.

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Salvatore Margarone

Nasce a Catania nel 1972, si diploma in pianoforte al Conservatorio Statale di Musica Tito Schipa di Lecce sotto la guida del Maestro Dario Nicoletti. Agli studi pianistici affianca quelli di Organo e Composizione Organistica con il Maestro Gianluca Libertucci (Organista Ufficiale del Vaticano) e Composizione con Letizia Spampinato. Si perfeziona in esecuzione pianistica con Fabrizio Migliorino, Paul Badura Skoda. Alla carriera solistica affianca quella Vocale da Camera in duo con il soprano Stefania Pistone, con la quale segue i corsi specialistici sul Lied Tedesco di Elio Battaglia ad Acquasparta e a Salisburgo presso il Mozarteum. Da questo incontro inizia una lunga collaborazione con il maestro Battaglia accompagnando i corsi di canto lirico tenuti negli anni a seguire a Napoli e Catania, incidendo dal vivo, nel 2001, un CD delle Arie da Camera di V. Bellini per il bicentenario della nascita del compositore catanese. Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza. Con la stessa casa editrice prosegue una fruttuosa collaborazione che lo porta a pubblicare revisioni pianistiche di raccolte di lieder tra cui: Zelter, Mozart, Schubert, Schumann, Liszt, Brahms, Wagner, Wolf, ecc… in più due Antologie di Lieder per i Conservatori e Raccolte di Arie D’Opera. Si è esibito per enti lirici, tra i quali Teatro Bellini di Catania, Teatro Paisiello di Lecce, Teatro Comunale di Merano, varie associazioni ed enti pugliesi, ecc… all’estero Wiener Saal di Salisburgo, Gabinete Letteral di Las Palmas di Gran Canaria ecc…; stagioni concertistiche a livello internazionale tra cui : Settembre Musica 2001, per una “Maratona Beethoven”, dove nella stessa giornata si esibiva anche il Maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Regio di Torino. Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica. Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo” edito dalla Casa Musicale Eco di Monza, riscuotendo notevoli consensi di critica sulle maggiori testate giornalistiche specializzate (GB OPERA MAGAZINE, OPERACLICK, BELLININEWS, SUONARE NEWS, ecc…) Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo volume “Il Melodramma”, dalle origini ai giorni nostri, ed una Biografia su Sergej Rachmaninoff e la scuola russa. Si dedica con passione alla didattica del pianoforte e del canto, ed è docente presso l’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Curbastro” di Padova.

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