Saturday, October 16, 2021

IL FASCINO DELLA GIUNGLA NEL FILM SELVA TRAGICA

L’ambiente profondo e misterioso della giungla tra il verde di piante rampicanti, liane, muschi, bromelie con intorno il rumore dell’acqua ed i suoni degli animali che vi abitano, racconta un’emozionante e avventurosa vicenda al confine tra il Belize e il Messico nel film  “Selva tragica”  di Yulene Olaizola,  interpretato da Indira Andrewin, Gilberto Barraza, Eligio Meléndez, Dale Carley, Gildon Roland ed altri protagonisti.

Presentato al Festival di Venezia 2020, la storia del film si svolge agli inizi del Novecento nel grande e primitivo territorio della foresta pluviale  dove gli estrattori di gomma, i chicleros,  lavorano in condizioni difficili per estrarre la resina dalla corteccia degli alberi. Inseguita da un gruppo di uomini, una donna di nome Agnes fugge da un accampamento inglese e si inoltra nell’intricata giungla, territorio di antiche leggende, tra le quali il mito di Xtabay.

In quell’ambiente selvaggio, Agnes si sente smarrita, indossa un vestito di pizzo, degli stivali e dei gioielli che non sono adeguati all’ambiente della giungla, tuttavia prosegue nel suo viaggio integrandosi nella natura dove trova la propria libertà. La musica di Alejandro Otaola aggiunge intensità alle scene del film.  Quando Agnes incontra  degli uomini che lavorano all’estrazione del caucciù, accende tra di loro delle fantasie e dei desideri, scatenando  una serie di tensioni.

Nel film la selva ha un ruolo importante, avvolta da un’atmosfera magica, sembra osservare le varie vicende quotidiane, l’avidità, i conflitti umani, usurpata del suo prezioso patrimonio naturale, si vendica in vari modi avvalendosi di piante velenose, sciami di zanzare e di belve.  La narrazione fuori campo inserita tra le scene del film e le belle riprese della natura conferiscono al film anche un carattere documentaristico, non solo raccontano la storia ma esprimono anche un’intensità ambientale attraverso i suoni delle scimmie urlatrici che dalla volta della foresta guardano con curiosità, affermando il dominio del loro territorio, e nei rauchi ruggiti del maestoso giaguaro che cammina furtivo tra la lussureggiante vegetazione.

Anche quando niente si vede e tutto sembra tranquillo, si avverte sempre qualcosa intorno, ascoltando il respiro della foresta attraverso il movimento delle foglie accarezzate dal vento, dalla pioggia che rinfresca l’aria di umidità, e attraverso la  luce del sole che filtra tra gli alberi.

Anna Maria Sciacca
Iscritte all’Albo dei Giornalisti-Pubblicisti, hanno pubblicato interviste, recensioni musicali e cinematografiche e diversi articoli di cultura. Collaborano per il giornale “Amazzonia” e per il settimanale “La Bisalta” di Cuneo. Iscritte alla S.I.A.E., hanno scritto alcune canzoni raccolte nei cd “Night City Lights”, ” Melodia Italiana”, “Freedom”.

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